Nowhere Boy

cover_nowhere_boy.jpgAA.VV.
Nowhere Boy (Id. - 2009)
Sony Music
18 brani – durata: 41’00”

A circa un anno di distanza dall’uscita in Inghilterra e Stati Uniti arriva anche nelle sale italiane Nowhere Boy. Si tratta, come credo molti di voi sapranno, di un biopic (l’ennesimo, complice peraltro il trentennale della morte che ricorreva l’anno passato) sulla vita di John Winston Lennon, cantante e chitarrista dei Beatles, attivista, artista, contestatore, rockstar e intellettuale; di sicuro una delle figure umane più influenti e caratterizzanti del secolo scorso. Il film, scritto da Matt Greenhalgh e diretto da Sam Taylor-Wood, prende in esame forse l’unico periodo della vita di Lennon non ancora oggetto di rivisitazioni cinematografiche: l’adolescenza. Quindi, la seconda metà degli anni ’50, il periodo in cui frequenta la scuola, conosce Paul McCartney e George Harrison, inizia a formare i primi gruppetti di skiffle (genere che potremmo definire come il ‘cugino povero’ del rock’n’roll e del boogie-woogie) e a comporre le prime canzoni. Le figure femminili della zia Mimi e della mamma Julia assumono un ruolo assolutamente centrale nella formazione umana del Lennon adolescente, non a caso le vicende narrate nel film saranno sempre e comunque legate ai loro personaggi. Il film si conclude con la morte della madre e l’abbandono di John della casa dell’amata/odiata zia Mimi per intraprendere l’avventura di Amburgo (per approfondire questo periodo vi consiglio la visione di Backbeat, film del 1994 del regista Iain Softley) e diventare da lì a breve il fenomeno che tutti noi conosciamo.
La colonna sonora di Nowhere Boy, curata dal music supervisor Ian Neil e pubblicata in Italia come CD singolo ma in Inghilterra e U.S.A. come doppio (nel secondo CD sono compresi brani ispirati, e non inclusi, alla pellicola), diciamo pure che nulla aggiunge o toglie a quanto già detto sull’argomento, limitandosi a svolgere una onesta e fedele cronaca musicale del periodo storico preso in esame (gli anni ’50) e di quelli che fu a tutti gli effetti la materia musicale su cui si formarono i Fab Four (rock’n’roll, rhythm & blues, doo-wop e relativi interpreti).
I brani contenuti sono suddivisi in esecuzioni originali e reinterpretazioni ad opera del gruppo The Nowhere Boys, i quali forniscono le musiche che sonorizzano le parti del film in cui si esibiscono i Quarrymen, prima band formata da Lennon insieme a McCartney ed Harrison.
I pilastri del rock’n’roll che nella seconda metà dei ’50 incendiarono le platee e fecero palpitare i cuori di mezzo mondo ci sono tutti, o quasi: Jerry Lee Lewis (“Wild one”), Elvis Presley (“Shake, rattle & roll”), Buddy Holly (“That’ll be the day”), Eddie Cochran (“Twenty flight rock”), ma troviamo anche figure del periodo, magari considerate minori ma non per questo meno influenti, come Wanda Jackson (“Hard headed woman”), Big Mama Thornton (“Hound Dog’, scritta dalla coppia Leiber/Stoller), Duane Eddy (“Movin ’n’ Groovin’”) e l’indimenticabile quanto pionieristico (riferimento fondamentale per molte generazioni a venire) Screaming Jay Hawkins con il suo hit del 1956 “I Put a spell on you”.
Per quanto  riguarda invece la genesi formativa e più strettamente musicale del gruppo di Liverpool troviamo alcuni episodi che, osservati in prospettiva, assumono un interessante valore storico e documentaristico.
La versione chitarra e voce di “Twenty flight rock” ad esempio, interpretata nella realtà da McCartney al primo incontro/audizione con Lennon, che gli permise di entrare nei Quarrymen, oppure “Rounchy” (un pezzo strumentale del ’57 di Bill Justis) suonata nelle medesime circostanze da George Harrison e che ebbe analogo esito per il chitarrista allora quindicenne.
Ma trovano spazio anche alcune composizioni originali, forse le prime in assoluto della premiata ditta Lennon-McCartney (ed Harrison). La prima incisione su singolo 45 giri (mai ufficialmente uscita sul mercato, almeno in quel formato) “In Spite of all the danger”, del 1958, scritta dall’inedita coppia McCartney-Harrison e “Hello little girl”, la prima canzone in assoluto composta poco prima da Paul McCartney e John Lennon durante i loro incontri pomeridiani a casa della zia Mimi, ed eseguita in questa versione dallo stesso Aaron Johnson, che nel film interpreta Lennon, il quale si destreggia egregiamente al canto e alla chitarra.
Il film si chiude, direi quasi ‘obbligatoriamente’, sulle note di “Mother”, pezzo scritto e inciso da Lennon nel 1970, appena dopo lo scioglimento dei Beatles.
Per concludere. Gli appassionati beatles-maniaci di sicuro non troveranno nulla di nuovo nelle tracce della colonna sonora in esame, ovviamente vale l’opposto per tutti coloro i quali non abbiano mai avuto nessun approccio con la materia. Per tutti gli altri, un’onesta e piacevole raccolta di brani che hanno segnato un’epoca, facendo ballare, innamorare, piangere e divertire svariate generazioni. E non mi sembra poco.

Stampa