Soundtrack Work 2004-2008

cover_raccolta_teardo.jpgTeho Teardo
Soundtrack Work 2004-2008 (2010)
Expanding Records
25 brani – Durata: 1h 07’42”

 

Prendere in mano una raccolta impone qualche riflessione di prospettiva più ampia, un ascolto meno legato alle specificità delle singole opere e – visto che parliamo di colonne sonore – dei personaggi e delle storie che quelle musiche hanno accompagnato sugli schermi cinematografici. Per chi ha seguito il cinema italiano recente con un occhio – e un orecchio – di riguardo alla componente musicale, il nome di Teho Teardo rimanda immediatamente a quello di Paolo Sorrentino, e alla filmografia del regista napoletano questa Soundtrack Work 2004-2008 dedica in effetti ampio spazio, privilegiando L'amico di famiglia (sette brani) al nettamente più noto e celebrato Il Divo. Dal set dell'Amico di famiglia viene anche l'immagine di copertina, una foto di scena di straniante, acido fascino, scattata da Sergio Varriale, che ben risponde alla più chiara e originale qualità della musica da film firmata Teardo: la capacità di trovare, costruire, raccontare bellezza e struggimento laddove mai ci si aspetterebbe di vederli e percepirli, nella squallida casa di un usuraio dalla cattiveria disarmante ma adorabilmente ironico o nelle strane pieghe politiche e nei freddi meccanismi morali della “spettacolare vita di Giulio Andreotti”.
Nel proprio lavoro per il cinema, Teho Teardo è alla continua ricerca di «soluzioni capaci di rispondere tanto alle sue esigenze quanto a quelle dei film per cui compone»: lo scrive Ennio Morricone sullo scarno booklet della raccolta, e centra il punto con semplice e precisa acutezza. La forza di Teho Teardo sta nel saper conservare una necessaria indipendenza nei confronti della materia filmica, nel non piegarsi mai all'idea di commento e sottolineatura; attraverso «economia di materiali e un personale minimalismo», per citare ancora Morricone, Teardo porta sullo schermo la propria identità di musicista e creatore di suoni, la propria passione per il violoncello (suonato principalmente da Martina Bertoni, con la quale ha dato vita anche al progetto Modern Institute) e una commovente capacità di emozionare.
Per quanto pertinenti e integrati a inquadrature e montaggio, i brani di Teho Teardo conservano qualcosa di non definibile, uno splendore particolare che li libera e moltiplica il senso e i sensi del racconto per immagini proprio del cinema. Pensiamo a La ragazza del lago (presente nell'album con tre brani, come Lavorare con lentezza di Guido Chiesa): il film di Andrea Molaioli sarebbe stato ugualmente in grado di comunicare – con una colonna sonora differente, più ovvia, soltanto “drammatica”– quella tristezza totale, quel senso di tragedia umana contenuta nella normalità delle cose che ne ha segnato il successo e ne ha costruito la fama di “giallo” intimamente atipico e rarefatto?
Una cospicua fetta di tracklist spetta poi a Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari che, grazie alla presenza nel cast di Elio Germano, ci dà modo di allargare ulteriormente lo sguardo: col gruppo Bestie Rare, di cui fa parte proprio Germano, Teardo ha inciso “Stanotte”, una canzone inserita nella soundtrack del film, e ancora in collaborazione con l'attore e la violoncellista Martina Bertoni  ha dato vita a Viaggio al termine della notte, uno spettacolo di musica e parole ispirato al romanzo di Céline.
In Soundtrack Work 2004-2008 compare infine anche il nome di Erik Friedlander, come violoncellista e co-compositore di due tracce, “Ricordi” dall'Amico di famiglia e “Munifried” da Lavorare con lentezza.


 

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