Poll

cover_poll.jpgAnnette Focks
Poll (The Poll Diaries, 2010)
Normal Records 325
27 brani – durata: 78’ 41’’

Il colore del sole con le tonalità rosso-serali che evocano penetranti atmosfere crepuscolari riflette il suggestivo scenario dell’austera e imponente casa nobiliare in stile palladiano che a Poll, pittoresco tratto di terra estone, si erge sul mar baltico con colonne portanti a palafitta.
Con la  lunga  inquadratura avvolta nel carattere sognante e sospeso della musica composta da Annette Focks si apre Poll  (The Poll Diaries), film realizzato da Chris Kraus nel 2009, pluripremiato in vari festival fra cui a Roma con il Gran Premio della Giuria e il Premio per la migliore colonna sonora. La raffigurazione della casa nobiliare al tramonto sul Mar Baltico non rappresenta una semplice istantanea quanto una  metafora del crepuscolo di un capitolo storico, la fine di una casta societaria, il dissolversi di principi e ideali inghiottiti  in un perverso gioco dialettico di guerra, perversione scientifica e ipocrisia.
Nel 1914 l’adolescente  Oda von Siering, futura poetessa oltre che antenata del regista Chris Kraus, tornata da Berlino in Estonia per assistere ai funerali della madre, vive la dissoluzione dell’equilibrio politico che regge le regioni baltiche, un tempo appartenenti alla germanica lega anseatica, ora sottomesse all’impero zarista mentre all’orizzonte si profila l’inizio degli sconvolgimenti che condurranno al  primo conflitto mondiale.
Nel contesto del decadimento della sua nobile e severa famiglia Oda, che il padre Ebbo vorrebbe educare alle sue perverse attività scientifiche, scopre i primi sentimenti affettivi nei confronti di uno scrittore anarchico estone ferito, di cui in segreto si prende cura.
Il regista Chris Kraus, autore del bellissimo Quattro minuti (Vier Minuten, 2006), tratteggia con maestria, eleganza  e imponente linguaggio espressivo delle immagini la storia di una donna che con coraggio cerca di opporsi al destino di un ruolo che la sua famiglia e la società avrebbero voluto imporre e guida l’attrice protagonista, Paula Beer, in una  prestazione  superlativa.
Poll  è un film di altissimo spessore che coniuga in modo superbo la profondità tematica all’interiore tensione drammatica e carica poetica, rappresentato in una suggestiva veste estetica realizzata con il prezioso contributo di Daniela Knapp per le riprese e Silke Buhr per la scenografia.
Dopo Vier Minuten Annette Focks offre in questo lavoro un’ulteriore prova del suo talento  con la realizzazione di una scrittura  dallo spiccato taglio sinfonico che scaturisce da un profondo coinvolgimento emotivo e personale con lo studio della sceneggiatura e conquista lo spettatore con il suo incantato e  solenne incedere in una miracolosa compenetrazione nelle immagini di cui diventa  attonita  voce  e nel suo assolvere un ruolo portante nell’andamento del film, dove, nell’impressionante equilibrio di un montaggio assolutamente magistrale, dispiega in modo esemplare la sua raffinatezza strumentale,   sontuosità timbrica e  intensità espressiva.
L’impianto sonoro  concepito dalla musicista tedesca  evidenzia una rara spontaneità associativa, forza narrativa e atmosferica, avvolge il film con pathos sommesso, assorta introspezione e contenuta patina nostalgica  in un equilibrio che sa mantenersi a giusta distanza da facili scadimenti enfatici e compiacente sentimentalismo.
Nella coinvolgente espressività del  tessuto orchestrale della scrittura  emergono in vari momenti  gli accenti arcaici del sinistro lamento  pronunciato dalla viola da gamba con il solista  Arno Jochem de la Rosée  che trasmettono la visione di universo degenerato nella sua impeccabile suggestiva facciata che nasconde una realtà interiore imbevuta di cinismo, perversione e lacerante ipocrisia cui  si contrappone  lo spontaneo idealismo poetico e sentimentale, tratteggiato dai romantici toni melodici  della chitarra nelle ragguardevoli  mani di Andi Reisner, che guida la giovane donna nel drammatico impatto in un mondo  totalmente estraneo e  ostile.
La compositrice utilizza opportunamente anche brani di altri autori come il quarto movimento del  “Forellenquintett” di Franz Schubert (brano 9), eseguito da membri dei Berliner Philharmoniker, che puntualmente  delinea  il carattere celebrativo di una festa mentre Oda porta in salvo il ferito anarchico Schnaps .
Particolarmente riuscito risulta l’inserimento di “Harke Harke” (brano 2)  per viola da gamba con il suo marcato carattere meditativo, scritto dal compositore gambista britannico Tobias Hume (1570 – 1945) contemporaneo di Monteverdi e utilizzato in una magnifica trascrizione per violoncello curata dall’illustre solista Anja Lechner, membro insieme al pianista-compositore Francois Couturier  del Quartetto Tarkovskij e artista di rilievo della casa discografica ECM, che ne firma anche l’ intensa e coinvolgente esecuzione. 
“Harke, Harke” viene idealmente associato all’austero carattere della casa palladiana sul baltico e all’ ambigua figura di Milla von Siering, giovane zia di Oda, musicista e  amante segreta del padre Ebbo.
Anche  il violoncellista e direttore del coro Jan Tilman Schade viene coinvolto nel progetto musicale con l’inserimento del suo atmosferico pezzo  “Lippen von Poll” (brano 4) che in tempo di walzer evidenzia forma e articolazione di un classico quintetto per pianoforte e archi eseguito dai solisti del Bochower Kammerensemble.
La partitura di Annette Focks  colpisce inoltre per l’ammirevole e raffinato impiego delle voci che si manifestano in morbido contrappunto con le lunghe linee melodiche esposte dalla viola da gamba  in “Schauspiel” (brano 13), nell’affettuoso e romantico dialogo con chitarra e archi di “Epilog”  e  “Errinnerung” (brani 24 e 26), nello straniante echeggiare avvolto nell’interiore tensione espressiva del linguaggio  di taglio avanguardista che percorre “Wahnsinn” (brano 22) o ancora nel ricamare delicate evoluzioni nel solenne affresco  tratteggiato da archi e coro in “Poll” (brano 27) che accompagna la chiusura del film.
La parte orchestrale e corale della registrazione è assolta in modo esemplare dal Seraphin-Ensemble Muenchen e dalle Filmstimmen Berlin, mentre altrettanto degna di lode risulta la riproduzione sonora curata dai tecnici della Normal Records.
Poll  riunisce a nostro avviso in modo ammirevole tutte le qualità di un grande lavoro artistico che  con maestria emerge  dalla mediocre banalità che sembra avvolgere gran parte del cinema contemporaneo  e che onora la produzione filmica europea e in particolare dei paesi (Austria, Estonia, Germania) che ne hanno sostenuto la realizzazione.
Nella speranza di una prossima distribuzione nelle sale del nostro paese ne consigliamo vivamente la visione a tutti gli amanti della musica, del cinema e dell’arte.


 

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