C.A. Bixio - Musica e Cinema nel ‘900 italiano - Intervista a Franco Bixio

“C.A. Bixio - Musica e Cinema nel ‘900 italiano” – Una mostra e una serie di eventi cine-musicali come non li avete mai visti… e sentiti!
Intervista esclusiva al Maestro Franco Bixio
Se dovessi canticchiarvi “Parlami d’amore Mariù”, “Mamma”, “La strada nel bosco”, dopo le prime liriche mi verreste automaticamente dietro nell’intonarle. Questo perché? Seppur datate, sono canzoni intramontabili che hanno segnato un’Epoca e la Storia stessa della Musica popolare/tradizionale nostrana, ma esportata in tutto il globo, e ancora oggi ricordata, coverizzata e adorata. Ma chi è stato l’artefice di cotante canzoni, colui che ha scritto la prima melodia in forma canzone per la pellicola d’esordio del sonoro nel Cinema italiano nel lontanissimo 1930?

Cesare Andrea Bixio (Napoli, 11 ottobre 1896 – Roma, 5 marzo 1978), con oltre 60 partiture in curriculum e più di 1000 canzoni scritte, e il film si intitolava La canzone dell’amore di Gennaro Righelli, sceneggiato tra gli altri da Luigi Pirandello, autore della novella di ispirazione, interpretato da Dria Paola, Isa Pola ed Elio Steiner. Il compianto critico Ermanno Comuzio nel suo imprescindibile libro “Colonna Sonora – Dizionario ragionato dei musicisti cinematografici” del 1992, così descrive l’operato di Bixio: “E’ stato uno dei più rappresentativi e più fortunati alfieri della vecchia guardia della canzone italiana. Celeberrime sono molte delle sue canzoni, fra le quali “Parlami d’amore Mariù”, “Portami tante rose”, “Vivere!”, (…) “Torna a Sorrento”, “Mamma”, “Violino tzigano” (…) Molte di queste canzoni sono state composte per il cinema: Bixio intuì il futuro del sonoro tra i primi, in Italia, e fu il musicista del primo film parlato italiano, La canzone dell’amore…”.


Il Gruppo Editoriale Bixio, nella persona, in primis, del figlio Franco Bixio (Roma, 29 gennaio 1950), da noi intervistato in questa importante occorrenza che stiamo trattando, egli stesso autore di colonne sonore dagli anni ’70, per buona parte in stretta collaborazione con Vince Tempera e Fabio Frizzi, così da formare il noto trio Bixio-Frizzi-Tempera di OST cult quali I quattro dell’Apocalisse (Lucio Fulci, 1975), Febbre da cavallo (Steno, 1976), Il secondo tragico Fantozzi (Luciano Salce, 1976) e Sette note in nero (Lucio Fulci, 1977), ha inaugurato, con il prezioso aiuto dell’iperattivo giornalista, musicologo e grande appassionato di musica tout court, Renato Marengo, nella cornice imponente e austera dell’Eur di Roma, presso il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, sezione mastodontica dell’altrettanto enorme Museo delle Civiltà, la meravigliosa mostra cinefilo-musicale “C.A. Bixio - Musica e Cinema nel ‘900 italiano”, per il centenario di Casa Bixio. La nostra rivista è una dei tanti partners considerevoli del centenario e dei suoi vari eventi.

Franco Bixio ci ha raccontato, dopo la splendidamente accogliente e amichevole serata del 29 gennaio scorso, con tantissimi ospiti prestigiosi tra politici, compositori, musicisti, attori, registi, conduttori televisivi, editori discografici, collezionisti, giornalisti e ammiratori (giusto per citare i più noti, Christian De Sica, Massimiliano Bruno, Vince Tempera, Maurizio Gasparri, Paola Saluzzi, Claudio Fuiano, Paolo Conticini, Stefano Mainetti, Claudio Simonetti, Pino Ammendola, Marco Testoni, Umberto Scipione, Francesco Rutelli), le motivazioni di cotanto evento mediatico e cosa accadrà prossimamente, perché non tutto si ridurrà alla pur notevole Mostra qui dettagliata dal vostro Direttore, con tanto di foto con amici compositori, discografici e attori intervenuti ad omaggiare la grandezza compositiva di Cesare Andrea Bixio, della sua Famiglia e della gloriosa Cinevox Record che molteplici colonne sonore famose ha avuto il pregio di registrare, produrre e mettere alle stampe.



