Orgasmo
Piero Umiliani
Orgasmo (1968)
Four Flies Records
Lato A: 8 brani
Lato B: 8 brani

Il compositore fiorentino Piero Umiliani in uno dei suoi massimi capolavori cinemusicali. Ne è principale testimonianza l’ascolto della canzone dei titoli di testa “Fate Had Planned It So”, interpretata dalla fatata e suadente voce di Lydia MacDonald, che appare quasi come una di quelle rejected song per i film della saga di 007; come se l’avesse scritta un John Barry in stato di grazia e poi abbandonata per futili motivi commerciali dettati dalla produzione della pellicola (cosa che invero accadde spesso nelle colonne sonore di James Bond). Per questa canzone realizzata per accompagnare l’inizio del film thriller Orgasmo del 1968 di Umberto Lenzi, con Carroll Baker, Lou Castel e Colette Descombes – un tripudio di sesso sfrenato a tre che sottintende manovre ben più perverse e omicide –, Umiliani scrive una delle melodie più incantevoli e incantanti della sua carriera, poggiata su stilemi a lui tanto cari: jazz (tromba solista nella seconda metà che enuncia il leitmotiv in tutta la sua luminosa impennata armonica), samba e bossa nova carezzevoli, che la splendida voce della MacDonald rende ancora più delicate e avvolgenti. L’unico tema ricorrente in tutta la partitura si mostra con una certa romanticheria ammaliante in un contesto filmico che si vedrà avrà poco di romantico, anzi paranoicamente perverso; questo viene sottoposto a revisioni vocali e performative in puro stile samba (“Orgasmo M5” con la voce incantevole iniziale di Giulia De Mutiis, moglie di Alessandro Alessandroni, anch’egli nello score; con assolo di sax nella seconda metà della traccia), easy listening (“Orgasmo Seq. 1” con il solo dell’organo Hammond), shake psichedelico (“Orgasmo M18 e M19”), tensivamente jazz percussivo (“Orgasmo Seq. 2” con una seconda parte per assolo di xilofono, piano, chitarra elettrica, Hammond e flauto da far accapponare la pelle). Addirittura un trap allucinogeno ante litteram ad opera di Alessandroni e De Mutiis in accoppiata vocale mefistofelica nel brano più fuori di testa della OST, “Orgasmo M27” o la bossa seduttiva di “Orgasmo M2” e quella dall’incipit rock di “Orgasmo M5 bis” nonché il valzer per Hammod solista e vocalizzo introduttivo della MacDonald di “Orgasmo M46”. In aggiunta una samba scatenata alla Piero Piccioni per Alberto Sordi in “Orgasmo Seq. 4” che si trasforma nella seconda parte in un jazz swingante e due pagine ritmicamente tramanti attimi di vera suspense in “Orgasmo Seq. 5 e 6”.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2024