Intervista esclusiva a Leo Z - Estratto da Soundtrack City

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Leo Z, un compositore polistrumentista tra Italia e USA

Di seguito pubblichiamo un breve estratto dell’intervista video realizzata per la rubrica Soundtrack City.

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La puntata di Soundtrack City a cura di Marco Testoni e Massimo Privitera è dedicata all’intervista esclusiva con il compositore, pianista e produttore Leo Z (Leonardo De Bernardini). Musicista ed eclettico polistrumentista attivo tra l’Italia e gli Stati Uniti, Leo Z vanta una carriera straordinaria che spazia dalle prestigiose collaborazioni pop con Lucio Dalla ed Elisa fino alla produzione per artisti internazionali del calibro di Josh Groban e alla ricerca sonora con virtuosi come Tina Guo.

In questa conversazione ripercorriamo il suo percorso da Bologna a Hollywood, approfondendo la sua passione viscerale per la musica applicata al cinema: dalle prime esperienze con la serie animata Electric City ideata da Tom Hanks, ai thriller Mind Cage e The Last Supper diretti da Mauro Borrelli. Un focus speciale è dedicato al suo profondo sodalizio artistico con il regista Giorgio Pasotti, per il quale ha firmato la colonna sonora del film di prossima uscita Sotto a chi tocca, un’opera caratterizzata da un suggestivo e raffinato contrasto tra sonorità elettroniche droniche e contaminazioni barocche vivaldiane. Infine, l’intervista esplora “Handpiano”, distribuito da Ala Bianca, un progetto d’avanguardia ideato insieme all’handpan player Davide Friello: un’esperienza d’ascolto intima e olistica in cui il suono felpato del pianoforte verticale si fonde con la magia ritmica e la rotondità acustica dell’handpan. Un’occasione imperdibile per scoprire da vicino le dinamiche creative e le visioni di un autore e produttore contemporaneo nel panorama internazionale.

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Colonne Sonore: Come è nata la tua idea di trasferirti negli States? Hai avuto un’occasione o è stata una scelta precisa? 

Leo Z: È stata una scelta precisa e istintiva. Già negli anni ‘90, mentre lavoravo a Bologna con artisti importanti, ho avuto come mentore Mauro Malavasi, produttore leggendario che ha lanciato e fatto diventare enormi artisti quali Lucio Dalla (con cui ho scritto brani tra il ‘96 e il ‘99 in dischi di successo come “Viaggi Organizzati” e “Attenti al Lupo”) e lo stesso Andrea Bocelli. Attraverso l’amicizia di Malavasi con Caterina Caselli, nel ‘99 sono stato introdotto ad Elisa, che cercava un produttore per il suo secondo album. In quel periodo lei mi chiese di partecipare al suo tour; fu una scelta molto difficile e fatta a malincuore perché amavo la sua musica, ma stavo già preparando dei demo per gli Stati Uniti. Avevo una forte spinta interiore a trasferirmi a Los Angeles per fare cinema, una passione nata ancora prima di quella per la musica. Fin da bambino guardavo film profondi e inquietanti — passando dai generi soprannaturali ai drammi —, influenzato dalla letteratura decadente di fine secolo (da Poe a Machen e Lovecraft) e dal cinema anglosassone. Non si è trattato quindi di un’occasione lavorativa improvvisa, ma di un’attrazione cresciuta nel tempo. Prima di partire ho studiato francese, senza sapere bene l’inglese, ma ho avuto la fortuna di vedere un mio brano incluso in un album di Josh Groban, celebre cantante crossover prodotto da David Foster nei primi anni Duemila. Quel successo mi ha aperto le porte della BMI (la SIAE americana) e mi ha dato le risorse economiche per affrontare il viaggio. Dopo un po' di spola tra il 2005 e il 2006, mi sono ambientato, ho ottenuto il permesso di lavoro e mi sono stabilito a Los Angeles, dove vivo e lavoro tuttora da vent’anni.

