Addio Sir Peter Maxwell Davies

Addio Sir Peter Maxwell Davies
Il mondo musicale inglese perde uno dei suoi più originali e discussi protagonisti. Si è spento infatti a 81 anni, nella sua casa sulle Isole Orcadi, Sir Peter Maxwell Davies, che insieme ad Harrison Birthwistle, Aklexander Goehr, Elgar Howarth e John Ogdon ha formato quella pattuglia di musicisti britannici raggruppatisi nel gruppo New Music Manchester (la città natale di Maxwell Davies) e che si incaricarono di percorrere le strade della più radicale avanguardia postbritteniana, sulle orme della Scuola di Vienna e delle esperienze mitteleuropee.
Musicista provocatorio, eclettico e dissacrante, Maxwell Davies – che era omosessuale dichiarato – ha lasciato un cospicuo corpus di composizioni che comprende numerosi concerti per strumento solista, balletti, opere, ben dieci sinfonie e diversa musica vocale. Il suo apporto al cinema, così come quello di Birthwistle e altri, è stato molto limitato ma estremamente significativo, condensato in due titoli di Ken Russell, il visionario, eccentrico e anch’egli provocatorio regista inglese: Il Boytfriend (1971), un musical scatenato che gli valse una nomination all’Oscar per il miglior adattamento delle canzoni di Sandy Wilson, Nacio Herb Brown e altri, e soprattutto il film-scandalo I diavoli nello stesso anno, dal romanzo di Aldous Huxley, morbosa vicenda di persecuzione religiosa, perversione sessuale e repressione politica in una cittadina nella Francia del ‘600, dove un prete ribelle è fatto oggetto di desiderio da parte di un gruppo di monache assatanate. Qui in particolare il polistilismo di Maxwell Davies, che padroneggiava e manipolava con eguale onnivora curiosità i linguaggi della musica antica così come le tecniche dodecafoniche, trova un esito particolarmente efficace e sconvolgente sul piano linguistico, tanto da far pensare ad un diretto riferimento con l’opera “I diavoli di Loudun” scritta sullo stesso soggetto tra il 1958 e il ’59 dal compositore d’avanguardia polacco Krzysztof Penderecki. Una partitura, quella di Maxwell Davies, che rimane come manifesto tra i più radicali della presenza della musica contemporanea nel mondo delle colonne sonore.