The Never Ending Now (Instrumentals)

cover the neverending now instrumentalsIsabella Turso
The Never Ending Now (Instrumentals)
(2025)
Bluebelldisc - BBD D3-2341
Distribuito da AWAL
9 brani - Durata: 29’23”

Disponibile in questi giorni su tutte le piattaforme di streaming e digital download “The Never Ending Now (Instrumentals)”, album della pianista e compositrice Isabella Turso che presenta le tracce in versione solo strumentale dell’omonimo album di spoken word poetry realizzato in collaborazione con l’artista californiano IN-Q, uscito nel maggio 2024 e, giusto un anno fa, sottoposto alla Recording Academy per la nomination ai Grammy Awards 2025.

<<Ho conosciuto la poesia di IN-Q (nome d’arte di Adam Schmalholz) qualche anno fa – racconta Isabella Turso - dopo aver visto un suo video mentre dedicava, nel giorno di San Valentino, le sue poesie ai passanti sul lungomare di Venice in California. Mi ha sùbito colpito per la musica che si respira nel suo flow. La sua non è soltanto una performance, ma un atto d’amore verso se stesso e verso il mondo fuori. Ci siamo scritti, gli ho fatto ascoltare qualche mio tema musicale e siamo entrati in sintonia. Ci siamo incontrati al Sound City Studio di Los Angeles un anno dopo e abbiamo iniziato a registrare alcuni brani, idee da sviluppare e che hanno poi preso forma nei mesi successivi>>. Il poeta IN-Q commenta: <<Siamo tutti narratori di storie e le storie che raccontiamo a noi stessi e agli altri diventano la nostra vita. Cambia la tua storia, cambia la tua vita. Cambia la tua vita, cambia il mondo. Isabella Turso è un’incredibile artista che mi ha conquistato con la sua musica>>. La parte musicale, composta interamente da Isabella, è stata eseguita dalla stessa pianista e registrata a Milano presso il Core-T-Zone Studio di Diego Maggi.
Oltre ai brani per pianoforte solo, Isabella ha realizzato gli arrangiamenti di tre pezzi dell’album in collaborazione con il produttore Ludovico Clemente, coinvolgendo nelle registrazioni in studio anche la violinista Eloisa Manera e la violoncellista Daniela Savoldi. Se avevamo già avuto modo di apprezzare la musica di Isabella in sartoriale interplay con i versi di IN-Q, una vera colonna sonora di quello che possiamo definire un viaggio interiore condiviso con il mondo esteriore, l’estetica musicale rimaneva tuttavia sempre funzionale al recitato verbale. Ora invece, con questa doverosa release dei soli brani strumentali, le musiche - pur nel dettato di una servizievole e calibrata convivenza col testo parlato - emergono silenziose, non “distratte” dalla parola, ma esse stesse entità libere e autonome di esprimersi e ispirare. Questa è la funzione cardine della poetica della Turso da sempre, lo spunto creativo che nasce da una sensazione interna e ancor più da un’immagine; e possiamo certamente definire questo album colonna sonora di un percorso fatto di immagini “immaginabili”, non fisse ma da inventare e costruire in una personalissima customizzazione emotiva, ora con le parole del poeta, ora attraverso qualunque altra impressione mentale e spirituale.
Le tracce (“Dreams”, “Growth”, “Acceptance”, “Sadness”, “Fear”, “Happiness”, “Life”, “Love”, “The Never Ending Now”) traducono immediatezza e semplicità ma non trascurano e ignorano un’intensa elaborazione, sia in termini di esperienza morale sia nella prospettiva della creazione musicale, perché il tocco compositivo di Isabella è una sorta di cromatica cinepresa che usa la fotografia dei tasti per far risaltare la bellezza di un episodio narrativo. I nove brani sono dunque dei capitoli di una sequenza esistenziale, di un dialogo intimo del poeta con se stesso e il mondo, ove l’universalità del linguaggio musicale trova solidale conforto nell’uniformare la percezione emotiva, probabilmente vincolata dai limiti del verbo che invece va sempre compreso e decifrato.
Questo album è pertanto un libro ancora più aperto verso il racconto dell’“infinito ora”, attraverso elementi che si intrecciano in un dibattito intimo e appassionato. L’approccio è al sapore di lirismo da matrice romantica e metafilmica, savio approdo a una new age che però non aliena e anestetizza ma aiuta a sognare e ad aprire il diario di un’illuminante anàbasi per immagini e sensazioni, che i madrigalismi e le unzioni d’atmosfera della demiurgica mano generativa plasmano in perfetta seduzione ricettiva e descrizione parallela al messaggio verseggiato. Una perla del pianismo autoriale contemporaneo assolutamente da ascoltare. 

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