Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media
La nostra rubrica ‘Pillole di Note’, inerente recensioni più o meno brevi di una serie di colonne sonore di ieri e di oggi che si diversificano da quelle nostre classiche di diversa lunghezza, si rifocalizza sull’etichetta svedese Moviescore Media, attraverso sue recenti pubblicazioni sia in formato fisico che digitale.
Analizziamo l’etichetta Moviescore Media (https://moviescoremedia.com/newsite/):

Diego Navarro
SuperKlaus (Id., 2024)
Moviescore Media MMS24048
28 brani – Durata: 70’00”

Il passato Natale è uscito il film d’animazione ispanico, candidato come miglior pellicola animata ai Goya (il corrispettivo spagnolo degli Oscar), SuperKlaus, riportante una tipica trama da intrattenimento per famiglie: il più grande desiderio di Babbo Natale si avvera quando, sbattendo accidentalmente la testa, inizia a credere di essere SuperKlaus, così potendo salvare il Natale da un uomo d’affari ossessionato dai giocattoli, con l’aiuto di Billie e del suo assistente elfo Leo. Le musiche super dinamiche e pompatissime, con un tema principale (“SuperKlaus”) richiamante certe orchestrazioni alla James Horner per film avventurosi anni ‘80, sono state affidate al rinomato compositore spagnolo, direttore d’orchestra e creatore/direttore del festival di musica per immagini “Fimucité” di Tenerife, Diego Navarro (La maledizione del cuculo, Il fotografo di Mauthausen, Cincuenta). Uno score supereroico-natalizio (intermezzi semicelati di carole tipiche qui e là), eseguito dall’insigne The City of Prague Philharmonic Orchestra, che sa amalgamare abilmente pagine vigorose a quelle descrittive o più armoniose, portandoci ad enumerarla tra le migliori partiture per i classici Christmas Movies: la policromatica “Super Sleigh”; la spumeggiante e scampanellante “Santa’s Factory”; la cupa “Fafnir’s Theme”; l’iper ritmata e combattiva “Mall Fight”; la funambolica e molto bondiana “Rescue”; la caleidoscopica “Epic Team”; la meravigliosa (con chiosa celtica) “Life Size Action Figure”. Insomma, tutto lo score è un florilegio di tracce al calor bianco, sinfonicamente allettanti per gli appassionati di colonne sonore eroiche d’animazione in puro stile anni Ottanta.
Diego Navarro
Mariposas Negras (Id., 2024)
Moviescore Media MMS24049
19 brani – Durata: 39’00”

Altro film d’animazione, il pluripremiato e candidato Mariposas negras (Goya per miglior film d’animazione 2024) per il Maestro Diego Navarro ma di tutt’altro genere rispetto al precedente natalizio: Tanit, Valeria e Shaila sono tre donne provenienti da parti del mondo molto diverse che affrontano lo stesso problema: il cambiamento climatico. Perderanno tutto a causa degli effetti del riscaldamento globale e saranno costrette a emigrare per sopravvivere. Un dramma documentaristico animato da disegni classici e un po' naïf, delicatamente, melodrammaticamente e intensamente commentato dal bellissimo score del compositore spagnolo, alquanto ispirato, che viene aperto da “Mariposas negras (tema principal)”: una melodia in crescendo per vocalizzi, coro, quartetto d’archi, varie percussioni e strumenti etnici, suonati (a parte piano e tastiere da Navarro stesso) da sole musiciste e vocalist indiane e africane (Laura Gómez, Bella Agossou, Aborá Cel, Miranda Gas), che creano un armonioso unicum strumental-canoro avvolgente e cullante, non ultimo poeticamente particolareggiato. Esempi massimi della partitura sono, anche se tutta di notevole appeal da farle quasi un torto nel citarne uno piuttosto che un altro, “El sueño de Tanit / Shaila escapa”, “¿Un nuevo hogar? / Valeria”, “Un día gris / La llamada de Shaila”, “Arrozales de Ghoramara” e “Las historias de la abuela”.

