Pillole di Note: Focus sull’etichetta Cam Sugar

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Pillole di Note: Focus sull’etichetta Cam Sugar

La nostra rubrica ‘Pillole di Note’ – ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che si differenziano dalle consuete nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile – ancora una volta analizza la combinazione tra due storiche etichette italo-internazionali.

Rianalizziamo l’etichetta italiana Cam Sugar: (https://linktr.ee/camsugar):

cover red light disco

AA.VV.
Eli Roth’s Red Light Disco – Dancefloor Seductions From Italian Sexploitation Cinema (2025)
Cam Sugar CS 023CD
20 brani – Durata: 60’09”

cover spaghetti western jeymes samuel

AA.VV.
Jeymes Samuel’s Spaghetti Western Collection (2025)
Cam Sugar CS 025CD
20 brani – Durata: 54’25”

Cosa accomuna Eli Roth, il regista di Hostel, Il mistero della casa del tempo, Thanksgiving: La morte ti ringrazierà e Borderlands, nonché il sergente Donowitz di Bastardi senza gloria dell’amico Quentin Tarantino, a Jeymes Samuel, regista, produttore, sceneggiatore, cantante e compositore di quel gioiello western all black The Harder They Fall?

Una passione smodata per i film di genere, anzitutto di casa nostra. Quelle pellicole (in questo specifico caso) appartenenti alla commedia scollacciata ed erotica anni ’70 – ’80 e al western anni ’60 – ’70, sbirciate dai due registi con occhi avidi e orecchie libidinose (Roth), sguardo bramoso di violenza selvaggia e udito godente di note brutali ed eroiche (Samuel). L’operazione della Cam Sugar è iper interessante, originale e archeologicamente riscoprente e riportante alla luce score inediti o conosciuti, magari dimenticati dai cinefili tuttavia non dai collezionisti di soundtracks. OST ripescate da un oblio ingiustificato e ignorante, grazie ad una ricerca dettagliata dei due registi chiamati a sollazzarsi tra pentagrammi di un nostro Cinema troppo bistrattato all’epoca in patria ma che in realtà, con i suoi consistenti incassi, foraggiava quel Cinema cosiddetto d’essai, d’impegno, culturalmente elevato, invero non attirante in sala tutto il pubblico di massa che gli preferiva film del disimpegno, d’intrattenimento e scacciapensieri con colonne sonore di altrettanta importanza (se non addirittura superiori) rispetto a quelle, con tutto il rispetto possibile, per Pasolini, Fellini, Visconti, Zeffirelli, Bertolucci etc. etc. etc., comunque musicate dagli stessi autori delle partiture per pellicole di cassetta, commerciali. Film di genere che hanno creato emuli oltreoceano e non soltanto, esaltati da registi di tutto il mondo che li hanno perfino copiati o citati, e che per merito, in particolare, del summenzionato Tarantino, sono assurti alla fama che (non propriamente tutti, specifichiamo!) meritavano quando approdarono in sala. Rammentate che solo Sergio Leone poté essere osannato quale regista di Serie A con i suoi western e poi specialmente con C’era una volta in America, nondimeno fu un caso a sé e sporadico nel nostro cinema che, per colpa di una critica con la puzza sotto il naso, festeggiava sul grande schermo esclusivamente i film dei suddetti registi colti.
Queste due raccolte di un’ora ciascheduna, “Eli Roth’s Red Light Disco – Dancefloor Seductions From Italian Sexploitation Cinema” e “Jeymes Samuel’s Spaghetti Western Collection”, sono una miniera d’oro di invenzione melodiche ancora stupefacenti, di sonorità del periodo che non tramontano mai, tra ritmi ballabili e seduttivi ed epiche cavalcate o duelli al sole con Degüello sullo sfondo (le due compilazioni hanno una qualità audio incredibile che le fa sembrare musiche incise oggi), di compositori di fama mondiale e di libretti con interviste, partiture e materiali iconografici inediti – nel CD di Eli Roth, un’intervista a Edwige Fenech e Bombolo, riportate in lingua inglese, curate dal regista, più una sua considerazione sul cinema italico di genere erotico-comico-derivativo, oltre ad un’intervista a Franco Campanino di Lorenzo Ottone (vi rimandiamo ad una nostra storica intervista sulla rivista cartacea al compositore e musicista campano: https://www.colonnesonore.net/images/stories/pdf/cs06web.pdf); nel CD di Jeymes Samuel (di cui vi consiglio vivamente l’ascolto e acquisto della sua colonna sonora per il succitato western del 2021 The Harder They Fall) trovate sue interviste in inglese a Regina King, attrice del film appena citato, e a David Oyelowo, attore, regista e produttore –.
Nomi del calibro di Ennio Morricone, Piero Umiliani, Gianni Ferrio, Carlo Savina, Franco Campanino, Nico Fidenco, Riz Ortolani, Stelvio Cipriani, Bruno Nicolai, Daniele Patucchi, Giacomo Dell’Orso, Alessandro Alessandroni, Francesco De Masi, Carlo Rustichelli, Angelo Francesco Lavagnino e alcuni altri inondano i solchi del doppio 33 giri o le tracce del singolo compact disc, nonché le deluxe edition che scoprirete sul sito dell’etichetta italica ivi recensita. “Eli Roth’s Red Light Disco – Dancefloor Seductions From Italian Sexploitation Cinema” riporta al suo interno otto inediti – da restare a bocca aperta e ad orecchie sensorialmente eccitate i brani tratti da Amori stellari – Giochi erotici nella terza Galassia di Don Powell, L’erotomane di Riz Ortolani, Avere vent’anni di Franco Campanino, anche se tutto l’album è un flusso di score da ballare sfrenatamente e da ascoltare allegramente ad un party con amici. “Jeymes Samuel’s Spaghetti Western Collection” è puro (spaghetti è un termine dispregiativo che odio menzionare o scrivere) western all’italiana in cui si elevano i pezzi di Morricone per La banda J. & S. cronaca criminale del Far West e Duello nel Texas, di Umiliani per Il figlio di Django, di Patucchi per Lo ammazzò come un cane…ma lui rideva ancora, di De Masi per Arizona Colt e 7 dollari sul rosso e di Ferrio per Mi chiamavano Requiescat…ma avevano sbagliato. Eppur anche qui le colonne sonore sono al pari o superiori a quelle d’oltreoceano maggiormente ricordate, visto che il Cinema della Grande Frontiera lì ebbe i suoi natali.   

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