30 Ott2013
In uscita la colonna sonora di "Zoran, il mio nipote scemo"
ZORAN, il mio nipote scemo.Musiche composte e suonate da SACRI CUORI.
In uscita il prossimo 18 novembre su etichetta Brutture Moderne.
Distribuzione, fisica e digitale, Audioglobe.
1. Vin e aqua
2. Il tema di Zoran
3. Povera zia Anna
4. El Blue
5. Allora Zagor
6. Gardenia
7. Il bolide
8. Tango shoes
9. Il tema di Zoran (reprise)
10. Jackpot Osterie
11. Matafuego
12. Le giuste motivazioni
13. Le ripartenze
14. Lido
15. Oce Nas
16. Sessantamila euro
17. No man
18. Luna-Arancio-Luna
19. Il tema di Zoran (reprise finale)
20. I colori sono finiti
21. Le ripartenze (alt take)
22. Matafuego (alt take)
23. I parenti contadini
24. Vin e aqua
Le Musiche di Zoran è una colonna sonora che lascia parlare gli spazi e fa incontrare la terra del set, quella del confine sloveno, con un'idea immaginaria/immaginata del confine come luogo dello spirito. Per realizzarla, i Sacri Cuori hanno messo a disposizione il proprio bagaglio di suoni ed esperienze e le suggestioni raccolte in anni di dischi e centinaia di chilometri macinati nei loro tour; passati anche - spesso e volentieri - per quell'est europeo su cui tutta la vicenda di Paolo e Zoran é affacciata.
I brani muovono da linee melodiche sottili ed essenziali, private di ogni orpello per meglio andare all’anima e al cuore: frammenti di folk grezzi, impregnati dell'umido della terra e dei pochi raggi di sole che la scaldano; blues rallentati, ebbri di vino e zoppicanti, come i personaggi del film e i loro percorsi esistenziali ai margini; twang sgraziati e minacciosi, stranieri in ogni dove ma perfetti ad accompagnare una gara di freccette in una bettola di frontiera, posta in gioco un prosciutto; e infine fiati da banda, marcette e percussioni assortite a dare all’insieme un forte senso popolare e a riportare tutto a casa.
Ogni brano è al servizio delle storie di umanità bizzarra, spassosa e disperata che attraversano il film. Ogni brano è, come quelle storie, intrinsecamente liminare: sospeso tra appartenenza e spaesamento, ricerca d’amore e tentazione di fuga, rabbia e malinconia; sempre in bilico, in definitiva, tra lo smarrirsi e il ritrovarsi.
D’altronde a firmare la colonna sonora è una band ormai specialista del gioco di sponda tra il qui e l’altrove, capace come poche di trovare tracce universali nei diversi materiali locali cui attinge e di rivitalizzare i folklori portandoli in territori alieni. Hanno base in Romagna, i Sacri Cuori, ma hanno inciso su etichette straniere (ultimamente la londinese Decor) e vantano amicizie/collaborazioni internazionali di tutto rispetto, come quelle con Marc Ribot e John Convertino (Calexico).
La formazione tipo è un quartetto (Antonio Gramentieri alle chitarre, Francesco Giampaoli al basso, Franz Valtieri al sax baritono e Diego Sapignoli a batteria e percussioni.) che, a seconda dei contesti e delle occasioni, si allarga a quintetto, sestetto e settetto. Il loro percorso artistico intreccia i suoni del folk e del blues (del deserto) americano e la tradizione della colonna sonora all'italiana (Nino Rota e Trovajoli). Una musica che, a spasso sulle strade della Los Angeles più meticcia, ritrova anche le suggestioni letterarie dell'italo-americano John Fante, le allucinazioni di David Lynch, il Messico immaginato dalla fisarmonica di Castellina/Pasi. Una musica dagli ascolti colti ma dall'anima popolare, che affronta senza remore la propria italianità e la sfida della melodia.
I Sacri Cuori hanno all’attivo due dischi in studio. Il primo, Douglas and Dawn, registrato presso il Wavelab Studio a Tucson (Arizona) nel 2008 con la partecipazione di John Convertino e Jakob Valenzuela dei Calexico, Howe Gelb, Thoger Lund, James Chance, Marc Ribot e tanti altri. Il secondo, intitolato Rosario (cd su Decor, vinile su Interbang), registrato fra Richmond, Los Angeles e Lido di Dante. In pratica: la Romagna delle origini che si specchia nell'America dei confini, l'Adriatico nel Pacifico, Rimini in Venice Beach. Un disco registrato su nastro, con strumenti analogici, in compagni di amici vecchi e nuovi: il leggendario batterista Jim Keltner (John Lennon, Dylan, Neil Young e mille altri), David Hidalgo dei Los Lobos, John Convertino dei Calexico, Marc Ribot (Tom Waits, Lounge Lizards), Woody Jackson, Stephen McCarthy (Long Ryders, Jayhawks), Isobel Campbell.