Christian De Sica, Franco Bixio e Paolo Conticini
Colonne Sonore: Dopo aver inaugurato la bellissima e nostalgica mostra dedicata a suo padre, intitolata “C.A. Bixio - Musica e Cinema nel ‘900 italiano”, quali sono le sue impressioni sull’avvenimento romano e tutta la fatica impiegata per metterla in piedi?
Franco Bixio: Per molto tempo abbiamo cercato l’occasione giusta per allestire la mostra a Roma. Proprio in occasione del Centenario di Casa Bixio si è presentata l’opportunità di avere accesso allo spazio nel Museo delle Civiltà e specificatamente nel Museo delle Arti e Tradizioni Popolari. Ci è sembrata la maniera migliore di iniziare il nostro Centenario. La canzone e la musica popolare conquistano così la dignità che a volte è stata loro negata. L’avvenimento è stato un grande successo grazie anche al superlavoro di Renato Marengo coordinatore della mostra e di tutto il mio staff e ufficio stampa. Attori, cantanti, registi, produttori, amici, giornalisti e pubblico delle grandi occasioni hanno decretato il successo dell’inaugurazione. L’allestimento, curato insieme all’Architetto Giuseppe Pasquali, ha dovuto confrontarsi soprattutto con la monumentalità del luogo senza perdere quel particolare calore che la musica sa dare nell’accompagnare il visitatore nel percorso storico di parte del ‘900 italiano. Un percorso che si sviluppa attraverso la presentazione degli spartiti dell’epoca, vere e proprie opere d’arte di grafica e magnifici esempi di comunicazione. Infatti, attraverso il disegno in copertina, si doveva colpire l’immaginazione del pubblico per diffondere le canzoni. L’industria editoriale nasceva proprio con la stampa e vendita degli spartiti. Fortunatamente nelle case degli italiani si faceva musica; così i successi potevano contare sulla vendita di milioni di spartiti. Era il business di allora. Successivamente la grafica si è spostata dagli spartiti alle copertine dei dischi ma il concetto promo pubblicitario era sempre lo stesso. Ecco, quindi, 33 giri con bellissime copertine che raccontano in un tratto il contenuto del disco. Nella mostra poi, ci sono filmati d’epoca che accompagnano il visitatore tra gli argomenti trattati, come il periodo napoletano, la satira, il lavoro e soprattutto il cinema. Il cinema sonoro che nasce nel 1930 proprio con l’apporto della prima canzone inserita in un film: La canzone dell’amore. Autore della canzone Cesare Andrea Bixio che continuò la sua carriera a braccetto del cinema e noi, cent’anni dopo, continuiamo il percorso.



CS: Una descrizione della figura di suo padre non soltanto come Uomo di Musica ma come Uomo di Casa?
FB: Mio padre, nato alla fine dell’ottocento, si trovò presto orfano di padre e dovette pensare a come aiutare sua mamma e i suoi quattro fratelli. Dico questo perchè ritengo che questo inizio abbia formato il carattere di mio padre, diviso tra la continua attenzione alla produzione, prima come autore e poi come imprenditore musicale, e la famiglia di origine e successivamente quella formata dall’unione con mia mamma Mary, per la cronaca... Mariù! Un padre affabile ma autorevole, in cui il concetto di famiglia era in lui molto vivo. Grazie al successo ha sempre scelto case molto grandi che potessero ospitare non solo la famiglia stretta ma anche i parenti. Nella nostra villa in campagna, per esempio, ricordo le estati trascorse in cui mediamente saremmo stati 12/15 persone a tavola. Una grande festa familiare. Un padre soprattutto buono, presente quando necessario ed uno sguardo unico e convincente quando ce n’era bisogno.



CS: Cesare Andrea Bixio ha cambiato il modo di concepire la forma canzone nel Cinema e nell’ambiente della musica leggera, essendo veramente un innovatore del suo Tempo. In due parole come racconterebbe questo guizzo geniale in suo padre e quale ritiene realmente il suo punto di svolta compositivo nel panorama musicale di allora?
FB: Napoli è stata la sua città natale e il luogo in cui ha mosso i primi passi come compositore, frequentando i gradi autori come E.A. Mario, Bovio, Valente, Tagliaferri ed altri nell’esclusivo salotto di Donnarumma, grande artista dell’epoca. Era amico di Totò, dei fratelli De Filippo e di molti attori del Varietà, che gli hanno permesso di assorbire tutte le sfaccettature dello spettacolo. Direi che il punto di svolta fu proprio aver pensato di distaccarsi dalla lingua napoletana ed utilizzare la lingua italiana per le sue canzoni. Questo facilitò immediatamente la diffusione in tutto il resto d’Italia delle sue canzoni, nelle quali l’influenza della grande melodia napoletana è sempre rimasta viva. Per quanto riguarda poi il suo rapporto con il Cinema, come ho già detto, ha inventato l’uso della canzone nel film sonoro. Oggi è difficile immaginare la svolta epocale che fu il sonoro nel cinema. Non è paragonabile neanche all’avvento della televisione e forse neanche a quello del web. Il Cinema divenne così un veicolo promozionale formidabile e mio padre lo intuì immediatamente, tanto è vero che i suoi più grandi successi derivano da colonne sonore. “Parlami d’amore Mariù”, “Mamma”, “Vivere”, “Portami tante rose”, “Violino Tzigano”, “Torna piccina” e molte altre nascevano per essere inserite nelle colonne sonore dei film che molto spesso avevano come protagonisti grandi voci, come nel caso di Beniamino Gigli nel film Mamma.



