E' uscito il vinile "Alter Quantum" dei 291out

Tasty Treats Records | 291out | ALTER QUANTUM
Formato: vinyl 33” LP
Genere: Fusion - Stile: Jazz-Funk/Cosmic/Soundtrack
Release date: 13 marzo 2026
SIDE A
LOCUS-ZETA / SATURAZIONE MOMENTANEA (06’:19’’)
GIOVE CHIAMA TERRA (04’:41’’)
CITTA’ CIECHE (03’:39’’)
SIDE B
PIANETA MUTANTE (04’:53’’)
ZETA-LUNA (04’:56’’)
PIANETA MUTANTE (END TITLES) (02’:34’’)
Per la scrittura e la realizzazione di Alter Quantum, i 291out attingono da scenari fantascientifici attraverso una narrazione sonora strutturata in forma di “concept" e dall’immaginario di un possibile futuro distopico che si mescola allo spazio profondo. Il titolo del disco, riportato sul retro nella forma di Alter Alter Quantum, richiama quasi testualmente la rivista mensile di fumetti “Alter Alter” apparsa in Italia tra la seconda metà degli anni 70 ed i primi 80 per volontà di Oreste Del Buono. Nata con l’intento di pubblicare storie fantastiche e d’avventura per un pubblico adulto si avvarrà di alcune tra le più grandi firme del fumetto mondiale. Tra questi, lo scozzese Sydney Jordan, autore della serie “Jeff Hawke”, tra i capisaldi della fantascienza illustrata e debitore alla narrativa di Asimov, Clarke e Simak, offre lo spunto per cui la Terra è un piccolo pianeta di un settore periferico piuttosto isolato della nostra galassia, soggetta ad un inevitabile depauperamento. Lo stile rivoluzionario e surreale del francese Jean Giraud in arte Moebius è, invece, fondamentale per l’idea di come si potessero sviluppare narrativamente gli eventi del disco.
La sua opera “Il garage ermetico di Jerry Cornelius”, in cui arrivò ad abolire la tradizionale sceneggiatura, lasciando che le idee e le immagini che gli venivano in mente fluissero senza regole sulle tavole, è l’input per articolare il racconto attraverso una serie di istantanee che immortalassero il Mondo Nuovo (le aree ampie ed apparentemente disabitate di “Locus-Zeta”, l’atmosfera densa di segni ed allo stesso tempo straniante del paesaggio urbano in “Saturazione Momentanea”, la cinetica futurista di “Città Cieche”, la metropoli umanoide di “Pianeta Mutante”) parallelamente ad
un canovaccio in cui si narra che, mentre nel sistema solare incombono inaspettati visitatori provenienti da altre galassie (“Giove Chiama Terra”), dal nostro pianeta iniziano le prime spedizioni coloniali interplanetarie (“Zeta-Luna”).
Si omaggia, infine, l’opera dello statunitense Richard Corben che, più di tutti, ha influenzato artisticamente l’immaginario del concept, a partire dall’illustrazione concepita da Simone “Mega” Antonucci per l’artwork del disco.
Comparso per la prima volta proprio sulle pagine di “Alter Alter”, fu un innovatore grazie all’eccezionale forza evocativa, pulsante, dei suoi disegni fantasy. Dalle sue opere oniriche, vengono assimilati certi scenari, resi vivi dagli impasti delle tempere: le brughiere riarse, le ancestrali rovine, le cupe cittadine e l’eterogenea fauna semi-umana.
L’etimologia latina del titolo “Alter Quantum” si può interpretare anche come “Altra Dimensione”, così come viene esemplificata nell’illustrazione in front cover dove un cittadino, dalle fattezze vagamente mutoidi, scorge un non ben identificato oggetto volante che si percepisce nel cielo sulfureo, non più azzurro dai tempi dell’età della vita all’epoca del ciclo terrestre. L”Altra Dimensione”, quella sonora, traccia ed intreccia le coordinate musicali intraprese precedentemente con il progetto elettronico 291outer space, ma, differentemente dai concept “Beyond” (Taste Rec. 2023) ed “Escape from Arkana Galaxy” (N.I.M. 2018), la componente strumentale è preminente e la musica viaggia in parallelo su frequenze jazz-rock debitrici alla tradizione del prog, del funk ed al mondo delle colonne sonore.
