Ci ha lasciati il compositore, cantante e polistrumentista Robbie Robertson

foto robbie robertson

Addio Robbie Robertson

A 80 anni per un cancro alla prostata è venuto a mancare il 9 agosto scorso il compositore, produttore, music supervisor, cantante, attore e polistrumentista Robbie Robertson – la rivista Rolling Stone lo ha inserito nella lista dei 100 migliori chitarristi al mondo –, colui il quale negli anni ’80 strinse un importante sodalizio con il regista Martin Scorsese. Jamie Robbie Robertson, nato a Toronto in Canada il 5 luglio del 1943, figlio di padre ebreo e madre indiana Mohawk, ha mosso i primi passi nell’ambito musicale suonando la chitarra in vari gruppi, sino a che alla fine degli anni ’50 si unì alla band The Hawks di cui divenne il leader ai primi anni ’60 quando cambiò il nome in The Band. Questo gruppo ha segnato una tappa considerevole nella musica rock canadese e non solo, visto che venne apprezzato e osannato da cantautori come Bob Dylan, che lo volle come band di apertura dei suoi concerti in tour a metà anni ’60. Nel film concerto L’ultimo valzer del 1978 diretto da Martin Scorsese, narrante l’ultima apparizione del gruppo The Band dal vivo alla Winterland Arena di San Francisco il 25 novembre del 1976, dove la band venne supportata da grandi musicisti, fra i quali il succitato Dylan, Robertson dichiara ad un certo punto di aver suonato musica rock live sin da quando questo genere musicale ha preso vita e note su di un palco. The Band si sciolse poco dopo per riformarsi senza Robertson nel 1983. Difatti il compositore canadese si dedicò ad altre forme sonore, tra rock epico ed evocativo con alcuni album da solista con partecipazioni straordinarie di nomi come gli U2, Neville Brothers, Daniel Lanois e Peter Gabriel, arrivando a ripercorrere le sue origini indiane, facendo un viaggio a ritroso nelle sonorità degli Indiani d’America, quelli della Riserva delle Sei Nazioni in Ontario dove trascorreva le vacanze da piccolo, pubblicando un album “Music For the Native Americans” nel 1994, divenuto colonna sonora di un documentario dal medesimo titolo: album ritenuto da critica e fan un piccolo grande capolavoro della World Music contemporanea. Come accennato, con il regista italoamericano Scorsese intraprende una proficua collaborazione sia come compositore dell’intera colonna sonora che come music supervisor e produttore della soundtrack, a seconda delle commissioni, a partire da Toro scatenato nel 1980, proseguendo con Re per una notte (1983), Il colore dei soldi (1986), Casinò (1995), Gangs of New York (2002), The Departed - Il bene e il male (2006), Shutter Island (2009), The Wolf of Wall Street (2013), The Irishman (2019) e Killers of the Flower Moon (2023). Nella sua carriera ha avuto modo di lavorare con Wim Wenders per Fino alla fine del mondo (1991), con Barry Levinson per Jimmy Hollywood (1994), con Oliver Stone per Ogni maledetta domenica (1999) e nel 1995 recitare un ruolo nel film 3 giorni per la verità, con la regia di Sean Penn. Robertson è stato candidato agli Emmy nel 1995 per l’album “Robbie Robertson: Going Home”, ai Critics Choise Award per lo score di The Irishman, ai Satellite Awards per la partitura di The Irishman e la canzone “Shine Your Light” dal film Squadra 49, cinque volte nominato ai Grammy anche per la compilazione degli album di Gangs of New York e The Wolf of Wall Street. Ha scritto la colonna sonora della serie TV anni ’90 The Whoopi Goldberg Show.

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