Alla Festa del Cinema di Roma Riz – Armonie e dissonanze, il docufilm di Marco Dentici sul Maestro Ortolani

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Alla Festa del Cinema di Roma Riz – Armonie e dissonanze, il docufilm di Marco Dentici sul Maestro Ortolani
Venerdì 16 ottobre alle 15.00 la proiezione alla Casa del Cinema, nel centenario della nascita del compositore

Sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma venerdì 16 ottobre alle 15.00, alla Casa del Cinema, Riz – Armonie e dissonanze, il docufilm che Marco Dentici ha realizzato per la Rai dedicandolo a Riz Ortolani nel centenario della nascita. Un ritratto che, attraverso rari materiali d’archivio, animazioni inedite, scene di finzione, interviste e performance dal vivo, restituisce l’eclettismo di un compositore capace di spaziare dal jazz alla musica classica e di firmare alcune tra le colonne sonore più celebri del cinema italiano e internazionale.

Nato a Pesaro nel 1926 e scomparso nel 2014, Ortolani è stato tra i più grandi compositori internazionali di musica per il cinema: direttore dell’Orchestra ritmo-sinfonica della Rai alla fine degli anni Cinquanta, è salito sul podio delle maggiori orchestre nei più importanti teatri del mondo. Il film ne ripercorre l’itinerario dalle atmosfere liriche di Dolce è sentire, composta per Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli, alle musiche per Il sorpasso di Dino Risi, fino alla colonna sonora di Mondo cane, il cui tema More, interpretato dalla moglie Katyna Ranieri, gli valse un Grammy e la candidatura all’Oscar per la miglior canzone.

Accanto al racconto della lunga carriera internazionale, il documentario apre uno squarcio sulla dimensione più intima e familiare del Maestro grazie alle testimonianze di Katyna Ranieri, interprete di tanti suoi celebri brani, e di Pupi Avati, suo storico collaboratore. Sullo schermo si avvicendano inoltre, tra gli altri, Renzo Arbore, Plácido Domingo, Filippo Sugar, Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Michele Mirabella, Massimo Nunzi e Tony Esposito, chiamati a esplorare le “armonie e dissonanze” della vita artistica di Ortolani.
Scenografo di numerosi film di successo firmati da grandi registi e vincitore, tra gli altri riconoscimenti, di David di Donatello e Nastri d’Argento, Marco Dentici è stato amico personale di Riz Ortolani e di Katyna Ranieri. Il suo racconto parte dal giovanissimo studente di violino del Conservatorio di Pesaro e segue i successi nel mondo, il lavoro a Hollywood, la partecipazione agli Oscar, mettendo in luce tanto il grande direttore d’orchestra quanto il geniale jazzista. Il film, scritto e diretto da Dentici, nasce da un’idea della figlia del Maestro, Rizia Ortolani.
Alcuni passaggi di una lunga conversazione con il regista aiutano a cogliere lo spirito dell’opera e le ragioni da cui è nata. «Credo che siano sufficienti le due parole “armonie e dissonanze” a definire il principio che ha ispirato l’idea di questo film» spiega Dentici. «Idea e sviluppo concorrenti a uno stile per certi versi trasgressivo nel senso di partecipazione osmotica alla chiamata della musica di Riz Ortolani. Il film ne rielabora le forme, i colori e le temperature e riconsegna attraverso le immagini la complessità e la peculiarità che ne contraddistinguono la struttura. Un film dai tratti jazz scanditi dai temi delle composizioni di “musica assoluta”, delle colonne sonore di film famosissimi e meno noti, in armonia o in dissonanza con gli interventi e le dichiarazioni di illustri personaggi dell’universo artistico e culturale nazionale e internazionale.»

«La narrazione filmica non segue l’andamento cronologico» prosegue il regista «ma adotta attraverso salti temporali una struttura asimmetrica che sviluppa e unifica una fitta rete di rimandi e connessioni. Il compito di aggregare i passaggi di questa dodecafonia visiva è affidato al colore delle sue note musicali, esplicitato sul piano figurale dall’animazione di disegni e forme pittoriche. […] Credo anche che tra i tanti risvolti e implicazioni fare un film con due protagonisti, il compositore e la sua musica, voglia dire diffondere conoscenza, dare materia a ciò che materia non è e che nel divenire narrazione celebra la sua metamorfosi nella connotazione di un corpo poliedrico fatto di incastri di memoria viva, agganciata ai tempi diversi dell’esperienza del Maestro Ortolani e connessa emozionalmente all’esperienza di ognuno di noi. Un corpo nuovo destinato a sollevarsi da terra e viaggiare, trasmigrare, vorrei dire come la musica, che supera ogni confine, che ci arriva addosso e ci entra nella mente e nell’anima, che timbra i sentimenti, commuove ed esalta.»

A chi gli chiede le ragioni di un interesse così forte per un compositore oggi non molto popolare, specie fra le nuove generazioni, Dentici risponde così: «La mia risposta è sempre la stessa: in questo paese non è raro veder stendere un velo di oblio su tanti personaggi che pure, in tanti settori, hanno fatto la storia, nello specifico quella della musica. Le ragioni possono essere tante e non poche strettamente intrecciate a logiche commerciali e a forme gracili di divulgazione. Vale però la pena ricordare, rovesciando il discorso, che Ortolani è stato il primo compositore italiano a ottenere una nomination agli Oscar nel 1964, che la sua musica è frequentemente “visitata” da giovani e meno giovani musicisti nel mondo e che soprattutto negli Stati Uniti, il paese in cui iniziò la sua fortunata carriera, non pochi vanno a pescare, a trovare “spunti” nella sua nutrita library di composizioni, e dove ancora oggi la sua fama è di gran lunga maggiore di quella registrabile in Italia. […] Se poi mi metto ad accennare qualche nota dei suoi pezzi più noti ai miei interlocutori scettici, li vedo spalancare gli occhi accompagnando lo stupore con: “Ah, ma è lui?!”. Sì, è lui! Ecco, fare un film come questo credo possa servire a rimuovere quel velo di oblio e a ridare smalto a un artista che ha contribuito a diffondere la cultura musicale nel mondo.»

Tra i testimoni del film figura anche Renato Marengo, autore Rai, critico musicale e direttore di Cinecorriere: «Sono veramente lieto che finalmente la Rai mandi in onda questo vero e proprio gioiello cinematografico di Marco Dentici, attento e meticoloso regista di questo biopic, meritoriamente invitato alla Festa del Cinema di Roma. Sono orgoglioso di aver strettamente collaborato con Dentici, sia nella ricerca dei diritti di alcune tra le più note colonne sonore del grande Riz, scritte per tanti celebri film internazionali, sia occupandomi del coinvolgimento di alcuni fra i tanti prestigiosi testimonial che Marco ha voluto nel film, scritto e diretto da lui da un’idea della figlia del Maestro, Rizia Ortolani.»

Riz – Armonie e dissonanze
di Marco Dentici | Italia, 2026 | 115’ | documentario
Festa del Cinema di Roma – Casa del Cinema, venerdì 16 ottobre 2026, ore 15.00

 

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