Nosferatu
Robin Carolan
Nosferatu (Id. – 2024)
Sacred Bones/Back Lot Music
51 brani – Durata: 1h 30’

<<Fin dal principio, per me era importante non scrivere qualcosa che avresti pensato solo come una ‘colonna sonora horror’. Volevo davvero appoggiarmi all’aspetto malinconico e tragico del racconto e persino dare spazio a qualcosa di simile al romanticismo, anche se un tipo di romanticismo molto distorto>>. Anche se nelle parole di Robin Carolan, il giovane compositore di Nosferatu, alla seconda collaborazione con il regista Robert Eggers dopo The Northman del 2022, per una nuova versione del noto vampiro Dracula o meglio il principe delle tenebre Nosferatu, rimane il sincero intento di creare uno score più sentimentalmente dark e meno tipicamente da scary music, siamo in ogni caso dalle parti di una colonna sonora che sprofonda a pieno nei canoni di quelle classiche horror, tra periodo d’oro Hammer (storica casa di produzione britannica fondata a fine anni ’40, specializzata in film di paura) e pellicole vampiresche anni ’70 hollywoodiane. Una gran parte della sua ora e mezza si aggira oscuramente tra corali sinfonismi (una vasta compagine orchestrale, includente 60 archi, un coro completo, molti fiati e strumenti antichi, un’arpista e due percussionisti, sotto la direzione del talentuoso inglese Daniel Pioro), inarcanti incubi sonori dilatati o sferzanti alla György Ligeti e Wojciech Kilar (“A Carriage Awaits”, “Come To Me”, “Herr Knock”, “The Castle”, “The First Night”), con un carillon melodicamente tetro (“Once Upon A Time”) e un leitmotiv in apparenza quietante (“Premonition”, “Destiny”, “Dreams Grow Darker”). Un tema per arpa e archi, infidamente nostalgico, fa la sua comparsa in “The Professor”. Grovigli sinfonici da spavento afferrano alla gola l’uditore in “An Arrival”, “Grünewald” e nel vorticoso “Daybreak”. Chiosa con il tragico adagio in levare di “Bound”.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025