Raphaël Dargent
Silent as the Grave (Inedito, 2023)
Moviescore Media MMS24021
14 brani – Durata: 25’00”

Se amate i film noir o le Crime Stories del passato con le musiche fosche jazzy dal Groove seducente e cattivo, con qualche intromissione orchestrale più morbida, alla David Shire, Quincy Jones e Lalo Schifrin o più o meno recenti alla Howard Shore per Jonathan Demme o David Cronenberg, allora questa partitura per l’inedito Silent as the Grave del talentuosissimo Raphaël Dargent fa al caso vostro. Un instancabile documentarista lotta per svelare il mistero della morte dello zio, ma un nemico sconosciuto è intenzionato a tenere nascosta la verità: una trama così ha un hard jazz moderno e sincopato a farla da padrone (“Restricted Area”, “In Memoriam”), con elementi elettronici e ritmici a contornarne gli oscuri colpi di scena (l’atmosferico, angoscioso e soffocante “Recurrence”, con un sax quanto mai ipnotico) ed esigui momenti di pura enfasi sinfo-jazz ammaliante (“The Glory of Noir”, “Moody Drive”).

Diego Baldenweg con Nora Baldenweg & Lionel Baldenweg
Home is the Ocean (Inedito, 2024)
Moviescore Media RB250021
20 brani – Durata: 66’00”

Un documentario potente: una famiglia svizzera di otto persone, vent’anni fa, salpa per sensibilizzarsi e sensibilizzare il mondo sul cambiamento climatico, condurre ricerche sul campo nelle regioni più remote del globo e ispirare i giovani a salvare il nostro pianeta. La regista Livia Vonaesch ha accompagnato in questo viaggio, colmo di speranza, la famiglia Schwörer, con sei figli al seguito, per sette lunghi anni e ha documentato, sullo sfondo di paesaggi mozzafiato, la loro sfida alle convenzioni sociali e istituzionali, finché una tempesta non li ha costretti a riconsiderare le loro scelte di vita e di organizzazione familiare. Le musiche enfaticamente liquide, eteree, elettronicamente dense di ambienti new age, minimalisti e pseudo rock, nonché percussivi di vario tipo, sono ad opera del team di fratelli svizzero/australiano Diego Baldenweg, Nora Baldenweg e Lionel Baldenweg (Un viaggio indimenticabile, L’ultima vendetta, Lina, The Little Witch – La piccola strega). Uno score dai disegni sonori concettuali vangelisiani, che ne dichiara intenti espressivi nella “Ocean Suite” di oltre 18 minuti presentata in conclusione all’album. Così ne descrive Diego Baldenweg le caratteristiche totalizzanti: << La partitura è stata suonata principalmente su un pianoforte a coda Ibach preparato e un pianoforte verticale Blüthner, arricchita da una serie di percussioni, strumenti a corda e un’elettronica raffinata. Quasi ogni traccia contiene circa cinque diversi strati di pianoforte, ognuno dei quali agisce come un movimento della natura distinto e, una volta combinati, crea un movimento generale più ampio>>. Un lavoro compositivo assai interessante e suggestivo.

Diego Baldenweg con Nora Baldenweg & Lionel Baldenweg
La cache (Inedito, 2025)
Moviescore Media MMS25006
21 brani – Durata: 37’00”

Tutt’altra Musica risuona in queste composizioni dei fratelli Baldenweg. Una colonna musicale che odora di jazz improvvisativo ma ragionato a tavolino e di ambient e fusion dai toni misticheggianti e punzecchianti al contempo (“Gas Mask”) per una commedia dolceamara, La cache: un ragazzo di dieci anni vive gli eventi del maggio 1968 nascosto a casa dei nonni, circondato dai suoi zii e dalla sua bisnonna. “Revolution” è il pezzo più strepitoso dell’intero album, tra Miles Davis e la samba di Vinícius de Moraes, che consta di una strumentazione che mette in risalto tromba, flauto, flauto basso traverso, ocarina, clarinetto, clarinetto basso, contrabbasso e pianoforte. Uno score che sembra quasi non partire con il suo andirivieni sospensivo e celante a tratti architetture jazz noir (“Secrets”), poi scoppiando all’istante in corse free jazz o funky jazzato (“Posters”, “Art Gallery”, “Toy Car”). I tre fratelli svizzeri/australiani sono da tenere molto in considerazione, perché hanno parecchie frecce al loro arco compositivo.