SACRI CUORI:
Antonio Gramentieri – chitarre, bass VI, banjo, lap steel, toy piano
Francesco Giampaoli – basso e contrabbasso, chitarre, percussioni
Diego Sapignoli – batteria e percussioni
Denis Valentini – batteria, percussioni, corni, filicorno, tuba
Francesco Valtieri – sax baritono
con la partecipazione di:
Enrico Farnedi – tromba, Marco Sangiorgi – tromba, Franco Naddei – synth, batteria
IL DISCO:
Musiche di Antonio Gramentieri.
Edizioni musicali: Brutture Moderne
Tracce 1 e 15 – tradizionali, arrangiamento di Massimo Devitor, courtesy of Pizzicato Verlag Helvetia Edizioni
Etichetta: Brutture Moderne / Distributore: Audioglobe
Data di uscita: 18 novembre 2013
Registrato allo studio Al Mare da Francesco Giampaoli e Cosabeat Studio da Franco Naddei
Editing di Denis Valentini
Missato da Franco Naddei e Antonio Gramentieri al Cosabeat Studio
Assistente di mix: Matteo Oleotto e Giuseppe Trepiccioni
Masterizzato da Andrea Scardovi al Dunastudio
LIDO registrata al Dunastudio, missata da JD Foster
suonata da Sacri Cuori con:
David Hidalgo – chitarre, Marc Ribot – chitarre
Christian Ravaglioli – piano, fisarmonica, oboe
VIN E AQUA e OĈE NAS cantate dal Gruppo Vocale Farra
Direttore maestro: Massimo Devitor
LUNA-ARANCIO-LUNA (reprise) suonata dai Musicanti di San Crispino
HANNO SCRITTO DEI SACRI CUORI:
Uncut: "molto bene!"
XL di Repubblica: 8,3 "Creatività e autorevolezza"
Rumore: 8 "un secondo album da brividi"
Il Mucchio: 8 "E con questo facciamo tris. Dopo il disco dei Fatalists insieme a Hugo Race e quello in cui accompagnano Dan Stuart, l'ultimo asso dei Sacri Cuori è la carta che sbanca il tavolo.. Una sensibilità strumentale fuori dal comune"
Blow Up (recensione boxata): "una fiammata nata da braci che hanno covato a lungo. E per questo solida. E per questo abbagliante"
Jam: *** 1/2 "I Sacri Cuori mettono a fuoco un altro cardine della musica strumentale"
Buscadero: "Bellissimo disco"
No Depression: "this album is ridiculously good.... Rosario: the best Italian contender (ever?)" http://www.nodepression.com/profiles/blogs/best-albums-of-2012
SentireAscoltare: 7.3 "Se il primo disco dei Sacri Cuori era la riscoperta degli Stati Uniti più polverosi e cinematici, questo è il ritorno a casa con la consapevolezza di averla dentro, l'America...un parterre d'eccezione che nobilita un lavoro già ottimo di suo"
http://venerato-maestro-oppure.com (il blog di Eddy Cilìa): ""Un ulteriore, definitivo salto di qualità""
Indie-Eye "un monile da tenere vicino e sgranare poco alla volta" (disco della settimana)
ALTRI PROGETTI:
La scorsa estate i Sacri Cuori sono stati protagonisti di un progetto speciale nato nell'alveo del (e prodotto dal) Ravenna Festival e intitolato, non senza un pizzico di autoironia, Sacri Cuori Social Club: un incontro "a specchio" - di repertori, di suoni - con due vecchi leoni del liscio con importanti trascorsi orchestrali e collaborazioni col mondo del cinema (De Sica etc): il fisarmonicista Primo Montanari e l'ocarinista/sassofonista Michele Carnevali.
L'incursione dei Sacri Cuori nella musica da balera è tutt'altro che una novità, alcune tracce di Rosario ne portavano già il segno e l'incontro con questi due maestri non ha fatto che renderla ancora più autentica e viva.
La band è reduce da un lungo tour internazionale che l’ha anche portata, cosa a dir poco rara per un gruppo italiano, a suonare in Australia. Attualmente i Sacri Cuori sono impegnati nella registrazione del terzo disco in studio, con la partecipazione del pianista newyorkese Evan Lurie (Lounge Lizards) e altri ospiti a sorpresa.
www.sacricuori.com
www.audioglobe.it