L’invenzione di noi due
Lorenzo Tomio & Maddalena Pasqua
L’invenzione di noi due (2024)
Copyright Control
21 brani – Durata: 36’47”
I compositori Lorenzo Tomio & Maddalena Pasqua, coppia sia nella vita che nel lavoro – vedi le loro collaborazioni per il piccolo e grande schermo in Dampyr, Tutto Chiede Salvezza, Fuorilegge: Veneto a Mano armata, Life Is Not A Game –, si cimentano nella colonna musicale del film drammatico sentimentale L’invenzione di noi due, di recente uscita cinematografica, per la regia di Corrado Ceron, regista vicentino alla sua opera seconda dopo Acqua e Anice del 2021, con le interpretazioni di Lino Guanciale, Silvia D’Amico, Paolo Rossi e Francesco Montanari.
Una storia di crisi coniugale di una coppia che vede nel marito il desiderio forte, a rischio di inciampo altamente doloroso, di tentarci ad ogni costo per rimettere in sesto il matrimonio e l’amore sin dai tempi dei banchi di scuola. L’impianto sonoro messo in atto dai due autori è di quelli acustico-elettronici viranti atmosfericamente su pagine sensorialmente pungenti e riflessive, con alcuni momenti davvero toccanti. Andando per ordine, traccia dopo traccia, si incomincia con “Who Are You?”, con un suono iniziale quasi allarmante, come un segnale emotivo d’avvertimento, che in realtà cela un leitmotiv sì preoccupato e preoccupante ma con un contrassegnato senso volontario di riscoperta e di avvicinamento più che allontanamento dal dolore e dalle sconfitte della vita (matrimoniale e professionale). Senso di speranza e di rinascita dalla crisi che diviene più chiaro e consolatorio nell’idillio elettronico ambient/new age di “After Love”, in cui eccelle il suono riverberato e cavernoso del Rhodes. “Letters To A Stranger” echeggia sofferente, enigmaticamente lontano da ogni possibile sogno di rimettere tutto in ordine nella relazione dei due protagonisti del film: il tema che si ascolta, quasi soffocato da un eco synth fantasmatico sempre presente, tenta di addolcire, di riappacificare. “Architecture of a Lifetime” ripresenta quel leitmotiv sentito nel pezzo “After Love”, in versione liquescente e sotterranea tuttavia delicatamente incoraggiante, con un piano alterato nelle sonorità, atavico nelle forme dipananti nota dopo nota, suonato di volta in volta da Tomio o Roberto Durante. Stessa sensazione uditiva nel breve “Letters To A Stranger – Piano Solo”. Dilatazione temporale e sensorial/emotiva in “Who Are You? – Version 2”. “Little Letters” è serpentinamente e ritmicamente sottile e angoscioso al contempo. “Architecture of a Lifetime (Bricks)” offre quella percezione di trovarsi immobili dall’altra parte di uno specchio e vedere la propria vita dalla parte opposta scorrere inesorabile, con il volere di cambiarla a tutti i costi. Sensazione che si rivive nel liturgico incedere iniziale di “Evolve Over Time”, che valzeristicamente gocciolante via via si apre a panorami piacevolmente mistici. “Broken Brother” suona alienante nella sua lugubre brevità. “Letters To A Stranger – Version 2 & 3” sanno essere così cingenti e affrancatori pur nella loro distanziante sonorità del Rhodes e degli effetti synth spaziali, a tratti visceralmente sconsolanti. “Architecture of a Lifetime (Windows)” sonda ogni profondità del nostro IO, cercando di aprire finestre sul mondo più rassicuranti. Synth oscuri connaturati e voci filtrate utopistiche nel loro apparire e scomparire alternato in “The Deception”, uno dei brani più contemplativi e belli della OST. Un certo ascetismo sintetico, sentitamente cupo, aleggia in “Letters To A Stranger – Version 4”. “Who Are You? – Version 3” è astrattismo puro, ancor di più marcato dalle voci filtrate di cui sopra. “Letters To A Stranger – Version 5 & 6” sono linee melodiche pianistico-sintetiche di grande enfasi emotiva. “Evolve Over Time – Version 2” è breve ma intimamente avvolgente. “Under Your Pillow” ha un andamento jazzisticamente sommesso e appianante. Il tema d’amore ritorna nel brano finale, “It’s Always Been Me”, con piano doloroso cadenzato come una ninnananna incantata che si arresta troppo presto.