Shostakovich
Dmitri Shostakovich
Shostakovich (2026)
Symphony N. 13 op. 113 ‘Babiy Yar’
Arvo Pärt
‘De Profundis’
Albert Dohmen, bass baritone
Estonian National Male Choir
BBC Philharmonic
John Storgårds
Chandos 5335
6 brani – Durata: 69’33’’

18 Dicembre 1962. La Sala grande del Conservatorio di Mosca è avvolta dall’ansiosa tensione di attesa di un pubblico impaziente e traboccante. L’Orchestra Sinfonica della Filarmonica di Stato di Mosca, sotto la guida del Maestro Kirill Petrovič Kondrašin, sta per dare avvio alla prima esecuzione assoluta della “Sinfonia n.13 in si bemolle minore op. 113” per basso, coro maschile e orchestra di Dmitri Shostakovich su testi del grande poeta Evgenij Aleksandrovič Evtušenko (1933 – 2017). La sinfonia è un inno in memoria degli orrori del nazismo e allo stesso tempo un’ aperta denuncia contro l’antisemitismo stalinista. La scrittura è basata su cinque poesie, “Babiy Yar”, “Homour”, “In the Store”, “Fears”, “Career”. Il suo straordinario e coraggioso messaggio musicale è in primo luogo un atto di fede nella missione umanitaria dell’uomo e nella funzione catartica della sua forza creatrice e artistica che agisce attraverso la solidarietà e l’eroismo ma anche con amore e ironia. Risuonano gli ultimi accordi, l’esecuzione è al termine, l’entusiasmo incontenibile, un’ ovazione interminabile di oltre trenta minuti, pubblico in piedi, molti piangono….
La grande musica possiede sempre un’immensa forza liberatoria: Stalin non è più al potere e con Chruščëv si è avviata una fase di disgelo sia in campo politico che artistico. Ma il potere burocratico del partito unico e della censura sono sempre pronti a stroncare ogni messaggio che possa essere interpretato come sovversivo nei confronti del sistema: la critica dei maggiori quotidiani è di totale rifiuto o indifferente silenzio. La tattica è quantomai chiara: boicottaggio assoluto. Ancora oggi, in pieno XXI secolo, dopo oltre quaranta anni dalla prima esecuzione della sinfonia, si ripropongono con sempre allarmante ferocia i tragici problemi che il suo autore ha voluto denunciare: odio etnico, intolleranza razziale, miseria e sofferenza umana, dolore…
La musica di Dmitri Shostakovich esprime come nessun’altra la sofferenza dell’uomo nel suo destino umano, storico e politico e diviene lo strumento principale di denuncia e di conflitto in una situazione in cui la dittatura del partito impone i suoi inesorabili dogmi in ogni aspetto della quotidiana vita umana e artistica.
Il travaglio interiore fra il profondo dissenso politico espresso con grande forza e intensità nella sua musica e un apparente enigmatico conformismo esteriore finisce per scolpire il destino umano e artistico del compositore. Profondamente coinvolgente risulta l’accostamento sacro-profano del recente CD dell’etichetta Chandos che associa la drammaticità espressiva e ideologica del compositore russo con la suggestiva nordica sobrietà del linguaggio tintinnaboli formato da triadi e scale di Arvo Pärt. Il musicista estone compone preghiere e musica su testi sacri. Il suo linguaggio è molto amato nel mondo del cinema e presente in innumerevoli film di grandi registi fra cui Habemus Papam di Nanni Moretti. “De Profundis” basato sul Salmo 130 originariamente concepito per coro maschile, gran cassa e campane viene riproposto nel presente album in una nuova affascinante versione per coro maschile, organo, percussioni e orchestra da camera. Semplicemente stellare la prova nei due brani dell’Estonian National Male Choir in perfetto equilibrio con l’orchestra e con le sue impressionanti graduazioni dinamiche, profondità di accenti e suggestive modulazioni. Magistrale anche la prestazione della BBC Philharmonic Orchestra che suona con grande virtuosismo e profondità espressiva e incanta con il denso e trasparente spessore del suo sound, rappresentato in modo ragguardevole dai tecnici della Chandos.
Con coinvolgente impegno intellettuale e slancio visionario, il maestro finlandese John Storgårds tratteggia un affresco sonoro di eloquente potenza espressiva e coglie nel profondo l’interiore tensione narrativa e il dramma esistenziale che percorrono la toccante partitura di Shostakovich. Con la sua avvincente interpretazione si pone accanto alle versioni discografiche di riferimento firmate da Jurij Temirkanov, Vasily Petrenko e Kirill Petrovič Kondrašin. Il CD è parte di un integrale delle sinfonie di Shostakovich in corso di pubblicazione e che al momento vede disponibili i numeri 1, 2, 3, 5, 11, 12, 14 e 15. Un imperdibile album per gli amanti della grande musica.