Cyrille Aufort
Une amitié dangereuse (Inedito, 2024)
Moviescore Media MMS25012
21 brani – Durata: 42’00”

Une amitié dangereuse è una miniserie drammatica in costume che racconta di una vivace duchessa, Maria di Rohan, che instaura una pericolosa amicizia con la timida regina di Francia, Anna d’Austria. La duchessa in realtà mira a riunire la regina con il re, da ella assai distaccato, in modo da iniettare maldicenze e libertine allegrie nella sopita vita reale, altresì provocando polemiche a corte e fomentando intrighi. Le musiche originali sono di Cyrille Aufort (Splice, Royal Affair, Bugarach) che sinfonicamente inebria e attanaglia questa drammatica vicenda regale di pagine ariose (“Marie de Rohan”), di suspense music (“Escape of the Queen Mother from Blois”), di ondulazioni armoniche (“A New Friendship Begins”), di oscurità timbriche che si rischiarano verso la metà del pezzo (“Let Him Live”), barocchismi cupi (“Rohan vs Medicis”) e di molto altro ancora. La descrizione di Aufort della sua score è esemplificativa: <<La colonna sonora doveva muoversi fluidamente attraverso diversi generi musicali, dalla musica barocca, con viola da gamba, liuto e violino barocco, ai toni sensuali e pieni di suspense di un thriller erotico e velenoso. Man mano che la narrazione si incupisce e la posta in gioco emotiva aumenta negli episodi finali, la musica si trasforma. Diventa più moderno, più sensuale e più pericoloso, rispecchiando gli elementi seducenti e insidiosi della storia. Trame dissonanti, ritmi lenti e armonie misteriose evocano l’atmosfera di un thriller cupo e seducente, intriso di suspense e tensione psicologica>>.

Lorne Balfe & Joseph Stevenson
Mayflies (Id., 2022)
Moviescore Media MMS25007
12 brani – Durata: 36’00”

I compositori scozzesi Lorne Balfe (Mission: Impossible - Dead Reckoning - Parte uno, Un piedipiatti a Beverly Hills: Axel F, La ruota del tempo) e Joseph Stevenson (molti corti in carnet) hanno scritto una partitura alquanto delicata, dai toni celtici nei leitmotiv portanti visto che la lancinante storia di questa serie TV del 2022 è ambientata in Scozia; difatti, come ammette quest’ultimo compositore: <<Per la colonna sonora di Mayflies abbiamo optato per un mix unico, composto principalmente da quartetto d’archi, pianoforte e marimba ad arco, con melodie di viola e violoncello soliste eseguite da musicisti scozzesi che conferiscono alla colonna sonora un ricco e sottile tocco folk celtico. Siamo entrambi scozzesi, come la stragrande maggioranza del cast e della troupe dello show, e quindi abbiamo ritenuto importante dargli un tocco scozzese. Abbiamo anche registrato la colonna sonora lì, perché ritenevamo fosse importante rappresentare e valorizzare i musicisti scozzesi. La musica inizia in modo piuttosto incerto e cupo, e presenta momenti di calore e nostalgia sparsi qua e là. Tuttavia, man mano che la storia si avvia verso la sua straziante conclusione, avevamo bisogno di introdurre un senso di tensione e inevitabilità. Abbiamo creato questo senso di inevitabile e doloroso terrore attraverso l’uso di sottili pulsazioni percussive, ticchettii e figure ipnotiche di pianoforte e archi solisti>>. Tracce esemplari di quanto dichiarato dai suoi autori e che non lasciano scampo, facendo sgorgare qualche densa lacrima sul volto dell’ascoltatore, si odono in “Woodbine”, “Tully’s Letter”, “Why Me”, “To Die Young” e nei titoli di testa “Mayflies”.