Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media

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Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media

La nostra rubrica ‘Pillole di Note’, recensioni più o meno brevi di una serie di colonne sonore di ieri e di oggi che si diversificano da quelle nostre classiche di mutabile lunghezza, riespone ad inizio di questo nuovo anno l’etichetta svedese Moviescore Media, con sue passate e attuali pubblicazioni sia in formato fisico che digitale.

Analizziamo l’etichetta Moviescore Media (https://moviescoremedia.com/newsite/):

 

cover wonderwell

William Ross/Angelo Badalamenti
Wonderwell (Id., 2023)
Moviescore Media MMS23022
27 brani – Durata: 65’59”

Il compianto Angelo Badalamenti (1937 – 2022) scrive il tenero tema pastorale/ancestrale della protagonista Violet, una dodicenne che vivrà una magica avventura in Italia, simil Alice nel Paese delle Meraviglie, con l’altrettanto compianta Carrie – Principessa Leia – Fisher e la seducente e pericolosa Rita Ora, nei ruoli di strega buona e cattiva. Lo score è affidato alle ottime cure del rinomato e veterano William Ross, più celebre come orchestratore e direttore d’orchestra per molti colleghi blasonati, in primis John Williams ed Alan Silvestri, con all’attivo una sessantina di sue composizioni per film e serie tv (Piccole canaglie, Senti chi parla adesso!, Il mio cane Skip, MacGyver, Le avventure del topino Despereaux). Sul podio della London Symphony Orchestra e alla presenza di egregi solisti in parti strumentali e vocali, Ross cuce sulle immagini una partitura che sa dilettare, passando con spigliatezza tra pagine tensivo/descrittive (“Wilted Flowers”, “A Way Out”, “Red Town”), armoniose (“Hearing the Lyre”, co-composta con Alex Kharlamov, “Violet’s Reflection”, “Through the Forest”, “The Red Dress”, “Heroes Reunite”) e più movimentate (“Rescue”, “The Creature”), attraverso il genere fantasy/avventuroso, rafforzandone le sequenze incantate e perigliose e sapendo inglobare il leitmotiv di Badalamenti con grazia. Musica addizionale del succitato Kharlamov e di Alexander Kovacs, più incorporazioni del “Night Spirit” e “Midnight Blue” di Sainkho Namtchylak.    

cover reagan

John Coda
Reagan (Id., 2024)
Moviescore Media MMS24044
28 brani – Durata: 62’50”

Biopic dell’attore Ronald Reagan che divenne Presidente degli Stati Uniti, interpretato benissimo da Dennis Quaid, affiancato da Penelope Ann Miller (la First Lady) e Jon Voight (Viktor Petrovich, un personaggio immaginario), con le musiche del plurinominato e vittorioso John Coda (Cani e gatti 3: zampe unite, Nata per vincere, The King’s Daughter), in attività dal 1994. La City of Prague Philharmonic Orchestra, diretta da Adam Klemens, esegue con vitalità lo score che avvicenda pagine esagitate dal moderno incedere, ricche di brass ed elettronica (il crescendo tensivo di “The Threat of Communism” e militaresco di “I Was There” o “Agent T-10”), ad alcune solennemente riflessive e patriottiche nel puro spirito reaganiano (il tema portante in “What A President Can Do”, con elementi alla James Newton Howard o Thomas Newman: vedi “Hotel Reagan”). Qualcosa di delicatamente e sontuosamente horneriano aleggia in “A Sense of Purpose”. Le tre portentose energie musicali dello score, suddivise in patriottismo, affetti familiari e dinamiche politiche, si ritrovano grandiosamente unite nel bellissimo brano finale “The Shining City Upon A Hill”.  

cover el cuco

Diego Navarro
La maledizione del cuculo (El Cuco, 2023)
Moviescore Media MMS23030
28 brani – Durata: 59’23”

Marc e Anna, incinta, prendono la decisione di cambiare casa insieme ad Hans e Olga, una coppia di pensionati tedeschi conosciuti online. Purtroppo il cambio di casa assume i contorni di un incubo per la coppia protagonista che scopre nei due tedeschi comportamenti altresì maligni. Un thriller/horror ispanico musicato dal noto compositore Diego Navarro, vincitore di diversi riconoscimenti, direttore d’orchestra e fondatore del famoso Festival sulla musica per immagini Fimucité di Tenerife, sul podio della City of Prague Philharmonic Orchestra e al piano per alcuni assoli (l’intenso e commovente “La cancela abierta” con seconda metà turbantemente oscura). Lo score, già dal corale, teso e malevolmente concitato “El Cuco (Tema principal)”, traccia perfettamente la linea sonora perseguita, costituita da pagine dolcemente meditative per piano, fiati e archi (“Llegando a casa” o “Una nueva ilusiòn”) ed altre prettamente paurose, da salto sulla poltrona o sul divano o letto di casa propria (“Todo empieza a cambiar”, “El espejo”, “Devastaciòn”, “Tu cuerpo a cambio de su sangre”), con aggiunta di una marcetta da parata militare che si tramuta in una corale satanica (“Fasnacht”) e una pagina diegetica dai seduttivi contorni jazz improvvisativi, “Blues Nocturno”, come bonus track. Come sempre i compositori spagnoli hanno una carica in più sonora per atterrire e ipnotizzare con le loro colonne sonore horror!