Le suggestioni sonore a cui i 291out attingono per la realizzazione del disco Alter Quantum sono tra le più disparate ma ancora una volta è la musica per il cinema ad essere al centro dell’attenzione della band. Brani come “Saturazione Momentanea” e “Pianeta Mutante” richiamano certe atmosfere che Barry De Vorzon aveva concepito per il film “The Warriors (I Guerrieri della notte)” del 1979, così come l’impiego degli arpeggiatori elettronici parallelamente all’andamento degli strumenti a corde e la batteria vuole onorare certe soluzioni stilistiche adottate da alcuni compositori italiani per la realizzazione di diversi capisaldi del genere post-atomico (tra cui Riz Ortolani per “1990: I Guerrieri del Bronx” del 1982 ed “I guerrieri dell'anno 2072” del 1984, Francesco De Masi per “Fuga dal Bronx” ed i f.lli De Angelis per “2019: Dopo la Caduta di New York” del 1983). Non mancano riferimenti all’immaginario compositivo di diversi autori di riferimento nel campo della Kosmische Musik e dello Sci-Fi Sound (tra tutti, Vangelis, Shulze, Jarre, Parson, Moroder, Carpenter) ma anche a misconosciuti classici della space-music mitteleuropea ed inglese dei tardi 70 come “Time Signals” di Klaus Weiss, “Voyage” di Brian Bennett, “Magic Fly” degli Space. Si omaggia anche l’elettronica immaginifica di autori come il francese Bernard Fevre, il canadese Gino Soccio, lo statunitense Patrick Cowley, la cosmic-disco dei russi Zodiac, il krautrock dei tedeschi Tangerine Dream, i concept synth di alcune library-music italiane a firma Piero Umiliani e Giuliano Sorgini. Non ultimo, il sound avveneristico di gruppi giapponesi come Yellow Magic Orchestra e Logic System. Tradizione, dunque, ed innovazione che si rincorrono tra passato e presente e si ibridano alla ricerca di un sound del futuro ancora tutto da scoprire.
Due dei brani di Alter Quantum, presenti nella side A del disco, vengono ripresi dalla soundtrack del documentario “BOX” di Giorgio Carella (CameraCar - 2001). Si trattava di un’indagine sul disagio sociale e sulle storie di riscatto civile di alcuni residenti all’interno del cosiddetto ‘palazzone’, un enorme edificio da 1.200 abitanti costruito nel comune di Cinisello Balsamo, alla periferia nord di Milano. Il primo brano, “Saturazione Momentanea”, presentava una struttura essenziale, scarna, dall’andamento ritmico ossessivo che ben rendeva l’atmosfera cupa e straniante del paesaggio rappresentato. Questa versione del brano comparirà nel 2004 all’interno di due episodi della serie “Scrivere New York”: nove documentari d’autore - prodotti da Minimum Fax Media, (H)Film e Cult Network per la regia di Giorgio Carella e Marco Cassini - con protagonisti nove scrittori americani che raccontano la propria visione di New York (Episodio Colson Whitehead [min.11'18''] > https://www.youtube.com/watch?v=6GMT6m-ZewA - Episodio Jonathan Lethem [min.10'38''] > https://www.youtube.com/watch?v=g6WOeX9eVqI). Dopo 22 anni dalla sua realizzazione e diverse esecuzioni live, la composizione assume una nuova forma, arricchita dalle parti tematiche e solistiche di piano elettrico, sintetizzatori ed ottoni. Il secondo brano, “Città Cieche”, tema principale del documentario “BOX”, viene invece ripreso in una chiave completamente inedita con un tema per sintetizzatore scritto ex-novo e la tromba evocativa di Roberto Dazzan a richiamare certe atmosfere care al Vangelis dei primi ottanta.
291out on ALTER QUANTUM:
Basso elettrico, sintetizzatori: Luca “Presence” Carini
Piano elettrico, sintetizzatori, talk-box: Niccolò Barozzi
Batteria, darbouka: Antonio “Totem” Bocchino
Sassofono: Daniele Lacava
Tromba: Roberto Dazzan
Hanno collaborato al disco:
Sintetizzatori (A1): Floriano “Majà” Bocchino
Piano elettrico, sintetizzatori (B2, B3): Walter “Quiroga” Del Vecchio
Chitarra elettrica (A2): Tancredi Duccio “Nagarrius” d’Alò
Chitarra elettrica (B1, B2): Vincenzo “Warren” Ciorra
Rainstick: Francesco “Vienna” Rotondo
Registrazione, mix e mastering: Marco Leo - Bluescore Studio (Milano)
Fonici di produzione: Stefano Bottalla (B1, B3), Ivan Cibien (A2), Fabrizio Faraoni (A4)
Editioni Musicali: KY Publishing / Tasty Treats Records
Stampato presso: Mother Tongue (Verona)
Distribuito da: Playbeatz (IT)
Illustrazioni di: Simone “Mega” Antonucci
Licensed by 291out
Phonographic Copyright (p): Tasty Treats Records