Addio Maurizio Graf

Addio Maurizio Graf
Ci ha lasciati Maurizio Graf (all’anagrafe Maurizio Attanasio), attore, cantante e performer italiano, nato a Gorizia nel 1941, scomparso lo scorso 26 ottobre a Lugo di Romagna, dove risiedeva ormai da tempo.
La carriera di Maurizio Graf è legata indissolubilmente al cinema e, in particolare, all’allora crescente successo delle pellicole Spaghetti Western e al lavoro di Ennio Morricone. Racconta Graf: «A metà degli anni sessanta, quando ero uno studente universitario, da Gorizia, mia città natale, mi trasferii a Roma; frequentavo la spiaggia del Villaggio Tognazzi a Castel Fusano, ed entrai in contatto con una persona che conosceva Morricone e che mi fissò un appuntamento con lui, raccomandandomi con un biglietto in cui scrisse semplicemente: 'Dicono che canti bene'. La cosa divertì molto Morricone. Io ero alle prime armi, e lui non era ancora molto conosciuto. Sono capitato al momento giusto perché, nel 1965, il Maestro stava cercando una voce per la colonna sonora di alcuni film con Giuliano Gemma, Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo, diretti da Duccio Tessari.»
Fu in quell’occasione che nacquero i due brani che consegnarono le performance di Graf alla storia: “Angel Face” - scritta da Morricone insieme a Gino Paoli (per il quale solo pochi anni prima Morricone aveva scritto l’incredibile arrangiamento di “Sapore di sale”) e con la partecipazione alle liriche inglesi dello stesso Graf – e “Il ritorno” - composta da Morricone e Graf – entrambe realizzate con l’orchestra diretta dallo stesso Morricone, e la partecipazione del coro de I Cantori Moderni di Alessandroni.
Si tratta di lavori pubblicati discograficamente dalla ARC (la sussidiaria della RCA, dedicata al “mercato dei giovani”), l’etichetta in cui Morricone e Luis Enriquez Bacalov svolgevano la loro attività di compositori, arrangiatori e direttori d’orchestra; in quegli stessi anni i due compositori stavano diventando rapidamente un riferimento anche per la musica da film ed è così che Morricone coinvolse Graf in un altro lavoro, quello per la score di Per qualche dollaro in più di Sergio Leone: il 45 giri “Occhio per occhio” venne stampato su ARC ed il brano (con musica di Morricone e testo italiano di Graf) viene registrato anche in versione inglese (“An eye for an eye”, con le liriche di Audrey Stainton Nohra), ma non fu mai utilizzato nel montaggio finale del film (nel quale Graf fece anche un cameo vocale non accreditato come The Balladeer); da notare come, sulla facciata B del singolo in questione, Morricone e Graf registrino un eccezionale “Credo nella gente”, brano che Morricone intese come rielaborazione de “Il lago dei cigni” di Hendel.
Sempre nel 1965, Graf partecipò anche alla colonna sonora di Agente 077 Missione Bloody Mary, euro-spy diretto da Sergio Grieco sotto pseudonimo di Terence Hathaway, con le musiche condivise tra Angelo Francesco Lavagnino ed Ennio Morricone (che scrive il tema/canzone dei titoli di testa “Bloody Mary” e porta con se per realizzarlo Graf alla voce e il grande Michele Lacerenza alla tromba), mentre negli anni successivi partecipò come autore o interprete alle colonne sonore di Sette pistole per i MacGregor (1966) di Franco Giraldi e Da uomo a uomo (1967) di Giulio Petroni (scrivendo le parole della celeberrima “Death rides a horse”, interpretata da I Cantori Moderni di Alessandroni e Raoul, recentemente recuperata da Tarantino), film musicati ancora una volta da Morricone, e Killer Calibro 32 (1967) di Al Bradley (Alfonso Brescia) con la canzone scritta e interpretata da Graf dal titolo “Amica Colt” e la musica del compositore e pianista Robby Poitevin.
E ancora nuove e diverse collaborazioni musicali ed apparizioni: con il Maestro Gianni Ferrio che lo coinvolse in Totò Ciak, uno dei 9 episodi della serie tv Tutto Totò, diretta nel 1967 per la RAI da Daniele Lanza e con Toni Renis per il musicarello Non mi dire mai goodbye (1967), diretto da Gianfranco Baldanello, film nei quali Graf comparve anche in veste di attore; il 45 giri stampato dalla ARC nel 1967 in cui Graf interpretò i brani “Mai” ed “Oggi è triste il cielo”, incisi con le orchestre di Ruggero Cini e Ralph Ferraro e l’accompagnamento de I Cantori Moderni di Alessandroni ed, infine, la collaborazione con il Maestro Francesco De Masi per Quella sporca storia nel West (1968) di Enzo G. Castellari, con la canzone “Find a man”, che Graf compose ed interpretò.
Maurizo Graf continuò a cantare fino ai quarant’anni - collaborando anche alla colonna sonora della miniserie tv Rai I racconti del maresciallo, scritta e diretta da Mario Soldati, dalla quale venne estratto un 45 giri pubblicato su DET Recording nel 1968, contenente due brani - “Uomo” e “Fermati dove sei” - interpretati da Graf con l’orchestra di Gianni Marchetti, autore anche delle musiche – per poi lavorare nel settore commerciale di varie aziende di abbigliamento prima di andare definitivamente in pensione.
Nel gennaio 2012 ha avuto l’onore di cantare due pezzi all’Elizabeth Hall di Londra, invitato dalla “Spaghetti Western Orchestra”, una band australiana che girava il mondo eseguendo le colonne sonore di Morricone, mentre nel febbraio del 2016 fu invitato come ospite speciale alla serata organizzata da Arci Ravenna al cinema Gulliver di Alfonsine, intitolata “Maurizio Graf. Io, il cinema e Morricone”, prima della proiezione del film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight: proprio in questa occasione Graf dedicò queste parole al Maestro che in qualche modo lo scoprì: «Pur essendo un musicista e quindi un artista, [Morricone] è una persona molto “quadrata”, precisa, puntale e dotata di grande disciplina. Ricordo che si alzava presto, scriveva musica e gli piaceva giocare a tennis. Di lui ho apprezzato anche l’onestà e la correttezza; quel periodo trascorse in fretta. Mi spiace di non aver vissuto anche gli anni del suo grande successo. Ma siamo sempre rimasti in contatto».