cover zombie town

Ryan Shore
Zombie Town (Id., 2023)
Moviescore Media MMS23024
26 brani – Durata: 52’40”

Dan Aykroyd, Chevy Chase e Madi Monroe alle prese con un’orda di Zombi affamata di cervelli e carne umana nel più classico dei plot, con venature grottesche e avventurose fantasy/misteriche anni ’80, accentuate da un cast di attori comici della vecchia guardia hollywoodiana. Lo score del nipote di Howard Shore, Ryan (classe 1974: più di 80 soundtracks tra TV e Cinema), più volte recensito nelle nostre pagine web, è un compendio scherzosamente brillante e spaventevole al punto giusto, con intermezzi tenui e d’azione molto in stile colonne sonore dei mirabili Ottanta del Cinema di Genere Made in Hollywood, tra l’orchestrale e il sintetico. Spiccano le tracce “The Zombie Apocalypse”, “Carverville News”, “Something You Love About It”, il valzer neoclassico “One Loyal Customer”, “He’s Calling To Them”, “Zombie At the Wheel”, “Zombie Chase” e “Mike, Amy and Carver”, in cui il tema portante, alla Burt Bacharach e Danny Elfman unificati, si esprime al meglio. Musica aggiuntiva di Vinicius Barbosa Pippa e Drew Mikuska.

cover why dinosaurs

Raphaël Dargent
Why Dinosaurs? (Id., 2024)
Reality Bytes RB04005
22 brani – Durata: 42’58”

Un interessante e pluripremiato documentario sui dinosauri ed il perché la gente li ama, inizia con uno strepitoso tema avventuroso in pieno stile grandeur hollywoodiana anni Ottanta, un po' James Newton Howard, un po' Bruce Broughton, un po' John Williams ma a suo modo originale (“Why Dinosaurs?”). La performance della Budapest Art Orchestra è magniloquente, sotto la direzione dell’autore dello score in questione: il giovanissimo Raphaël Dargent, francese ma di base a Los Angeles, con un curriculum di molti corti e alcuni lunghi di differente genere. Questa, ad oggi, la sua colonna musicale più sinfonicamente fastosa e scintillante: l’aura williamsiana si aggira alla grande nelle svettanti e dai leitmotiv epici “British Etymology”, “Jurassic Horizons” o “Hollywood’s Raptor”, senza mai citare scontatamente il classico spielberghiano Jurassic Park. Una dietro l’altra le tracce percorrono passi da gigante (sempre di Dinosauri che calpestarono la terra si parla!), con un succedersi di temi originali ammalianti e pagine colme di enfasi epica da restare incantati ascolto dopo ascolto (“Fossilized Aspirations”, “The Morrocan Spinosaurus”, “Crystal Palace Oddities”, “The Claw Conundrum”, “In the Footsteps of Giants”). Musica addizionale di Federico Torri.  

cover the claus family 3

Anne-Kathrin Dern
La famiglia Claus 3 (The Claus Family 3, 2022)
Moviescore Media MMS22052
18 brani – Durata: 32’25”

Anche se Natale è appena passato, recensiamo lo score di un film prettamente natalizio con la seguente trama: la consegna dei regali si trasforma in un disastro e Babbo Natale è nei guai. Riusciranno i suoi nipoti, Jules e Noor, a collaborare per salvare la situazione? Terzo film della saga di produzione olandese sulla Famiglia Claus, incominciata nel 2020 e ancora una volta recante le magnifiche musiche originali della compositrice tedesca Anne-Kathrin Dern (classe 1987), con alcune vittorie e molte candidature e una cinquantina di colonne sonore tra cinema, videogiochi e televisione in carnet. Sin dal primo film, le sue partiture per la famigliola di Santa Claus sono un florilegio di trovate sempre floride e sinfonicamente funzionali sulle immagini e al di fuori di esse, per un ascolto piacevolissimo e dilettante per coloro che amano le soundtracks per pellicole e serie tv a tema Natale. L’esecuzione è della Fame’s Skopje Studio Orchestra con interventi solistici di Bruno Justi, che ha coscritto alcuni temi, e performance vocali del soprano Tineke Roseboom e Mélanie Brilman. Tutti i brani sono una gioia per le orecchie tra pagine araldiche e classicheggianti, giocate su sarcasmo e dolcezza, vigoria e spiritualità, in specie “Can You Hear the Bells”, “Stealing the Keys”, “Naked”, “The Journey Begins”, “The Orient Express” (uno dei più epicamente belli), “Noor” e “Papa Noel”. Chiude l’album la canzone pop molto anni Cinquanta “Share Xmas Love” con la brillante vocalità di Kia, che l’ha pure scritta.     

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