Ci ha lasciati Francis Lai

Addio Francis Lai

Il 7 novembre a 86 anni ci ha lasciati Francis Lai, nella sua casa di Nizza, che gli dedicherà un luogo emblematico della città – ha dichiarato il sindaco, apprendendo della sua morte – il compositore francese premio Oscar per Love Story. Nato proprio a Nizza in Francia il 26 aprile 1932, da giovane diviene un bravissimo esecutore di fisarmonica in varie orchestre e nel frattempo, trasferitosi a Parigi, acquista notorietà come arrangiatore e compositore di canzoni per nomi illustri quali Edith Piaf, Mireille Mathieu e Yves Montand. Poco più che trentenne, dopo aver realizzato alcune musiche per la radio e la televisione, diventa famoso grazie alla colonna sonora di Un uomo, una donna di Claude Lelouch del 1966.

Regista arcinoto con il quale intraprende un vero e proprio sodalizio, dominato da un costante uso di temi dal sentimentalismo profuso e dalla forte carica emozionale, supportati da canzoni orecchiabilissime, che divengono dei reali “tormentoni” cine-musicali indimenticabili nella storia dell’Ottava Arte: leitmotiv evergreen come quelli per Vivere per vivere (1967), La vita, l’amore, la morte (1969), Un tipo che mi piace (1969), Voyou – La canaglia (1971), 3 dritti a Saint Tropez (1971), film nel quale Lai interpreta il piccolo ruolo di un mendicante cieco che suona, per l’appunto, la fisarmonica, L’avventura è l’avventura (1972), Tutta una vita (1974), Una donna e una canaglia (1973), Il gatto, il topo, la paura e l’amore (1975), e i seguiti del capostipite che ha iniziato il sodalizio ultraduraturo tra i due, ovvero Un altro uomo, un’altra donna (1977) e Un uomo, una donna, oggi (1986). Importante, sempre per l’amico fraterno Lelouch, la score e le canzoni per la parte francese del film (quella americana è realizzata da un altro grande Maestro della Musica per Immagini, Michel Legrand), Bolero del 1981.
Citando il dizionario ragionato dei compositori cinematografici stilato dallo scomparso critico di musica per film Ermanno Comuzio, ‘Musicisti per lo schermo’: “nelle colonne sonore di Lai per Lelouch l’emotività non cessa mai di essere elegante, anche patinata, ma sempre legata strettamente a immagini che a loro volta nascono già con una considerazione unica per il mondo della musica”.
Da non dimenticare i suoi pregevoli contributi compositivi (oltre 130 nel suo curriculum), sempre colmi di melodie mielose e romantiche, anch’esse entrate indelebilmente nelle orecchie dei suoi fan più appassionati, e non solo, aggiungerei, anche dello spettatore più distratto, quali Mayerling (1968, Terence Young), L’uomo venuto dalla pioggia (1969, Réne Clément), La corsa della lepre attraverso i campi (1972, Réne Clément), Babysitter – Un maledetto pasticcio (1975, Réne Clément), Anima persa (1976, Dino Risi) e Bilitis (1977, David Hamilton). Ovviamente Francis Lai è assurto a “Mister Miliardo della Film Music” con la succitata partitura per Love Story, dramma strappalacrime per eccellenza, diretto da Arthur Hiller con protagonisti Ali MacGraw e Ryan O'Neal, 7 nomination all’Oscar e uno vinto proprio con le musiche del compianto compositore francese.

Cliccate sul titolo della nostra intervista alla carriera pubblicata nel 2012 grazie alla collaborazione del compositore Marco Werba che ebbe l'onore di scrivere le musiche per il film Amore e libertà, Masaniello con il tema d'amore composto da Lai:
"L’eleganza neoromantica alla “francese” di una carriera illustre: Intervista esclusiva al padre cinemusicale di Love Story, Francis Lai"

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