PLAY!SCREEN: una Spotify playlist di 12 brani presi dal catalogo discografico della Bluebelldisc Music e connessi con la Settima Arte

PLAY!SCREEN
Bluebelldisc Music, publishing & record label (partner di ColonneSonore per il progetto librario in uscita “Operazione Underscore - Il mondo delle colonne sonore dei film di James Bond”) ha pubblicato, quale augurio per l’anno nuovo, una Spotify playlist di 12 brani presi dal suo catalogo discografico e connessi con la Settima Arte.
Il titolo è PLAY!SCREEN. Ad accompagnare la pubblicazione, un’accurata guida all’ascolto con le liner notes riferite alle singole 12 tracce inserite nella playlist.
https://open.spotify.com/playlist/6u10VyG3M24KhJz5jYWYez?si=e3cc26a7cfe94f30
Ecco il testo qui riprodotto.

01 – Love Theme from Nuovo Cinema Paradiso
Dal film Nuovo Cinema Paradiso (G. Tornatore, 1988)
Musica di Andrea Morricone e Ennio Morricone
© 1988 EMI General Music Publishing Srl
Trascrizione e arrangiamento di Isabella Turso
Performed by Isabella Turso
℗ 2020 Bluebelldisc Music
Il “Tema d’amore” da Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Andrea ed Ennio Morricone è senza dubbio uno dei motivi più celebri ed emozionanti dell’intera produzione morriconiana per il cinema di Giuseppe Tornatore e non solo. Noto in pellicola anche come “Love Theme for Nata” e “For Elena”, è utilizzato in varie sequenze del film, tra cui quella più celebre ed iconica in background alla proiezione delle scene dei baci censurate che Salvatore scopre nella bobina lasciatagli in regalo dal defunto amico Alfredo. L’elaborazione rispettosamente contributiva realizzata per pianoforte da Isabella Turso ottenne l’approvazione e l’apprezzamento dello stesso Ennio che, a sorpresa, il giorno di Natale del 2013, telefonò a casa della pianista per farle gli auguri, definendola, dopo l’ascolto di questo lavoro, “musicista di sensibilità e talento”. Da una parte il theme originale dei Morricone è stato trascritto nella sua immutata struttura melodica, della quale soltanto il valore dei tempi musicali è semplicemente adattato all’architettura pianistica e funzionale all’impianto interpretativo; dall’altra, pur nel fondale classico e nelle basi geometriche che la compositrice sfodera, il suo free style ri-elaborativo la porta a giocare sulla tastiera come se improvvisasse sul tema. Il tutto arricchito e variato di discorsi e anche di impatti armonici e soluzioni sospese e innovative, ma pur sempre sorvolando e rispettando la source creativa. Potremmo dire un “nuovo-Nuovo Cinema Paradiso”, un‘espressione di tecnica, creatività e sensibilità. Emblematico a tal proposito il commento espresso da Randolph Carter e pubblicato all’interno del suo saggio Ennio Morricone: Vera gloria? Ad maiorem Dei gloriam (fonte: www.colonnesonore.net, 16 luglio 2021): « […] C'è poi Isabella Turso, che interpreta con intelligente libero arbitrio e dischiude potenzialità alle quali nemmeno l'autore aveva pensato […] ».

02 – Past Shadows
Musica di Pino Donaggio e Isabella Turso
© 2015 Copyright Control - Pino Donaggio / Isabella Turso
© 2019 (Renewed 2021) Bluebelldisc Music / Tendenze Edizioni Musicali sas
Performed by Isabella Turso
Dall’album Big Break e Omaggio a Donaggio
℗ 2020 Bluebelldisc Music
Nel 2015 Pino Donaggio scrisse una melodia destinata a una fiction TV Rai e ne affidò lo sviluppo compositivo per pianoforte a Isabella Turso. Il brano rimase tuttavia inutilizzato e inedito; così, nel 2020, finì nella tracklist dell’album Big Break di Isabella Turso (qui la recensione dell’album discografico pubblicata su ColonneSonore) con il titolo “Past Shadows” (ideato dal produttore dell’album Andrea Natale, che scrive questo articolo, in riferimento alla natura noir del tema e anche in sintonia con altri titoli similari di tracce di colonne sonore suspense di Donaggio). Nella sua natura tra mistero e nostalgia, il brano si presenta come un ispirato love theme nascosto tra le ombre di situazioni occulte e irrisolte. L’enfasi dello sviluppo e dell’interpretazione pianistica di Isabella Turso ne fanno un gioiellino cinematico (benché mai applicato) di immediata ricezione e indiscusso valore.