CS: 100anni per il Futuro – “C.A. Bixio - Musica e Cinema nel ‘900 italiano” è l’inizio di quale importante percorso per il Gruppo Bixio e i vostri illustri partners?
FB: Il Centenario di Casa Bixio, sostenuto da SIAE, AFI e Mibact ed iniziato con l’inaugurazione della suddetta mostra, è il primo atto di una serie di eventi che vogliamo scandire nel corso del 2020, toccando le città simbolo relative alla vita di mio padre e alla attività di Casa Bixio: oltre a Roma, Milano, Napoli e Venezia saranno le sedi di concerti, convegni ed incontri. A Venezia, per esempio, con la Del Monaco Academy by Donella, presenteremo la versione con audio restaurato de Gli uomini che mascalzoni già presentato nel lontano 1932 alla prima Mostra Internazionale del Cinema e questo grazie alla collaborazione con l’ICBSA (già Discoteca di Stato) e al suo Direttore Sabina Magrini e con l’SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici italiani) e al suo Presidente Laura Delli Colli. A Napoli parleremo di innovazione insieme al Prof. Lello Savonardo dell’Osservatorio Giovani della Università degli studi Federico II°, mentre a Milano, dove vorremmo allestire la mostra a partire dal 21 giugno Festa della Musica, sarà coinvolta l’Orchestra della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado che, in collaborazione con il Presidente di CAFIM, Claudio Formisano, porteremo in concerto in Galleria del Corso, luogo in cui nasceva nel 1920 la casa editrice Bixio, prima edizione di musica popolare a stabilirsi in Galleria, luogo che ancora oggi ospita il gotha degli editori italiani.
Con il Mei di Faenza organizzeremo invece il Contest 100ANNI PER IL FUTURO mettendo a disposizione alcuni celebri titoli di canzoni e colonne sonore ed invitando i partecipanti a reinterpretare in maniera personale questi successi. I migliori saranno inseriti nel catalogo dedicato alle sincronizzazioni favorendo così i nuovi interpreti.
Inoltre, grazie alla esperienza maturata negli anni dal nostro Gruppo Editoriale, durante il 2020 lanceremo C.A. Bixio Academy, che svolgerà azioni didattiche come alcune Master Class dedicate ai professionisti del settore e un Master per musica per immagini in cui i migliori partecipanti avranno la reale opportunità di inserire i propri brani in colonne sonore edite dal Gruppo Bixio, potendosi cosi inserire nel mondo del lavoro e traendone i relativi benefici economici. Ma anche coloro che sono solo appassionati di musica per le immagini potranno trarre dal Master le nozioni necessarie per diventare Music Supervisor, Montatore e sincronizzatore di musica per le immagini, radiogiornalisti, esperti di diritto d’autore e diritti connessi che sarà una delle professionalità più richieste in futuro, insieme agli esperti in gestione diritti.
Infine, lanceremo il Premio Internazionale Colonne Sonore per la TV. Una grande serata di Gala in collaborazione con SNGCI e al Presidente di Roma Cinema Laura Delli Colli in cui saranno premiate le migliori sigle, canzoni o colonne sonore di programmi televisivi.

Vince Tempera e Franco Bixio

Giorgio Assumma, Paola Saluzzi, Franco Bixio e Renato Marengo
CS: Cos’è Cinevox Record oggi?
FB: La Cinevox Record, oggi, opera in maniera costante e attiva nel mercato discografico fisico e digitale. Consapevoli del valore artistico e culturale delle colonne sonore appartenenti al nostro catalogo storico, così come del grande interesse che esse suscitano nel pubblico di appassionati, proponiamo la riedizione di soundtrack del passato, firmate dai più grandi compositori contemporanei, prestando particolare attenzione al contenuto e al formato. Abbiamo realizzato speciali edizioni limitate destinate ai cultori del vinile, come la nostra più recente pubblicazione “Tidbeats”: un cofanetto di due CD o 4 LP contenente materiali inediti dei grandi Maestri del genere.
Il mercato digitale ci consente di rendere disponibili al pubblico anche le colonne sonore meno conosciute, trascendendo i limiti di durata e numero di tracce presenti con i supporti fisici. Grazie alla digitalizzazione del nostro archivio di nastri, avvenuta negli anni passati, le nostre soundtrack sono attualmente sulle principali piattaforme di download e streaming.
Il catalogo Cinevox costituisce una preziosa fonte d’ispirazione per i maggiori talenti della regia e per gli artisti più innovativi che operano nella musica rock, hip hop ed elettronica.
Ci occupiamo inoltre di pubblicare nuove colonne sonore di film e serie tv di successo, offrendo ai compositori di oggi la visibilità che meritano. Siamo attenti a individuare nuovi e giovani artisti di talento, che possano riscuotere interesse anche a livello internazionale. Questo è avvenuto, ad esempio, per il pianista Alberto Pizzo, i cui brani sono stati inseriti nella compilation Amore, pubblicati in Giappone dalla Yamaha Music Entertainment.

Massimo Privitera e Claudio Simonetti

Vince Tempera e Massimo Privitera

Massimo Privitera e Pino Ammendola

M. Privitera e Stefano Mainetti
