Tre nel mille

cover_tre_nel_mille.jpgEnnio Morricone
Tre nel mille (1971)
Cometa Edizioni Musicali CMT 10008
18 brani – durata: 45’20”

 

La classe compositiva di Ennio Morricone è indiscutibile. E più si ascoltano le sue colonne sonore degli anni ’60 e ’70 e maggiormente risalta questa sua peculiarità artistica. Proprio la partitura di Tre nel mille, pellicola di Franco Indovina del 1971, conferma l’originalità del Maestro romano nell’approccio a storie particolari ambientate in epoche lontane (in questo caso la vicenda è collocata alla vigilia dell’anno 1.000), dove la sua vena creativa può sbizzarrirsi tra sperimentalismi vocali e orchestrali e l’utilizzo di strumenti antichi in maniera inconsueta. Logicamente non tralasciando la melodia attraverso sonorità lievi e concilianti. Una OST che si deve ascoltare con attenzione per poter assaporare le sue tante sfaccettature, quelle sperimentali (non eccessive, come è sovente accaduto in molte colonne sonore morriconiane degli anni ’70, riconducibili per lo più ai generi horror, drammatico e poliziesco), come nei brani “Responsori per liuto e voci” (canto e controcanto di voci cupe e liuto), “Maiali ed altri animali” (gorgheggi, suoni, fischi a simulare versi animali disparati), e quelle tardormantiche nei pezzi “La voce del liuto” (lo strumento rinascimentale a corda diviene la parabola della tristezza dei tre protagonisti alla continua ricerca di pace), “Ballata trovatorica” (tema delicato dalle tonalità addolorate), vera perla del CD. Non manca un brano vivace, una ballata per liuti e tamburi dal titolo “Saltarello dei tre pupazzi”, che torna con una variazione estenuante per sole voci di bambini. Alcuni temi si ripresentano variati più volte, ma sempre in una veste nuova e ricca di dettagli orchestrali interessanti, come nei quattro bonus tracks finali dell’album.          

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