Intervista esclusiva a Ekaterina Shelehova, soprano per Hans Zimmer
Ekaterina Shelehova, una Tempesta di emozionalità musicale evocativa!
Dopo il positivo riscontro ottenuto nelle precedenti proiezioni, La Tempesta di Giuseppe Scordio e Attilio Tamburini approda oggi all’Ischia Film Festival con una proiezione speciale nella suggestiva cornice della Cattedrale del Castello Aragonese, all’interno della sezione Fuori Concorso – Film girati a Ischia. Una rilettura intensa e contemporanea dell’ultimo capolavoro di William Shakespeare, capace di fondere linguaggio teatrale e cinematografico in una riflessione sul rapporto tra uomo, natura e società.
In questo dialogo tra immagini e musica si inserisce la voce di Ekaterina Shelehova. Soprano dalla formazione classica, compositrice e performer di respiro internazionale, l’artista ha conquistato il pubblico con un linguaggio musicale che intreccia lirica, suggestioni etniche e atmosfere cinematografiche. Divenuta celebre grazie a “Earth Melodies”, l’esibizione che l’ha rivelata a Italia’s Got Talent, ha poi calcato prestigiosi palcoscenici internazionali, collaborando con artisti come Hans Zimmer, ERA e la Worakls Orchestra. Diplomata al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, oggi continua a sviluppare un percorso artistico originale, confermato dai progetti della saga discografica “Fables”. Colonne Sonore l’ha incontrata per approfondire il suo universo musicale e i progetti che la attendono.

Colonne Sonore: Hai collaborato con Hans Zimmer in due occasioni diverse: durante un concerto con The Limitless Orchestra, diretta da Aleksej Igudesman, con il Maestro due volte Premio Oscar in qualità di ambasciatore musicale, e successivamente per la colonna sonora della serie TV storico-drammatica Schwarzes Gold con le sue musiche e del succitato Igudesman. Cosa ha significato per te lavorare a stretto contatto con uno dei più rilevanti compositori di musica applicata alle immagini di questo secolo?
Ekaterina Shelehova: Lavorare con Hans Zimmer, così come con Aleksej Igudesman, che ha preso parte alle mie collaborazioni con il Maestro Premio Oscar, è stata un’esperienza straordinaria. Ho avuto la fortuna di lavorare con loro in due occasioni. La prima è stata il concerto con The Limitless Orchestra, diretta da Aleksej Igudesman, con Hans Zimmer come nostro musical ambassador. In quell’occasione Zimmer è salito sul palco per esibirsi insieme all’orchestra e con me: un momento che ricorderò sempre. In seguito abbiamo lavorato tutti e tre alla colonna sonora di Schwarzes Gold, una serie drammatica tedesca uscita nel novembre 2025. In entrambe queste esperienze ho imparato tantissimo. Ascolto la musica di Hans Zimmer da tutta la vita e avere l’opportunità di collaborare con lui è stato davvero speciale. È stata un’importante crescita professionale, ma anche personale, e conserverò sempre il ricordo di queste esperienze.



