Twilight: Eclipse (Song Album)

cover_eclipse.jpgAA.VV.
Twilight: Eclipse (id. – 2010)
Warner Music 7567-89479-3
15 brani – Durata: 59’ 40”

 

Una ricetta musicale (soundtrack disimpegnata di canzoni pop-rock e score strumentale di qualità altalenante  - Twilight di Carter Burwell resta la migliore - pubblicate su due album distinti) che si ripete puntuale e immutabile dal primo capitolo, senza peraltro offrire gemme di particolare pregio, può probabilmente stancare chi non si riconosce nella categoria umana del fan-sempre-e-comunque. Eppure, questa Eclipse Soundtrack – che segue Twilight (2008) e New Moon (2009), i precedenti adattamenti cinematografici della serie di romanzi scritta da Stephenie Meyer – si rivela gradevole e gustosa come una coppa gigante di gelato in un pomeriggio d'estate. Scacciapensieri e scaccia-afa, la compilation vampiresca (ma nella saga ormai anche i lupi hanno guadagnato un ruolo di primo piano) si presta ad ascolti ripetuti e divertiti: ad aprire l'album (nel film, però, accompagna i titoli di coda), è “Eclipse (All Yours)” della band canadese Metric, che riprende uno dei temi composti da Howard Shore, autore della partitura strumentale originale. Pezzo forte della tracklist sono di nuovo i Muse (già presenti in Twilight con “Supermassive Black Hole” e in New Moon con il remix di “I Belong to You”) grazie a “Neutron Star Collision (Love is Forever)”: il brano si ascolta nella scena della festa post-diploma, in posizione forse un po' sacrificata dato l'affollamento di personaggi e la caoticità del momento; si fa notare anche il duetto Beck/Bat for Lashes “Let's Get Lost” la cui semplice eleganza sa come sedurre le orecchie dell'ascoltatore.
Menzioni di merito, infine, a “Ours” di The Bravery e “Jonathan Low” dei Vampire Weekend, più per la piacevolezza leggera dell'ascolto che per veri meriti musicali.
Pollice su, insomma, e soprattutto volume alto per questa Eclipse Soundtrack, purché ci si accontenti del livello più basso e immediato di gradimento, quello che fa battere il tempo, trasmette buonumore e rilassa il cervello, e si riesca a sopprimere la curiosità di conoscere i testi, evitando così di imbattersi in perle di delirante banalità come “Love is forever, and well'die, we'll die together / and lie, I say never, 'cause our love could be forever” o peggio “I'm all yours, I'm not afraid, and you're all mine”. Banalità del resto in linea con le vicende della saga, sempre più vuote e indifendibili anche dal punto di vista dell'intrattenimento più immediato. Che le canzoncine siano davvero la fetta migliore di questa paradossalmente esangue (si parla pur sempre di denti e zanne) torta cine-letteraria?

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