03 – Double Point
Dal film Omicidio a luci rosse (Body Double) (B. De Palma, 1984)
Musica di Isabella Turso
© 2013 Copyright Control - Isabella Turso / Pino Donaggio
Performed by Isabella Turso
Dall’album Omaggio a Donaggio
℗ 2021 Bluebelldisc Music
04 – Come volare
Dal film Trauma (D. Argento, 1993)
Musica di Isabella Turso
© 2013 Copyright Control - Isabella Turso / Pino Donaggio
© 2013 Accordo Edizioni Musicali Srl / Bixio C.E.M.S.A. Compagnia Edizioni Musicali Srl
Performed by Isabella Turso
Dall’album Omaggio a Donaggio
℗ 2021 Bluebelldisc Music
Omaggio a Donaggio di Isabella Turso (qui la recensione dell’album discografico pubblicata su ColonneSonore). Il progetto discografico nasce da uno spettacolo live per pianoforte solo e videoproiezioni (realizzate dall’artista trentino Eddy Serafini) che Isabella ha presentato in prima assoluta presso il prestigioso National Opera Center di New York nel marzo 2014, poi replicato anche all’Ateneo Veneto di Venezia e al MUSE-Museo delle Scienze di Trento.
Così Isabella racconta la genesi del progetto discografico: « Il percorso di Pino Donaggio, dalla musica classica ai successi di quella leggera e a quelli delle colonne sonore, si avvicinava idealmente alla mia idea di fare musica senza barriere e limitazioni di genere e repertorio. Mi sono dunque dedicata con piacere e passione a un’impresa che si è tradotta in questa raccolta pianistica. Ho utilizzato principalmente temi tratti da colonne sonore […] Ho evitato di arrangiare i temi di Donaggio nella loro compiutezza e ho preferito ricrearli utilizzando citazioni che potessero dar vita a elaborazioni personali, ovvero libere parafrasi in grado di proiettare lo spunto tematico in un’ambientazione classica-pop-jazz, che mi è particolarmente congeniale. Nella scelta dei titoli mi sono divertita a giocare liberamente con anagrammi, citazioni e stravaganti invenzioni. Credo che il mio lavoro non tradisca la natura di ogni brano, ma semmai tenda a estenderne le possibilità espressive, al di là del contesto originale, e possa soprattutto rappresentare un colorato omaggio a un grande musicista italiano […] ».
Il celebre riff ostinato donaggiano di “Telescope” da Body Double di De Palma è il protagonista/source pretestuoso-istigativo della nuova restituzione compilativa della Turso esposta in “Double Point”. In “Come volare” c’è l’esplicita citazione del tema portante del thriller Trauma di Dario Argento, che nella OST del film è incapsulato nei brani “Ruby Rain”, “The Real Encounter”, “End of the Nightmare” e “First Kiss”. Nello stesso brano però troviamo anche una citazione da repertorio “leggero” di Donaggio e si tratta di “Come sinfonia”, successo sanremese del 1961, la cui cover version incisa nel medesimo anno da Mina è stata sincronizzata da Pedro Almodóvar nel suo film drammatico Dolor y gloria del 2019.