Dmitri Shostakovich
Shostakovich (2026)
Symphony N. 13 op. 113 ‘Babiy Yar’
Arvo Pärt
‘De Profundis’
Albert Dohmen, bass baritone
Estonian National Male Choir
BBC Philharmonic
John Storgårds
Chandos 5335
6 brani – Durata: 69’33’’
4 stelle
18 Dicembre 1962. La Sala grande del Conservatorio di Mosca è avvolta dall’ansiosa tensione di attesa di un pubblico impaziente e traboccante.
L’Orchestra Sinfonica della Filarmonica di Stato di Mosca, sotto la guida del Maestro Kirill Petrovič Kondrašin, sta per dare avvio alla prima esecuzione assoluta della “Sinfonia n.13 in si bemolle minore op. 113” per basso, coro maschile e orchestra di Dmitri Shostakovich su testi del grande poeta Evgenij Aleksandrovič Evtušenko (1933 – 2017).
La sinfonia è un inno in memoria degli orrori del nazismo e allo stesso tempo un’ aperta denuncia contro l’antisemitismo stalinista. La scrittura è basata su cinque poesie, “Babiy Yar”, “Homour”, “In the Store”, “Fears”, “Career”.
Il suo straordinario e coraggioso messaggio musicale è in primo luogo un atto di fede nella missione umanitaria dell’uomo e nella funzione catartica della sua forza creatrice e artistica che agisce attraverso la solidarietà e l’eroismo ma anche con amore e ironia.
Risuonano gli ultimi accordi, l’esecuzione è al termine, l’entusiasmo incontenibile, un’ ovazione interminabile di oltre trenta minuti, pubblico in piedi, molti piangono….
La grande musica possiede sempre un’immensa forza liberatoria: Stalin non è più al potere e con Chruščëv si è avviata una fase di disgelo sia in campo politico che artistico. Ma il potere burocratico del partito unico e della censura sono sempre pronti a stroncare ogni messaggio che possa essere interpretato come sovversivo nei confronti del sistema: la critica dei maggiori quotidiani è di totale rifiuto o indifferente silenzio. La tattica è quantomai chiara: boicottaggio assoluto.
Ancora oggi, in pieno XXI secolo, dopo oltre quaranta anni dalla prima esecuzione della sinfonia, si ripropongono con sempre allarmante ferocia i tragici problemi che il suo autore ha voluto denunciare: odio etnico, intolleranza razziale, miseria e sofferenza umana, dolore…
La musica di Dmitri Shostakovich esprime come nessun’altra la sofferenza dell’uomo nel suo destino umano, storico e politico e diviene lo strumento principale di denuncia e di conflitto in una situazione in cui la dittatura del partito impone i suoi inesorabili dogmi in ogni aspetto della quotidiana vita umana e artistica.
Il travaglio interiore fra il profondo dissenso politico espresso con grande forza e intensità nella sua musica e un apparente enigmatico conformismo esteriore finisce per scolpire il destino umano e artistico del compositore. Profondamente coinvolgente risulta l’accostamento sacro-profano del recente CD dell’etichetta Chandos che associa la drammaticità espressiva e ideologica del compositore russo con la suggestiva nordica sobrietà del linguaggio tintinnaboli formato da triadi e scale di Arvo Pärt. Il musicista estone compone preghiere e musica su testi sacri. Il suo linguaggio è molto amato nel mondo del cinema e presente in innumerevoli film di grandi registi fra cui Habemus Papam di Nanni Moretti. “De Profundis” basato sul Salmo 130 originariamente concepito per coro maschile, gran cassa e campane viene riproposto nel presente album in una nuova affascinante versione per coro maschile, organo, percussioni e orchestra da camera.
Semplicemente stellare la prova nei due brani dell’Estonian National Male Choir in perfetto equilibrio con l’orchestra e con le sue impressionanti graduazioni dinamiche, profondità di accenti e suggestive modulazioni. Magistrale anche la prestazione della BBC Philharmonic Orchestra che suona con grande virtuosismo e profondità espressiva e incanta con il denso e trasparente spessore del suo sound, rappresentato in modo ragguardevole dai tecnici della Chandos.
Con coinvolgente impegno intellettuale e slancio visionario, il maestro finlandese John Storgårds tratteggia un affresco sonoro di eloquente potenza espressiva e coglie nel profondo l’interiore tensione narrativa e il dramma esistenziale che percorrono la toccante partitura di Shostakovich. Con la sua avvincente interpretazione si pone accanto alle versioni discografiche di riferimento firmate da Jurij Temirkanov, Vasily Petrenko e Kirill Petrovič Kondrašin.
Il CD è parte di un integrale delle sinfonie di Shostakovich in corso di pubblicazione e che al momento vede disponibili i numeri 1, 2, 3, 5, 11, 12, 14 e 15. Un imperdibile album per gli amanti della grande musica.
(Palo Eustachi)