Ci ha lasciati il notissimo direttore d'orchestra Beppe Vessicchio

foto beppe vessicchio morto

Addio Beppe Vessicchio

Nel panorama delle colonne sonore è intervenuto attivamente molto poco ma pur sempre è stato un personaggio della Musica tra i più amati del nostro Bel Paese. Beppe Vessicchio – nato Giuseppe a Napoli il 17 marzo del 1956, conosciuto anche con il diminutivo di Peppe – notissimo direttore d’orchestra di parecchi Festival di Sanremo, ci ha lasciati proprio oggi all’età di 69 anni a Roma dopo un ricovero d’urgenza presso l’Ospedale di San Camillo, causa un peggioramento dovuto ad una polmonite interstiziale. Per tutti gli italiani, anche quelli non pratici del Festival della canzone italiana per eccellenza, ovvero il summenzionato Sanremo, la frase entrata bonariamente nell’immaginario è «Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio», con conseguente espressione di gioia, simpatia e benevolenza affettiva sul volto degli italiani appena appariva sul palco il Maestro Vessicchio con la sua bacchetta a dirigere la compagine ligure, dando così il là a canzoni che hanno fatto la Storia della musica leggera di casa nostra: ad esempio, quelle vincitrici da lui dirette quali “Sentimento” degli Avion Travel (2000), “Per dire di no” di Alexia (2003), “Per tutte le volte che” di Valerio Scanu (2010) e “Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni (2011), non tralasciando le performance di Mia Martini, Mango, Elio e le Storie Tese, Le Vibrazioni, Gianluca Grignani, Arisa e tantissimi altri. Vessicchio – di cui vi invitiamo a (ri)vedere la nostra puntata di Soundtrack City in cui lo intervistammo durante la terza edizione del Roma Film Music Festival di Marco Patrignani (qui la puntata e qui leggete il reportage nel quale si parla di Lui, dove racconta del suo libro Rizzoli del 2017 “La musica fa crescere i pomodori” scritto con Angelo Carotenuto) – nell’ambito delle musiche per film ha co-scritto insieme a Silvio Testi nel 1990 la OST del film poliziesco Sapore di morte di Alfonso Brescia con Tomas Arana, Michael Aronin e Claire Hardwick; per la commedia criminale su Mediaset del 1996 Padre papà di Sergio Martino con Maria Grazia Cucinotta e Antonio Sabato Jr.;  ha curato la parte musicale del programma televisivo Viva Napoli dal 1994 al 2002 di Mario Bianchi con Mara Venier, Loretta Goggi e Mike Bongiorno; ha diretto l’orchestra per le recording session della colonna sonora di Franco Campanino per l’action fantasy Sangraal, la spada di fuoco del 1982 di Michele Massimo Tarantini con Pietro Torrisi, per la commedia Una donna allo specchio di Paolo Quaregna con Stefania Sandrelli e le musiche di Gino Paoli (ricordate che negli anni Ottanta, con il celebre cantautore, Vessicchio incominciò una lunga e fertile collaborazione attraverso brani quali “Ti lascio una canzone”, “Cosa farò da grande” e “Una lunga storia d’amore”, dei veri e propri classici della canzone d’autore italica), nel 1986 per il dramma La sposa americana di Giovanni Soldati con Stefania Sandrelli e Harvey Keitel e la partitura sempre di Gino Paoli.
Dal 2001 al 2012 e poi ancora dal 2018 al 2022 è stato il direttore d’orchestra e docente del noto programma della Maria De Filippi, il talent show Amici su Canale 5. Nel 1994, 1997 e 1998 ha ricevuto dal Teatro Ariston in Sanremo, durante il Festival della Canzone, il premio come miglior arrangiatore e nel 2000 la giuria presieduta da Luciano Pavarotti gli ha conferito un riconoscimento speciale. Lo avete pure ritrovato nel ruolo di attore, con esiti davvero entusiasmanti e ilari, nella serie Amazon Prime Video dei The Jackal, Pesci piccoli 2 - Un’agenzia. Molte idee. Poco budget di quest’anno ma ancor prima nel ruolo di un conducente di un carro funebre in Giggi il bullo di Marino Girolami del 1982 col compianto Alvaro Vitali.
Inoltre fin dalla sua fondazione nel 1975, fu attivo nei ranghi de I Trettré – gruppo che all’epoca operava con il nome I Rottambuli, principalmente nell’ambito dell’avanspettacolo – facendo parte della formazione originale insieme ai concittadini Mirko Setaro ed Edoardo Romano. All’interno del trio si occupava soprattutto della componente musicale, suonando chitarra e pianoforte. Tuttavia, dopo alcuni anni, di fronte alla prospettiva di orientarsi stabilmente verso la comicità, in linea con l’evoluzione cabarettistica del gruppo, scelse di dedicarsi interamente alla carriera musicale e lasciò il complesso prima che questo raggiungesse la grande notorietà dei primi anni ottanta, venendo sostituito definitivamente da Gino Cogliandro. È stato arrangiatore e direttore d’orchestra per Roberto Vecchioni, Andrea Bocelli, Elio e le Storie Tese, Syria, Fiordaliso, Zucchero Fornaciari, Lorella Cuccarini, Avion Travel, Ron, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, Fred Bongusto, i Baraonna, Tom Jobim, Ivana Spagna, Max Gazzè, Valerio Scanu, Mario Biondi, Ivana Spagna.

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