Addio Benedetto Ghiglia

foto_benedetto_ghiglia.jpgAddio Benedetto Ghiglia

La scorsa settimana ci ha lasciati il compositore veneto Benedetto Ghiglia (nato a Fiesole il 27 dicembre 1921). Per i suoi tempi un innovatore musicale sensibile che sviluppa le sue idee tematiche in piena stagione dodecafonica, lavorando attivamente per il teatro (anche per la Scala di Milano) e per una grande quantità di documentari, dove applica attivamente la sua musicalità secca e semplice.

Per il cinema, nel quale inizia a comporre colonne sonore a partire dal 1965, i suoi primi interventi cinemusicali sono di poco interesse perché la sua voce viene prestata ad opere minori, soprattutto di genere, di serie B, come molti spaghetti western, avventure esotiche e spy movies alla 007 (da un po’ di anni a questa parte stampati dalla GDM Music). Le sue pariture migliori, da ricordare e per le quali i critici dimostrano maggiore interesse, sono La bugiarda di Comencini (1964), Porcile di Pasolini (1969), San Michele aveva un gallo dei fratelli Taviani (1972), Trevico-Torino. Viaggio nel Fiat-Nam di Scola (1972), Dimenticare Venezia di Brusati (1979) nelle quali tra interventi classici, popolari e beat riesce a commentare con efficacia le pellicole citate. Ghiglia si dedica alla televisione componendo interessanti partiture per film di montaggio, ad esempio le regie di Caracciolo: I 600 giorni di Salò (1991) e Galeazzo Ciano; una tragedia fascista (1997).

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