Roma contro Roma

cover_roma_contro_roma.jpgRoberto Nicolosi
Roma contro Roma (1964)
Digitmovies CDDM076
29 brani – durata: 55' 11''

 

È uscito nel corso del 2007 nel catalogo della casa discografica abruzzese Digitmovies Roma contro Roma, terzo CD dedicato alle colonne sonore di Peplum italiani. Questo album, che arriva dopo le partiture di Enzo Masetti per i film Le fatiche di ErcoleErcole e la regina di Lidia e lo score di Carlo Rustichelli per Arrivano i titani, raccoglie le musiche sinfoniche ed elettroniche realizzate dal compositore genovese Roberto Nicolosi.
Questa pellicola, che mescola elementi storici al genere horror, diretta nel 1964 da Giuseppe Vari e prodotta dalla Galatea Film, compagnia che ha finanziato numerose opere di Mario Bava, è interpretata da Ettore Manni, uno dei volti più noti del cinema italiano degli anni '50 e '60, nel ruolo di Gaio, un centurione che si improvvisa investigatore ai tempi dell'Impero romano.
La sua indagine lo porterà in Asia minore sulle orme di Aderbad, a cui presta il volto un John Drew Barrymore in splendida forma, malvagio sacerdote di un sanguinario culto pagano che, con la magia nera, fa risvegliare legionari morti e, dopo averli riuniti in un esercito di zombi, li invia a distruggere Roma.
La colonna sonora, che vede la luce per la prima volta assoluta su disco, alterna parti orchestrali, tipiche del Peplum, ad altre elettroniche, di tipo sperimentale, per le scene dove sono protagonisti il perfido sacerdote e l'armata di Zombi assassini.
Comincia con un tema epico e drammatico, dominato da archi e percussioni, ripreso in forma più ritmica e aggressiva nelle tracce successive della ricca e variegata tracklist.
Gaio e Tullia, protagonisti della trama filmica interpretati da Ettore Manni e Susy Andersen, sono poi introdotti da un fraseggio d'amore pacato e un po' nostalgico.
Il lato macabro della vicenda è sottolineato da musiche sinfoniche drammatiche e misteriose che culminano in un'esotica danza orchestrale mentre l'inferno dei morti viventi è commentato da lugubri musiche elettroniche per quegli anni sperimentali, molto cupe e ardite proposteci in questa sede in una versione tratta dai master tapes mono conservati da oltre quaranta anni negli archivi della Rca.
Alla luce di quanto scritto possiamo quindi affermare, senza paura di smentite, che questa colonna sonora costituisce una rarità che farà gola sia agli appassionati che a chiunque, studioso o meno, vorrà comprendere il modo di far musica da film negli anni '60.

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