Shutter Island

cover_shutter_island.jpgAA.VV.
Shutter Island (id. – 2010)
Rhino Records  00081227983192
19 brani  – Durata: 1h e 37'

 

Una compilation fluviale – due dischi di quasi un'ora e quaranta minuti di durata complessiva – quella concepita per puntellare il complesso apparato visivo di Shutter Island, ultima, singolare pellicola di Martin Scorsese, un thriller mentale ispirato al romanzo di Dennis Lehane. Dopo una serie di proficue collaborazioni con Howard Shore, autore delle colonne sonore di molti dei film più recenti del regista, Scorsese, con la collaborazione del musicista Robbie Robertson (che lo affianca dai tempi di L'ultimo valzer), per Shutter Island rinuncia alla musica originale: una score appositamente composta avrebbe forse potuto suggerire allo spettatore/ascoltatore una direzione interpretativa e percettiva troppo netta, creando oltretutto un coinvolgimento emotivo troppo forte e rischiosamente univoco: era infatti impossibile dar voce all'interiorià del protagonista, rendere efficacemente in musica il suo punto di vista, semplicemente perché quel punto di vista è privo di coordinate, continuamente messo in discussione dagli snodi del racconto.
Scorsese e Robertson imbastiscono così una tracklist variegata, che pesca in repertori piuttosto distanti e dà ai singoli brani valenze differenti: il "Quartetto per archi e piano in La minore" di Gustav Mahler assume un ruolo drammaturgico ben preciso, agendo come filo di memoria nella mente disturbata di Teddy, mentre altri pezzi hanno una funzione più sfumata e suggestiva.
È il caso del lungo brano introduttivo, "Fog Tropes" di Ingram Marshal, che si insinua in un incipit cinematografico di notevole impatto, soprattutto per la rapidità dei movimenti di macchina e del montaggio: si procede, si corre, si entra senza possibilità di ripensamenti nell'ospedale psichiatrico per criminali di Ashecliffe. "Fog Tropes" segna il ritmo, è ansiogeno ma non ridondante, dilata i tempi e suggerisce un distacco e un rifiuto della realtà ma anche, paradossalmente, un impulso urgente all'azione.
Tra autori musicali di notevole popolarità come Brian Eno, presente nell'album con "Lizard Point", figura anche l'italiano Giacinto Scelsi, che curiosamente presenta anche una prossimità biografica ai temi di Shutter Island, essendo stato in cura per malattie nervose (ma Scorsese dichiara di non esserne stato a conoscenza nel selezionarne i brani).
Malgrado l'eterogeneicità della tracklist, la colonna sonora di Shutter Island è decisamente omogenea nei toni, privilegiando pezzi cupi, dal sapore disperato, che trasmettono un sentimento di tragica ineluttabilità. Infiniti sono i possibili significati attribuibili all'immagine cinematografica, in questo film più che mai, e la musica li amplifica, confondendo razionalmente lo spettatore ma anche, in maniera sotteranea ed implicita, emozionandolo.

Stampa