Rivelazioni di uno psichiatra sul mondo perverso del sesso
Gianfranco Reverberi
Rivelazioni di uno psichiatra sul mondo perverso del sesso (1973)
Four Flies Records
28 brani – Durata: 1h 42’

Gian Franco Giacomo Reverberi (classe 1934), scomparso nella sua natia Genova l’8 gennaio del 2024, è stato compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, produttore discografico, talent scout, fecondo autore di canzoni, fratello maggiore dell’altrettanto noto Gian Piero Reverberi (Rondò Veneziano vi risuona?) e uno dei maggiori componenti della c.d. Scuola Genovese. Viene riscoperto (letteralmente) grazie all’archeologico rinvenimento da parte dell’etichetta Four Flies Records della colonna sonora ivi recensita, ritenuta introvabile e andata perduta, dei nastri originali da 1 pollice a 16 piste, trasferiti, missati e masterizzati per la prima volta assoluta sia su supporto fisico in doppio vinile che in digitale, in cui la tracklist è incrementata da aggiuntivi 8 brani, contenenti considerevoli varianti dei temi principali (ad esempio l’allucinogeno “Rivelazioni di uno psichiatra (Drum Sequence)” di ben 8’03”). La score per la pellicola datata 1973, Rivelazioni di uno psichiatra sul mondo perverso del sesso, diretta dal ‘maestro del sexy horror di serie Z’, come lo ebbe a definire il critico Marco Giusti, Ralph Brown (al secolo Renato Polselli), con interpreti quali Isarco Ravaioli, Franca Gonella, Bruna Beani e Mirella Rossi, è il solo motivo d’interesse per trasmettere al meglio possibile tutto quel coté di (sempre citando il suddetto Giusti) ‘lesbiche, omo, sadomaso, necrofili, feticisti, zoofili…’ che lo psichiatra del titolo narra e mostra nelle varie sequenze filmiche. Le musiche originali di Reverberi per questo stracult psichedelico erotico (che divenne pornografico, riadattato successivamente, dato lo scarso successo in sala) comprovano l’enorme divertissement del suo compositore traccia dopo traccia, con una tangibile influenza sonora del Blaxploitation Sound Made in USA, sin dall’iniziale pezzo “Psicolimite”: basso, batteria, sintetizzatori, percussioni come il suono accelerato e distorto di un galoppo, drum-machine e chitarre elettriche in un distillato funky-soul dal Groove pazzesco e non più scollantesi dalla memoria uditiva. Questo leitmotiv “Psicolimite” si ripresenta diversificato più volte nel doppio 33 giri: tre per flauto solo (“Perverse Flute”), tre per synth e batteria cupi (“Perverse Sex”), una per soli sintetizzatori (“Perverse Synth”). In “Sexy”, anch’esso variato in più occasioni nell’album (vedi l’organistico “Sexy (Gotico)” o il melodioso valzer di “Sexy (Romantico)”), ritorna il tema portante per fischio, vocalizzo maschile quasi poco intonato e una chitarra acustica a renderlo uno stornello romano d’altri tempi. Il lungo brano da 6’29”, “Revelations Blues”, abbozza progressioni seducenti ipnotico-tensive per sax solista, arpa, chitarra elettrica e sintetizzatori. Jazz swing dalle sfumature blues nel principalmente pianistico “Strip”. Galoppante allo sfinimento lo squillante “Carica”, con trombe simulanti una sirena d’allarme. Invece, richiamante i jingle dei videogiochi anni ’80 a venire lo scoppiettante “Peanuts”.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025