Intervista esclusiva a Carmine Padula - Estratto da Soundtrack City

foto carmine padula

Carmine Padula e la colonna sonora de Il mio nome è Carlo: la musica per il primo santo millennial

Di seguito pubblichiamo un breve estratto dell’intervista video realizzata per la rubrica Soundtrack City.

Carmine Padula è l’ospite della puntata di Soundtrack City a cura di Marco Testoni e Massimo Privitera. Il compositore pugliese ci parla della colonna sonora del film diretto da Giacomo Campiotti Il mio nome è Carlo che è andato in onda il 27 settembre su Canale 5. Un film dedicato al primo santo millennial della storia (la cosiddetta generazione Y) ovvero alla figura di Carlo Acutis che racconta in 100 minuti la vita intensa e luminosa di un ragazzo capace di coniugare fede e tecnologia, amicizia e carità. Morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante e proclamato santo il 7 settembre 2025. Il mio nome è Carlo propone il ritratto intimo e contemporaneo di un adolescente del nostro tempo, diventato un punto di riferimento per milioni di giovani nel mondo. Le musiche e i temi di Carmine Padula attraversano il film con sensibilità e senza alcuna enfasi, immergendo con grazia l’ascoltatore in una dimensione musicale intensa e sospesa. Marco Testoni è andato a intervistarlo presso il Millenium Audio Recording di Fabio Ferri durante il mix delle musiche del film.

foto carmine padula siae music awards

Colonne Sonore: Ci spieghi che tipo di approccio hai avuto per la composizione di questa colonna sonora? Anche perché il film è dedicato alla vita di un personaggio decisamente particolare.

Carmine Padula: Sì, è un personaggio particolare. Quando Giacomo Campiotti, che ringrazio, mi ha chiesto di fare la musica per questo film, ho sentito subito una grande carica di responsabilità perché questo santo ha un seguito incredibile ed è veramente molto venerato non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Onestamente è stato forse il progetto più difficile per il quale ho scritto la musica perché per la prima volta ho dovuto creare qualcosa che magari l’immagine non fa trasparire in modo evidente: un bambino con questo suo essere così speciale, così fuori dalle righe. E quindi all’inizio avevo preso una direzione un po' più standard, diciamo, però poi con Giacomo abbiamo deciso di percorrere questo mood, questo stato d’animo molto da esploratore. Quindi la musica è una lente su questa immagine di lui che dà allo spettatore una modalità di lettura molto diversa. E, tra parentesi, poi la musica aiuta a descrivere questa incombenza che ha Carlo, che è la brutta incombenza della morte.

CS: Peraltro poi lui è un personaggio anche moderno, no? Uno dei primi ragazzi appassionati di computer, il primo santo “millennial”.

CP: Sì! Infatti è in realtà il primo e unico progetto nel suo genere: un film dove si affronta la vita di un santo di oggi. Siamo pieni di film sui santi storici: San Francesco, San Pio, ecc… Però questo è il primissimo film su un santo dei nostri anni. Quindi tutti i cliché musicali che ci sono, sono stati azzerati. Sai, io a volte quando devo scrivere qualcosa ascolto anche i miei illustri colleghi cosa hanno fatto per altri film simili. Ma qui, tra virgolette, abbiamo quasi creato un nuovo genere.

CS: Con Giacomo Campiotti tu hai già realizzato altri lavori. Come è nato questo vostro rapporto?

CP: Ho iniziato a fare questo mestiere, anche se per me è una passione, grazie a Giacomo. Io studiavo composizione al conservatorio, volevo fare il compositore, ma non immaginavo di poter fare il compositore per cinema o per la televisione. A quei tempi suonavo i miei pezzi in giro e in un’occasione, ad Assisi, mi trovai davanti ad una trentina, quarantina di persone che erano venute a sentire questo mio mini concerto. Nel pubblico c’era proprio Giacomo che dopo aver sentito la mia musica si è presentato e mi ha detto: “Ma non hai mai pensato di fare le musiche per un film?” Io a 17 anni neanche lo immaginavo. Mi ha lasciato il suo bigliettino e mi ha invitato a venire a Roma. Dopo mi chiese di fare il primo lavoro insieme, una serie di Rai Uno, che si intitola Ognuno è perfetto. E da lì fortunatamente è partito tutto.

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🎬 Guarda l’intervista video integrale:

 

 

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