Ci ha lasciati Angelo Badalamenti

Addio Angelo Badalamenti
Si è spento all’età di 85 anni Angelo Badalamenti. Una vita percorsa a passi sempre volti alla penombra, dove nulla è mai chiaro, perlopiù inaspettato, come le sue “morbide note”, come il suo amato jazz o la sua ricerca nell’elettronica. Il compositore è figlio di un pescatore italiano di Cinisi, Sicilia, cresciuto però assieme a suo fratello a New York. I due iniziarono a compiere i primi lavori insieme tra discoteche e centri estivi. Sin dagli otto anni Angelo aveva le mani sui tasti del pianoforte mentre il fratello maggiore improvvisava jazz con la sua tromba. La School of Music di Manhattan lo laurea compositore, portandolo sulla strada dell’emulazione di Kurt Weill e della musica per film.
Doveva essere solo l’insegnante di canto per Isabella Rossellini in Velluto blu, poi una cover non acquistabile dalla produzione e la coppia Lynch-Badalamenti si siede insieme ad un tavolo di lavoro per la prima volta. “Mysteries of love” fu la loro prima opera a quattro mani, una canzone con musica di Badalamenti e parole di Lynch. Quello fu il principio del mondo sonoro che il compositore regalò al regista. Angelo Badalamenti riuscì ad essere l’alter ego sonoro di David Lynch, a trasformare le sue parole in suoni, aderenti e inseparabili da quelle pellicole. Ogni colonna sonora ha una sua riconoscibilità: i bassi che ci presentano Twin Peaks, la sinfonia a nobilitare l’amore di Cuore selvaggio, la malinconia della chitarra di Una storia vera e i tappeti sonori di Mulholland Drive.

Il compositore italoamericano prende l’inquietante e lo rende romantico, spinge l’oscurità verso la commozione con una scalata di note che sembra non risolversi mai. “Laura Palmer’s theme” è il brano che racconta i boschi, la solitudine, l’omicidio che, con poche note e un’armonia figlia dei suoi tempi, non può che essere evocativo di un mondo surreale che tuttavia scava nelle inquietudini che ognuno nasconde all’ombra della propria anima. Ascoltiamo i nostri timori, le nostre angosce grazie ad un compositore che sa spostare l’attesa e la tensione verso un’inaspettata dolcezza e risoluzione. Badalamenti ha avuto l’onore ed il coraggio di colorare con la sua musica le opere d’arte di David Lynch, dunque oggi il regista lo omaggia nel silenzio di poche parole “Not music today”. I film che hanno reso celebre il compositore sono thriller e horror come Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, Dark Water, Cabin Fever o Dominion: Prequel to the Exorcist, ma anche commedie romantiche come Vado a vivere a New York o drammi fantascientifici, ad esempio The Beach. E’ innegabile il suo spiccato orientamento verso il distopico, tanto da musicare persino il videogioco Atari Fahrenheit, ma anche la sua capacità di centrare l’emozione e le vibrazioni dietro un singolo momento, per questo fu scelto per l’inno dell’Olimpiade del 1992 a Barcellona. Il Maestro di New York dunque arriverà a lavorare accanto a grandi cineasti del calibro di Paul Schrader, Jane Campion, Danny Boyle e Eli Roth. Badalamenti comprende la grandezza dei suoi lavori e per questo non tralascia l’ironia e l’autoironia legata a essi: collabora, ad esempio, con la band trash Metal Anthrax per “Black Lodge”, brano ispirato al suo capolavoro Twin Peaks. Anche il mondo della canzone vuole le sue mani sul pianoforte, accanto a nomi del calibro di Nina Simone, Dusty Springfield, David Bowie e Paul McCartney; lo abbiamo avuto in veste di orchestratore, arrangiatore, compositore e direttore, non temendo mai di camuffarsi e agire nell’ombra di suoni al servizio dei cantanti protagonisti. Ora è il momento di restituire a Badalamenti il servizio che ci ha prestato in vita, fatto di emozioni, lacrime e “morbide note”. Una vita coronata probabilmente da pochi riconoscimenti, ma da tanti applausi. Oggi la luce spenta del compositore potrà significare paradossalmente l’uscita dall’ombra di un Maestro che ha insegnato a commuoverci per le nostre inquietudini.