CS: Quali sono le tue colonne sonore che hanno lasciato più il segno dentro di te? 

LZ: La prima vera collaborazione importante è stata Electric City, un contenuto esclusivo di Yahoo del 2012 nato da un’idea originale di Tom Hanks e prodotto dalla Playtone. Si è trattato di un progetto di grande passione e realizzato in modo indipendente: ho ricevuto i primi schizzi dei personaggi direttamente da Tom Hanks e dai suoi collaboratori per sviluppare i temi musicali ancor prima di avere i montaggi definitivi.
Sebbene fossi andato a Los Angeles per fare cinema, nei primi anni ho continuato a lavorare soprattutto nel crossover classico per Josh Groban e altri tenori europei; sono così passati cinque o sei anni prima di iniziare a firmare progetti rilevanti per il mondo cinematografico, tra cortometraggi e festival. Un altro lavoro di cui vado molto orgoglioso è The Last Supper (L’ultima cena), distribuito da Universal Pictures. È nato dal sodalizio con un grande artista e illustratore originario di Verona, Mauro Borrelli, che ha vissuto a lungo a Roma prima di essere scoperto da Francis Ford Coppola durante le riprese de Il Padrino - Parte III e trasferirsi a San Francisco. Dopo una carriera straordinaria come illustratore, Borrelli è passato alla regia. Con lui avevo già realizzato il thriller Mind Cage (con John Malkovich e Robert Knepper), distribuito da Lionsgate e uscito con ottimi riscontri su Netflix. The Last Supper, invece, ha debuttato direttamente in ben 1500 sale cinematografiche con ottimi incassi, inserendosi in quel filone di narrazioni di sapore biblico oggi molto popolare.

locandina sotto a chi tocca

CS: Venendo alle tue collaborazioni in Italia, hai un connubio artistico molto evidente con Giorgio Pasotti: dopo Abbi Fede, è in arrivo il vostro nuovo film, Sotto a chi tocca. Parlaci di questo progetto: quando uscirà nelle sale e che tipo di colonna sonora hai composto?

LZ: Io e Giorgio Pasotti ci siamo conosciuti grazie alla nostra amica comune Elisa. Cercando un compositore con sonorità lontane dalla tradizione italiana e più vicine ai nostri gusti condivisi (come i Sigur Rós), abbiamo iniziato a collaborare con il film Abbi Fede e ora con Sotto a chi tocca. Il film è un dramma psicologico con venature umoristiche, ispirato alla piéce teatrale Il metodo (El método), ed è incentrato sulla spietata competizione lavorativa in un mondo post-Covid che ha reso la società più cinica e isolata. Nonostante nel cast ci sia Stefano Fresi — che il pubblico è abituato a vedere in ruoli brillanti —, qui interpreta un personaggio altamente drammatico. Il film, prodotto da Wonder Pictures, uscirà nelle sale cinematografiche ad ottobre. Il film è stato girato in Piemonte con il prezioso supporto della regione e della città di Torino, dove troupe e produzione si sono trovate benissimo. Sebbene l’ambientazione abbia un sapore freddo, cinico e industriale — quasi da mondo iper-corporativo — la storia ha una portata internazionale e potrebbe svolgersi ovunque in Occidente. Mi sono innamorato immediatamente della sceneggiatura perché è estremamente coinvolgente: basta chiudere gli occhi per sentirsi già dentro la storia, rendendo facilissimo entusiasmarsi per il progetto. Dal punto di vista musicale, la colonna sonora unisce strane e affascinanti contaminazioni: da un lato sonorità sperimentali, elettroniche e di carattere dronico, dall’altro musica barocca. In particolare, all’inizio del film mi è stato chiesto di creare qualcosa di vivaldiano per accompagnare la risvegliata Torino e la preparazione dei personaggi all’audizione.

locandina soundtrack city leo z

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