Nosferatu il vampiro al Festival Elba Isola Musicale d’Europa e Intervista a Günter A. Buchwald

Nosferatu il vampiro al Festival Elba Isola Musicale d’Europa

Nella suggestiva location della Villa Romana del Linguella a Portoferraio il celebre film muto Nosferatu il vampiro (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau (1888 – 1931), con accompagnamento musicale dal vivo, ha chiuso in modo trionfale la 26^ edizione del Festival Elba Isola Musicale d’Europa. Nel corso degli anni, con il profondo impegno del Maestro Edelman, la presenza di eminenti artisti e programmi di grande interesse lontanissimi da un repertorio di pigra routine, la manifestazione è diventata un riferimento d’imponente portata nel panorama musicale europeo. Un film-concerto rappresenta sempre un grande avvenimento, in particolare quando viene proposta una nuova partitura chiamata a trasmettere i sentimenti, le emozioni e le atmosfere delle immagini per cui è stata composta. Distrutte tutte le copie del film per via di una disputa legale fra la casa di produzione Prana Film GmbH e la famiglia dello scrittore irlandese Bram Stocker (1947 – 1912) autore del romanzo Dracula (1897) cui il film è ispirato, nel 2005 il restauro della pellicola è stato commissionato dalla Fondazione Murnau di Wiesbaden al cineasta e sceneggiatore spagnolo Luciano Berriatua. Il delicato lavoro si è basato su una copia di sicurezza conservata presso il Bundesarchiv - Filmarchiv a Berlino e una copia rinvenuta alla Cineteque Francaise a Parigi. La musica originale composta da Hans Erdmann (1882 - 1942) e ricostruita sempre nel 2005 dal Maestro Bernt Heller conteneva alcune parti originali ma allo stesso tempo anche molti brani attinti dalla Kinothek (raccolta di brani musicali selezionati dal repertorio operistico, sinfonico o popolare applicabili al grande schermo, creata nel 1919 da Giuseppe Becce, Hans Erdmann e Ludwig Brav), fra cui citiamo la “Grande Fantasia da un Ballo in Maschera” di Giuseppe Verdi, “Misterioso Fantastico” di Giuseppe Becce e “Mefistofele”, inizio del terzo atto di Arrigo Boito.



A nostro avviso la scelta di impiegare una nuova partitura che accompagni il film nel suo intero svolgimento assume sicuramente tutt’altra portata artistica. Recentemente due importanti musicisti come Josè Maria Sanchez Verdù e Jean Guillou hanno affrontato il film di Murnau a Berlino rispettivamente nel 2009 e nel 2016 con esiti molto differenti fra loro ma di grande interesse e di cui ci siamo ampiamente occupati su queste pagine. Ora all’Isola d’Elba è stata la volta di Günter A. Buchwald (leggi intervista a fondo pagina), icona dell’ottava arte che ha accompagnato come compositore, solista di vari strumenti e direttore d’orchestra oltre 3.000 film muti. La sua recente partitura per il film Casanova (1925) di Alexander Volkov (1865 - 1942) e Jakob Protazanov (1881 – 1945) ha registrato un notevole riscontro alle Giornate del Cinema Muto a Pordenone nell’Ottobre del 2021.



La sua colonna sonora composta per Nosferatu è rivolta a cogliere l’interiore tensione e la forza narrativa delle immagini. Risulta lontana da forzature retoriche e contrasti altisonanti quanto rivolta verso intimi ripiegamenti introspettivi avvolti in eleganti figure ritmiche e soluzioni timbriche nella rappresentazione sonora delle angosce e del tormento dei singoli protagonisti. La suggestiva quanto inusuale e originale composizione strumentale guidata dal Maestro Buchwald era costituita dall’Octuor de France (2 violini, 1 viola, 1 violoncello, 1 contrabbasso, 1 clarinetto, 1 fagotto, 1 corno) con l’aggiunta di pianoforte, flauto e percussioni. Perfettamente sincronizzata alle immagini e nelle suggestive e mutevoli atmosfere magistralmente rappresentate nell’esecuzione, il capolavoro di Murnau e la sua nuova musica hanno profondamente incantato il numeroso pubblico presente, che ha risposto con una festosa accoglienza e prolungati applausi. Vorremmo infine segnalare al lettore anche il magnifico remake realizzato nel 1979 da Werner Herzog con Isabel Adjani, Klaus Kinski e Bruno Ganz accompagnato dalla coinvolgente colonna sonora concretizzata dalla mitica band tedesca dei Popol Vuh. Rimaniamo con l’auspicio che questa appassionante esperienza di film-concerto possa essere replicata in una lunga serie di nuove interessanti proposte nelle prossime edizioni della manifestazione elbana.

Intervista esclusiva al Maestro Günter A. Buchwald

Colonne Sonore: Maestro Buchwald, la sua carriera artistica l’ha portata a occuparsi di quasi 3.000 film muti sia come direttore d’orchestra sia come compositore e solista….
Günter A. Buchwald: Si, in realtà sono anche di più, circa 3.400... molti di questi li ho accompagnati da solista al pianoforte e anche la mia carriera è iniziata come solista e in seguito si è sviluppata nella direzione di ensemble e orchestre. Proprio all’inizio ho fondato una piccola orchestra di studenti alla Musik-Hochschule di Freiburg con cui fra l’altro abbiamo eseguito partiture composte dalla compositrice rumena Violeta Dinescu. Da quel momento ho iniziato a dirigere anche orchestre sinfoniche e a comporre.

