E' scomparso il compositore greco Vangelis

Addio Vangelis

A 79 anni ci lascia il compositore greco Evangelos Papathaniassou, più noto semplicemente col nome d’arte di Vangelis. Ricoverato da tempo in un ospedale in Francia per alcune cure, lo stramaledetto Covid le ha rese più complicate da affrontare, portandocelo via il 17 maggio scorso. Vangelis ha reso il Cinema con le sue colonne sonore ‘qualcosa di più cosmico, etereo, inafferrabile pur sensorialmente raggiungibile, profondamente intimo e spirituale’ – andatevi ad ascoltare all’istante il “Theme From Bitter Moon” dal film Luna di fiele o più direttamente il “Rachel’s Song” dal suo capolavoro Blade Runner, o meglio ancora il brano dell’album “El Greco” dal titolo “Movement 4” per capire cosa sto affermando a parole, mentre, affranto, redigo questo imperativo saluto ad un genio delle note -, arrivando in questo triste momento a rimembrare inevitabilmente la battuta cult di Roy Batty (il compianto Rutger Hauer) dal succitato Blade Runner, con in sottofondo il tema “Tears in the Rain” che farebbe piangere anche un androide di tipo 1, quelli senza sentimenti:

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.»

Ma la sua Musica resta immortale a ricordarcene le gesta di una vita di note non soltanto create per la Settima Arte; anzi il suo eclettismo lo ha portato a comporre – lui, classe 1942, che giovanissimo inizia a suonare ad orecchio il pianoforte pur non conoscendo la musica, come ebbe a dire durante un’intervista all’apice della sua folgorante carriera (Faccio tutto a memoria e faccio tutto da me) – alcune canzoni usate per le proteste giovanili in varie parti d’Europa (Inghilterra, Francia oltre alla sua beneamata patria Grecia), sperimentazioni con le tastiere di suoni elettronici, divenendo a metà degli anni ’60 fino ai primi ’70, quando il gruppo si sciolse definitivamente, il leader e arrangiatore della nota band prog-rock Aphrodite Child. Si dedica alle colonne sonore per pura combinazione quando si trasferisce a Parigi, iniziando a scriverne per la TV e il Cinema, lavorando a stretto contatto con registi quali Rossif e Reichenbach, ma la fama mondiale lo investe grazie allo score per Momenti di gloria (Chariots of Fire, 1981, Hugh Hudson), vincitore del premio Oscar e nominato ai Bafta e ai Grammy, dal tale successo discografico da farlo subitissimamente assurgere al ruolo di musica iconica, abusata in mille programmi, film e spot, quando si doveva commentare lo spirito energico sportivo di una competizione, gara, partita, etc. etc. etc.

Vangelis non realizza tantissime colonne sonore – scrive molti album di canzoni, musica per pubblicità, concretizza dischi pop e rock, musica da concerto e per balletti, accompagna diversi cantanti in recital in tour –, ma quelle composte (poco meno di una settantina) sono tutte di enorme valore e fonte di ispirazione ed emulazione per molti musicisti e compositori non solo coevi ma di lì a venire, perché le sue soluzioni armoniche, timbriche e manipolazioni sonore ai sintetizzatori hanno trasformato il volto della Musica (ancora oggi molti autori di musica elettronica vivono di rendita per ciò che il nostro amato Papathaniassou ha inventato ‘ad orecchio’). Sono da citare le sue partiture per Missing - Scomparso (Missing, 1982, Costa-Gravas) con Jack Lemmon e Sissy Spacek, Antartica (Id. – 1983, Koreyoshi Kurahara), Il Bounty (The Bounty, 1984, Roger Donaldson) con Mel Gibson, Laurence Olivier e Anthony Hopkins, Francesco (1989, Liliana Cavani) con Mickey Rourke, 1492 – La conquista del paradiso (Conquest of Paradise, 1992, Ridley Scott) con Gérard Depardieu e Sigourney Weaver, Luna di fiele (Bitter Moon, 1992, Roman Polanski) con Hugh Grant, Kristin Scott Thomas ed Emmanuelle Seigner ed Alexander (Id. – 2004, Oliver Stone) con Colin Farrell, Anthony Hopkins e Angelina Jolie.
La sua ultima produzione cinematografica dopo quella di Stone è stata sempre nel 2004 per la pellicola Ecuba – Il film di Giuliana Berlinguer e Irene Papas, anche attrice. Ha scritto anche per serie TV documentaristiche importanti quali L’apocalypse des animaux (1973) e L’opéra sauvage (1976 – 1984).
Alzi la mano chi non ha versato una lacrima sentendo le note dello spot anni ’80 della pasta Barilla Dove c’è Barilla c’è casa? Usarono il tema “Hymn” di Vangelis, facente inizialmente parte della colonna sonora del documentario già citato Opéra sauvage (1979) del regista franco-slavo Frédéric Rossif.



Il compositore greco, celeberrimo nel globo al pari del collega Mikis Theodorakis (1925 – 2021) – Z, l’orgia del potere e Serpico per capirci – si è aggiudicato svariati premi e nomination ai, tra gli altri, Golden Globes, Bafta e Grammy. Lo score che lo ha immortalato nell’Olimpo dei Compositori di Musica Applicata alle Immagini è il succitato Blade Runner di Ridley Scott, capolavoro noir di fantascienza che gran parte del suo fascino immutato dal 1982 ad oggi lo deve innanzitutto a Vangelis: un pentagramma di scenari sonori che fondono futurismo sintetico (come i perfetti ma ritenuti disumani Androidi del film) e classicismo stilemico – vecchio e nuovo mondo visivo-musicale coesistenti – con quell’uso unico e tutto vangelisiano di pianoforte, sax e sintetizzatori in un coacervo di ambient, pop, new age e sperimentazione elettronica da pelle d’oca – vi rimandiamo alla puntata speciale di Soundtrack City su questa colonna sonora cult:   

 


    

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