Diamanti

cover diamanti vinile lpGiuliano Taviani & Carmelo Travia
Diamanti (2024)
FM Records FMST301
Lato A: 7 brani
Lato B: 7 brani

Sentire la colonna sonora di Diamanti, scritta da Giuliano Taviani e Carmelo Travia per il film di Ferzan Ozpetek, è un’esperienza che ci fa tornare alla mente una modalità d’ascolto molto spesso dimenticata in qualche angolo della nostra mente. Il tematismo musicale, come sappiamo bene, è ormai in disuso un po’ ovunque nel cinema (per non parlare delle serie tv). Con buona pace di Wagner, oggi possiamo forse pure dire che, a volte, il leitmotiv è stato anche una pesante zavorra per l’evoluzione del linguaggio musicale moderno. Nel contempo, però, rileviamo che anche i nuovi modelli compositivi hanno iniziato a divenire spesso un accumulo istituzionalizzato di cliché cinemusicali zeppo di triti e ritriti droni, libraries di suoni preconfezionati, preset, sample di sound design.
Quindi ben venga una colonna musicale dove possiamo distinguere con chiarezza il ben costruito tema principale di “Diamanti Theme”, declinato in più versioni a seconda del mood delle scene; una serie di sottotemi arrangiati con gran classe come “Rumba di velluto”, “Evanescente”, oppure lo splendido e nostalgico “Bianca Vega” con il violoncello di Luca Pincini in primo piano e il sospeso e drammatico “Jacquard” e, infine, l’omonima canzone originale del film interpretata, come al solito magistralmente, da Giorgia (come sarebbe stata diversa la sua carriera se si fosse contornata più spesso di autori).
Il più grande pregio della partitura di Taviani e Travia è l’aver saputo tratteggiare, senza enfasi ma con grande sensibilità, una storia ambientata in una sartoria di cinema negli anni ‘70. Fuori si sentono gli echi degli anni di piombo, ma dentro l’atelier tutte le protagoniste vivono completamente immerse in un microcosmo fatto di tessuti, stoffe e colori. A concludere il quadro la presenza della componente “cinema nel cinema” attraverso la quale Ozpetek crea una seconda linea narrativa del film. Dunque non deve essere stato facile per i compositori trovare il tono musicale di una pellicola attraversata da due distinti ma intrecciati elementi drammaturgici: la finzione e il realismo. Invece Taviani e Travia ci sono abilmente riusciti con le armi della vecchia e cara tradizione musicale della nostra scuola.
Infine un particolare apprezzamento va indirizzato alla FM Records, editore musicale della colonna sonora, una produzione che oltretutto ha saputo confezionare un vinile dove finalmente possiamo leggere i crediti musicali e non solo quelli del cast del film come spesso accade in pubblicazioni discografiche realizzate sciattamente e senza amore.
Un disco è soprattutto la “casa” dei musicisti che lo hanno realizzato, siano essi compositori, strumentisti o tecnici. Almeno per una volta, nel disco, che si prenda l’abitudine di scrivere il nome dei musicisti. Altrimenti è scontato che la musica finisca nei sottoscala dei festival.

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