CS: Lei insegna anche all’Università….
GB: Si. Insegno pedagogia musicale all’Università di Basilea e come professore ospite anche a Berna e Zurigo. Ho anche scritto un trattato sulla semiotica del cinema muto.

CS: Maestro come si è sviluppata questa passione per il cinema?
GB: Innanzi tutto mi ricordo che da bambino, quando avevo in mano un libro, andavo subito a cercare le illustrazioni anche ignorando totalmente il testo. Ecco le foto mi hanno sempre affascinato… Poi ad un certo punto si è sviluppato il movimento dei cinema comunali in Germania che si sforzavano di evitare la proiezione di film puramente commerciali e cercavano di proporre al grande pubblico solo lavori di comprovata qualità artistica e importanza dal punto di vista storico. In un fine settimana venne espressa l’intenzione di proiettare un film muto e mi venne chiesto di trovare un musicista adatto a improvvisare al pianoforte. Non riuscendo a trovare nessuno, ho deciso di propormi per affrontare quella esecuzione. L’esperienza mi ha talmente emozionato e divertito che successivamente in modo molto naturale è iniziata a diventare un’attività sistematica.

CS: Ci parla della sua recente partitura composta per il film muto Casanova?
GB: La partitura è stata eseguita in prima mondiale a Lyon quindi anche a Pordenone. E’ stato un lavoro lungo e complesso che è durato due anni e mezzo. Il film è stato restaurato di recente ed è molto musicale e anche molto lungo con i suoi 159 minuti di durata. Ho realizzato questa partitura addirittura senza una specifica commissione. Mi sono semplicemente autoconvinto che dovevo farlo e anche alcuni amici mi hanno incoraggiato. La sceneggiatura passa attraverso diverse location in vari paesi, in particolare Russia, Austria, Venezia e ho quindi dovuto orientarmi verso le rispettive tradizioni musicali cercando di coniugare un linguaggio melodico con uno più moderno e politonale. Ora nel corso di questo mese o inizi del prossimo uscirà un relativo DVD integrato alla mia scrittura. La pellicola è in bianco e nero con alcune sequenze sottoposte a un delicato viraggio monocromatico e alcune anche in policromia.



CS: L’importanza di Nosferatu dal punto di vista storico e artistico?
GB: Murnau aveva perso un caro amico nella prima guerra mondiale ed era profondamente sconvolto. Questo lo ha portato a concepire il film come una metafora sull’istinto tirannico dell’uomo e sul pericolo dell’avvento di un brutale e pericoloso regime che serpeggia nell’inconscio della società. Per diverso tempo è stato proiettato in una versione fortemente mutilata per poi nel 2005 essere ricostruita su iniziativa della Murnau Stiftung, anche nel suo originale viraggio sulla base di una copia di sicurezza conservata al Bundes-Arkiv a Berlino e di una copia rivenuta alla Cinematheque de France. Ho iniziato a occuparmi di Nosferatu nel 1978. Per un film di tale portata ho atteso ben 35 anni e alla fine sono arrivato alla conclusione che una partitura per orchestra sinfonica fosse la soluzione più adeguata. Ma non sarebbe stata – come suggerito dal titolo – una ‘Sinfonia dell’orrore’ (‘Eine Symphonie des Grauens, come recita il titolo originale’). Quella che abbiamo eseguito qui all’Isola d’Elba è una riduzione per Kammer-Ensemble dove ho voluto aggiungere flauto e clarinetto in quanto avevo bisogno di un passaggio dal suono spigoloso e metallico visto che nell’originale per grande orchestra viene eseguito dalla tromba. Nella sequenza in cui il vampiro sale le scale del palazzo in cui si trova la sua vittima Ellen ho poi inserito un passaggio per violino solista che evoca in modo deciso figure musicali che richiamano Bach e Bartok. Successivamente entrato nella camera di Ellen interviene il violoncello per un ambiguo dialogo a due strumenti. Vorrei anche sottolineare come il regista abbia voluto conferire un ruolo particolare alla natura e ai suoi paesaggi in rapporto agli stati d’animo dei singoli personaggi. Alcune location suggestive in cui il film è stato girato si trovano sui Monti Carpazi, in Romania e Slovacchia. Pur essendo considerato un film dell’espressionismo, la sua scenografia si distanzia in modo netto dalle geometrie architettoniche visionarie e futuriste presenti nel Gabinetto del Dottor Caligari (1920) di Robert Wiene (1873 – 1938).

CS: Ci sono dei compositori che ama in modo particolare?
GB: Ho una particolare passione per Schubert e in genere per il mondo classico. Schubert è capace di rappresentare l’universo drammatico in modo straordinario. Nel lavoro realizzato per Casanova ho potuto poi confrontarmi e apprezzare Pëtr Il’ič Čajkovskij. Per quanto riguarda il ventesimo secolo mi interessano molto Prokofiev, Bartok e Shostakovich, di cui a marzo del prossimo anno dirigerò La Nuova Babilonia (1929).

CS: La ringraziamo per la sua disponibilità.
GB: Grazie a voi.

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