05 – The Others
Dal film Due occhi diabolici (Two Evil Eyes) (D. Argento / G.A. Romero, 1990)
Musica di Pino Donaggio
© 1990 Faso Edizioni Musicali sas
Orchestra diretta da Natale Massara
℗ 1990 Faso Film Srl
℗ 2021 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Faso Film Srl
06 – Living for Money
Dal film Due occhi diabolici (Two Evil Eyes) (D. Argento / G.A. Romero, 1990)
Musica di Pino Donaggio
© 1990 Faso Edizioni Musicali sas
Orchestra diretta da Natale Massara
℗ 1990 Faso Film Srl
℗ 2021 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Faso Film Srl
07 – The Black Cat
Dal film Due occhi diabolici (Two Evil Eyes) (D. Argento / G.A. Romero, 1990)
Musica di Pino Donaggio
© 1990 Faso Edizioni Musicali sas
Orchestra diretta da Natale Massara
℗ 1990 Faso Film Srl
℗ 2021 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Faso Film Srl
08 – Dreaming Dreams
Dal film Due occhi diabolici (Two Evil Eyes) (D. Argento / G.A. Romero, 1990)
Musica di Pino Donaggio / Testo di Paolo Steffan
© 1990 Faso Edizioni Musicali sas
Programming by Paolo Steffan
℗ 1990 Faso Film Srl
℗ 2021 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Faso Film Srl
Dal “telescopio” al “gatto nero”. Nel 1989 Dario Argento (che aveva una particolare predilezione proprio per il brano “Telescope” di Body Double) telefonò a Donaggio dagli Stati Uniti dicendogli se fosse disponibile per comporre la colonna sonora del suo nuovo film. Trattavasi dell’horror in due episodi Due occhi diabolici (Two Evil Eyes) (qui la recensione dell’album discografico pubblicata su ColonneSonore), diretto da Dario Argento e George A. Romero e prodotto da Achille Manzotti per la Faso Film, liberamente tratto dai celebri racconti dello scrittore americano ottocentesco Edgar Allan Poe. Come lo stesso Donaggio scrive a proposito dei due film « […] Più classico quello di Romero con i morti che resuscitano e si vendicano, più moderno e ritmico quello di Dario dove ci siamo concessi cose particolari […] ».
“The Others” è il brano dei titoli di testa dell’episodio Fatti nella vita del signor Valdemar di Romero, costruito con lamenti e usando la stessa voce del compositore.
“Dreaming Dreams” invece è stato montato sui titoli di coda dell’episodio diretto da Argento (con testo di Paolo Steffan ispirato a un aforisma di Poe); un tema “instabile” in cinque quarti con l’impiego di voci di bambini per comunicare ansia e irrequietezza (fonte: P. Donaggio – A.G. Mancino, Come sinfonia © 2021 Baldini+Castoldi Srl – Milano, qui la recensione del libro pubblicata su ColonneSonore).
A uso interno nei due film di Romero (Fatti nella vita del signor Valdemar) e Argento (Il gatto nero) sono le M commentativo-situazionali “Living for Money” e “The Black Cat”. L’orchestra che ha eseguito la colonna sonora è stata diretta in sala di registrazione da Natale Massara, abituale collaboratore artistico di Donaggio.

