Die Paepstin

cover_la_papessa.jpgMarcel Barsotti
La Papessa (Die Paepstin, 2009)
Koenigskinder kk 009
28 brani - durata: 69’38’’

 

Nel 2007 Soenke Wortmann, regista dell’apprezzato film Il miracolo di Berna (2003), ha rilevato il posto di Volker Schloendorff nella realizzazione del grandioso progetto della Constantin Film AG relativo alla trasposizione su grande schermo del romanzo Die Paepstin di Donna Woolfolk Cross.  Schloendorff che aveva molto a cuore il progetto, ha preferito rinunciare temendo le ripercussioni negative che il previsto sfruttamento del materiale filmico per una serie televisiva da parte della casa produttrice  avrebbe arrecato al risultato artistico complessivo. Prodotto con l’imponente budget di 22 milioni di euro La papessa è un lavoro di grande impatto e che anche nel nostro paese ha segnato un positivo riscontro da parte del pubblico. Il suo cast vede uniti Johanna Wokalek, nuovo astro del cinema tedesco, già apprezzata interprete del ruolo di Gudrun Ensslin nel film  Der Baader Meinhof Komplex  (2008)  alle  due star hollywoodiane John Goodman (Papa Sergius) e David Wenham (Gerold).
Il film rappresenta l’affascinante  storia – per alcuni solo una leggenda -  di Johanna, ragazza di grande determinazione nata in pieno Medioevo nelle campagne di Franconia. Come riferiscono nel XIII secolo non solo  il frate domenicano Martin von Troppau , ma nel secolo successivo anche il Petrarca e il Boccaccio, Johanna in virtù della sua fede come delle sue non comuni conoscenze terapeutico-officinali,  intorno all’anno  885 sarebbe salita  al trono di Pietro succedendo a Leone IV e si sarebbe spenta  durante il parto nel corso della processione per la Pasqua a Roma.
Un soggetto suggestivo,  che muovendosi  fra storia e leggenda,  si presta magnificamente  per la realizzazione di un film carico di pathos epico e drammatico, confezionato in una veste nel complesso assai raffinata e  pronto quindi a conquistare il pubblico con le sue complesse riflessioni.
Marcel Barsotti (1963) chiamato alla  realizzazione della parte  musicale aveva già lavorato in precedenza con Soenke Wortmann firmando la OST del film Das Wunder von Bern
Il compositore svizzero  conferma le sue doti con una partitura di grande levatura caratterizzata da una notevole carica melodica e da una drammaturgia sonora immediata, essenziale ed emozionale che solo raramente  nei suoi momenti epici assume un carattere strettamente esornativo  al limite dell’enfasi.
Dipinge un affresco sonoro avvolto in una struttura architettonica  dal carattere marcatamente sinfonico  dove trova forma un riuscito connubio di idee e stili volti a tratteggiare le diverse atmosfere trasmesse dalle immagini in una singolare alternanza di tempi di walzer, musica etnica, canto gregoriano, riflessioni drammatiche tratteggiate in rimandi vagamente hollywoodiani, inventiva ritmica alla Shostakovich, espressioni contemplative alla Sibelius…
l bellissimo Leitmotiv “Johanna’s Theme”  (brano 2) ripetuto in una raffinata costruzione di impronta  minimalista da violino solo, piano e archi è chiamato a esprimere i sentimenti profondi dell’anima della protagonista del film,  il suo impegno e la determinazione  nel combattere  i radicati pregiudizi del tempo  e nel perseguire i suoi ideali quanto anche la sua interiore umana fragilità.
La  scrittura musicale riflette in modo ammirevole l’ambientazione  storica e sociale e con la sua forza melodica e espressiva si rivela una componente essenziale del film,  che lascia  spiegare  in un fraseggio spontaneo  nei  numerosi spazi di silenzio , evitando ogni senso di congestione  e contribuendo allo stesso tempo  a compensare in modo autorevole alcuni momenti deboli della sceneggiatura.
Il compositore ha lavorato alla colonna sonora ben dieci mesi  riflettendo a lungo sulla scelta degli esecutori che  meglio avrebbero potuto avvicinarsi alla rappresentazione ideale del suo concetto sonoro.
Con l’ orchestra Deutsche  Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz di Ludwigshafen guidata dal Maestro Frank Strobel  le struggenti  figure  musicali  che accompagnano  il film di Soenke Wortmann vengono tratteggiate in maniera superlativa,  avvolte  in un suono morbido, vellutato e trasparente che  ne esalta le sfumature timbriche e le qualità melodiche.
Il Maestro Frank Strobel, grande riferimento a livello mondiale nel campo dell’ottava arte, conferma le sue doti di interprete raffinato e profondo e con il presente cd della Koenigskinder Music firma un’ulteriore  importante tappa nella sua brillante carriera artistica che non mancherà di trovare il dovuto riscontro da parte degli ascoltatori.
In un recente incontro a Bologna egli ha riferito della singolare esperienza di questa  impegnativa realizzazione che ha coinvolto  per ben sei giorni consecutivi  oltre duecento musicisti fra orchestra, tre cori, strumenti  etnici e voci soliste.
La  straordinaria  prestazione  musicale dell’orchestra  non sorprende e rappresenta un’ulteriore conferma della qualità impareggiabile dei complessi sinfonici tedeschi, che passano con fenomenale disinvoltura da Bach ai compositori dell’avanguardia con risultati eccelsi.
Vorremmo inoltre ricordare come Leif Segerstam (1944), importante  compositore finlandese, sia stato per lungo tempo, negli anni ottanta,  direttore principale della Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz  e l’abbia condotta  attraverso esperienze musicali fortemente eclettiche al prestigioso  livello artistico ora nuovamente testimoniato  da questa registrazione.

 

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