02 Mar2012
Anda muchacho, spara!
Bruno Nicolai
Anda muchacho, spara! (1971)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4150
36 brani – durata: 59’ 38’’

Come Ennio Morricone sta a Sergio Leone, cosi Bruno Nicolai sta a molti degli epigoni del cineasta romano inventore dello spaghetti western. Va però fatta una precisazione: considerare Nicolai un semplice imitatore sarebbe riduttivo ed ingeneroso nei confronti di un musicista che ha lavorato per diverso tempo al fianco del pluripremiato collega e ha dimostrato una certa inclinazione per il genere adottando via via soluzioni melodiche fascinose e raffinate. Secondo e ultimo western di Aldo Florio dopo I cinque della vendetta (1966), Anda muchacho, spara! è una delle numerose coproduzioni italo-spagnole del periodo e riprende atmosfere, situazioni e profili umani dei film leoniani. Registrata alla Fono Roma con un organico orchestrale di 36 elementi coadiuvato dal coro I Cantori Moderni di Alessandroni, la colonna sonora del film - composta dal maestro Nicolai negli stessi anni della sua feconda collaborazione in ambito western con il regista Giuliano Carnimeo - rinasce ora in questa sorprendente edizione completa a cura della GDM Music/Hillside, che migliora nella qualità del suono e nella durata (più che doppia) un precedente CD della CAM datato 2003.
Il tema principale (“Seq. 1 – Titoli”), grazie ad una performance del coro grondante di pathos eroico, sprigiona tutta la carica epica del western italico e pervade efficacemente i momenti topici della pellicola, tanto i più movimentati quanto i più emotivamente intensi. Tra i primi è d’obbligo citare “Anda muchacho (finale)”, già apparso ai tempi sul lato B di un vinile a 45 giri e particolarmente apprezzabile come esposizione in virtù di alcuni accorgimenti aggiuntivi: una breve introduzione acustica, una ritmica più sostenuta, un assolo di tromba sincronico alle voci. Tra i secondi, oltre ad una serie di riprese lente rispettivamente per chitarra classica e flauto, per orchestra, per viola sola e orchestra, non può passare inosservata “Seq. 22” a causa del contributo di Edda Dell’Orso: i suoi inconfondibili vocalizzi, sorretti dalla corale e dall’orchestra, marcano tenacemente la linea melodica.
Per un western di media qualità tale materiale sarebbe già più che sufficiente, ma l’esuberante creatività del maestro Nicolai non si arresta; ecco allora altri episodi degni di nota, talmente ubertosi e cangianti che è praticamente impossibile dare di ognuno una descrizione esaustiva. Segnalo comunque “Tristezza messicana” (così era indicato sul lato A del suddetto vinile), un bel motivo etnico per orchestra più volte ripetuto con e senza coro; “Seq. 2”, un brano romantico per chitarra classica e flauto; “Seq. 6”, un tema nostalgico per chitarra acustica e oboe; “Seq. 28”, un mix tra folk e classico con archi e coro in crescendo. Meritano un discorso separato le sequenze drammatiche per via dell’uso, abbastanza inconsueto in un contesto western, del pianoforte, che per la verità è protagonista anche di molte parti introduttive o di raccordo risolte insistendo sul medesimo grappolo di note. Inoltre, specialmente nei passaggi deguellizzanti (“Seq. 26”) o di suspense (“Seq. 27”), sopraggiungono pure degli interventi di chitarra elettrica distorta. Certo, dirà qualcuno, affiora di tanto in tanto la sensazione di “già sentito”, soprattutto in “Seq. 20”, un pezzo per banjo e pianoforte scopertamente ricalcato sulla morriconiana “Addio a Cheyenne” da C’era una volta il West (1968), o nella caratteristica cavalcata trionfale per archi, fiati e coro di “Seq. 8”. Quando però un genere diventa un classico, e il western all’italiana lo è a tutti gli effetti, deve attenersi a regole da cui non è possibile prescindere in toto e che costituiscono un serio banco di prova per ogni musicista. Nel caso specifico non c’è davvero nulla da eccepire: trattasi di un piccolo capolavoro concepito da un Bruno Nicolai in stato di grazia. Raccomandato l’acquisto!