09 - Vergiß mein nicht (Non ti scordar di me)
Dal film Non ti scordar di me (A. Genina, 1935)
Testo tedesco di Ernst Marischka – Testo italiano di Domenico Furnò – Musica di Ernesto De Curtis
© 1935 Beboton Verlag GmbH
Sub-editore per l'Italia: Sugarmusic SpA
Performed by Matteo Ferrari
Dall’album Maramao
℗ 2022 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Matteo Ferrari
10 - Vivere
Dal film Vivere! (G. Brignone, 1936)
Testo e musica di Cesare Andrea Bixio
© 1936 Bixio S.A.M. Srl
Performed by Matteo Ferrari
Dall’album Maramao
℗ 2022 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Matteo Ferrari
11 - Mamma
Dal film Mamma (G. Brignone, 1941)
Testo di Bixio Cherubini – Musica di Cesare Andrea Bixio
© 1943 Bixio S.A.M. Srl
Performed by Matteo Ferrari
Dall’album Maramao
℗ 2022 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Matteo Ferrari
12 - Tu, musica divina
Dal film La scuola dei timidi (C.L. Bragaglia, 1941)
Testo di Alfredo Bracchi – Musica di Giovanni D'Anzi
© 1942 (Renewed 1970) Edizioni Curci Srl
Performed by Matteo Ferrari
Dall’album Maramao
℗ 2022 Bluebelldisc Music, su licenza esclusiva di Matteo Ferrari
Il cinema sonoro in Italia fu battezzato nel 1930 da un film dal titolo emblematico: La canzone dell’amore di Gennaro Righelli. E proprio una canzone, “Solo per te Lucia” di Bixio Cherubini e Cesare Andrea Bixio, era al centro della trama del film e fu il primo esempio di inclusione di una song all’interno di un film italiano. Quindi musica nei film significò innanzitutto canzone e cantanti, con pellicole in cui i divi della lirica si improvvisavano attori oppure gli attori si ergevano a cantanti, dando vita a quel duplice binario fra tradizionalismo e modernità che caratterizzò le pellicole italiane e la sonorizzazione nel decennio che antecedette lo scoppio del secondo conflitto mondiale. Il tutto innaffiato dallo sbarco del proibitissimo swing, il quale innescò un primo scontro fra la melodia tradizionale di stampo mediterraneo e i ritmi sincopati della canzone moderna, identificati dai generi derivanti dalle mode d’oltreoceano e che la Prima guerra mondiale stessa aveva favorito ad importare. Sul ring della canzone salivano dunque autori, attori-interpreti e orchestre (le più conosciute nei circuiti radiofonici anni Trenta dell’EIAR erano quelle di Pippo Barzizza e Cinico Angelini) che, supportati dall’attento realizzo delle società editoriali, hanno contribuito a marcare un’epoca e uno stile che si consegnava a un’immortalità e fama imperitura, diventando dapprima fenomeno di imitazione-importazione, ma ben presto prodotto culturale nazionale a 24 carati, da esportare e far decollare proprio in quel mondo da cui era derivato e al quale si era ispirato. Tra divertimento, spensieratezza e superficiale ironia, a volte polemicamente e pericolosamente riferita, la canzone italiana canta di leggerezza amorosa, chiudendo magari gli occhi di fronte all’inautenticità dei valori imperanti, rappresentando una forma di sollievo e intrattenimento che, nel cinema, trovava parte del suo sfogo e della sua fortunata applicazione divulgativa.
È quello che possiamo ascoltare nell’album Maramao del cantante e artista trentino Matteo Ferrari, che presenta personali reinterpretazioni di canzoni del tempo, con un focus su alcuni motivi approdati in pellicola. Nella Germania nazista venne girato nel 1935 da Augusto Genina il film Vergiss mein nicht/Non ti scordar di me. Inevitabile dunque l’inserimento nell’album dell’omonima canzone composta da Ernesto De Curtis nella versione con testo tedesco di Ernst Marischka (adattato per la sincronizzazione in italiano da Domenico Furnò), eseguita nel film da Beniamino Gigli come source music nella scena teatrale con Magda Schneider in platea a ricordare il suo amore perduto. Di C.A. Bixio vengono riproposte in Maramao altre canzoni legate al cinema: “Vivere”, inclusa nell’omonimo film drammatico diretto da Guido Brignone nel ’36, interpretata dal tenore Tito Schipa e, sempre per la regia di Brignone, la celeberrima “Mamma” (su testo di Bixio Cherubini) del 1941, interpretata nel film omonimo da Beniamino Gigli e divenuta un capolavoro immortale, la cui celebrità ha superato anche in questo caso quella del film stesso cui era destinata. Il prolificissimo duo D’Anzi-Bracchi, tra gli oltre duecento titoli del loro canzoniere, creò il brano “Tu, musica divina” per la colonna sonora della commedia musicale La scuola dei timidi diretta da Carlo Ludovico Bragaglia, uscita nei cinema alla vigilia del 1942, e per la quale lo stesso D’Anzi compose anche l’intero commento musicale (qui la recensione dell’album discografico Maramao di Matteo Ferrari pubblicata su ColonneSonore).