CS: Il film La Tempesta, tratto dall’ultimo capolavoro di William Shakespeare, prodotto da iBeHuman e Spazio Tertulliano, con la regia di Attilio Tamburini e Giuseppe Scordio, avrà una proiezione speciale questo 30 giugno nell’ambito dell’Ischia Film Festival a cui partecipa nella sezione “Film girati a Ischia”. Tu hai interpretato e scritto il “Love Theme”, parte della colonna sonora composta da Franco Parravicini. Raccontaci la nascita di questo leitmotiv e la tua collaborazione con il Maestro Parravicini.
ES: “Love Theme” è nata quando mi trovavo a Ischia insieme al regista, agli attori e a tutta la troupe. Ho avuto la fortuna di trascorrere del tempo sul set, osservare le riprese, assistere alle scene, ascoltare i dialoghi e parlare con tutte le persone coinvolte nel progetto. Ricordo perfettamente il momento in cui ho visto la scena delle due amanti: in quell’istante la melodia mi è arrivata subito in mente. Quando compongo, la mia ispirazione nasce spesso da ciò che vedo e sento e percepisco il bisogno di fissare immediatamente quell’idea. Infatti mi sono allontanata per un momento dal set per registrare la melodia nelle note vocali del mio smartphone. Questa musica è nata proprio lì, a Ischia, guardando quella scena. È stata davvero un’esperienza bellissima. Con il maestro Paravicini, invece, abbiamo lavorato principalmente online perché in quel periodo c’era il Covid ed era tutto in lockdown. Erano gli anni delle riunioni su Zoom e abbiamo sviluppato gran parte del lavoro in quel modo.
CS: I tuoi album “Fables, Act I & II” sono un punto d’incontro tra una soprano lirica e un paesaggio nordico: limpidi come ghiaccio illuminato dal sole, ma capace di trasmettere una malinconia antica e profondamente umana. Sono album liricamente cinemusicali. Come sono nati e cosa hai voluto narrare attraverso di essi?
ES: L’album “Fables – Act I & Act II” è nato con l’idea di trasportare l’ascoltatore in un altro mondo. “Act I” è stato concepito come un vero e proprio viaggio, una sorta di fiaba, rappresentata anche dalla trilogia composta da “Death of a Sailor”, che inizia con “Sea Shanty”, prosegue con “Siren” e si conclude con “Hush Now”. La seconda parte, “Act II”, è invece più umana, più vicina alle nostre emozioni e al nostro cuore, pur mantenendo sonorità, strumenti ed effetti che richiamano un mondo fantastico. Sono cresciuta ascoltando le colonne sonore di compositori come Howard Shore, Ennio Morricone, John Williams e Hans Zimmer. Tutti loro mi hanno ispirata a creare qualcosa di personale. Anche se, almeno per ora, non sono una compositrice di colonne sonore — chissà, magari in futuro — volevo comunque scrivere musica che andasse in quella direzione, permettendo a chi ascolta di immaginare una storia o creare immagini nella propria mente. Questa era l’idea alla base dell’album. Il disco è stato realizzato insieme a Thomas Salter e Ron Lopata a Nashville. Abbiamo scritto tutto insieme, con il contributo delle autrici Simon Wilcox e Andrea Cosolo. È stato il mio primo grande album dopo l’uscita di “Moonlight”, pubblicato quando avevo 16 anni, ma è il primo disco in cui ho scritto personalmente tutte le canzoni. Per questo lo considero il mio primo vero “bambino”. Spero che anche i miei prossimi album riescano a portare le persone, ancora una volta, in un altro mondo.

CS: Che significato ha per te eseguire la tua musica o quella di altri dal vivo?
ES: Registrare la musica e pubblicarla su Spotify significa poterla condividere con le persone e renderla disponibile nel tempo. È qualcosa che rimane, che può essere ascoltato ogni volta che si desidera. Il Live, invece, ha qualcosa di unico. Esiste soltanto in quell’istante e proprio per questo può succedere di tutto. Possono nascere emozioni nuove, che magari non erano emerse durante la registrazione dello stesso brano. Per me la cosa più bella è proprio condividere quel momento con il pubblico. Non c’è niente di più speciale che avere l’opportunità di trasmettere ciò che senti, ciò che pensi e quello che hai nel cuore, vivendo tutto questo insieme alle persone che ti stanno ascoltando. È un’esperienza davvero meravigliosa. Inoltre, ogni canzone prende una vita diversa ogni volta che viene eseguita. Anche per chi la canta è una continua scoperta, perché non sai mai quali emozioni proverai in quel preciso momento. Cambiano il luogo, il pubblico e l’atmosfera: ogni concerto è diverso dal precedente. Ed è proprio questa la magia della musica dal vivo, poter riscoprire ogni brano ogni volta che lo si interpreta.
CS: Ti piacerebbe dedicarti non solo vocalmente alla composizione di colonne sonore in totale libertà espressiva e tutta da sola?
ES: Sarebbe davvero bellissimo poter fare una cosa del genere. Essendo una cantante, però, il mio modo più naturale di esprimermi è attraverso la voce. Quando compongo, parto quasi sempre dalla melodia vocale, perché è lo strumento con cui mi sento più a mio agio, proprio come un violinista o un pianista si esprimono attraverso il loro strumento. Il mio sogno è continuare a cantare e a scrivere musica per le colonne sonore. Entrare sempre di più in quel mondo è un desiderio che porto con me fin da quando ero bambina. Se, attraverso la mia musica, posso contribuire a far vivere alle persone quelle emozioni che solo un film e la sua colonna sonora riescono a trasmettere, accompagnandole in un altro mondo, allora sento di aver realizzato il mio sogno.
Un ringraziamento speciale a Michela Maria Roncaglione per la cortesia, disponibilità e l'invito ad intervistare Ekaterina Shelehova, alla quale diciamo grazie di cuore per la sua stima e altrettanta disponibilità a rilasciarci questa intervista.