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Scritto da Massimo Privitera
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Martedì 27 Marzo 2012 |
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Andrea Farri/AA.VV. Gli sfiorati (2012) Radiofandango 0207054RAF 18 brani (6 canzoni + 11 di commento) – durata: 49’40”
Una colonna sonora in punta di fioretto! Note che sfiorano il pentagramma insinuandosi nell’animo umano dei protagonisti facendone risaltare tutti gli stati emozionali e le diversità socio-caratteriali, perché di sentimenti parla Gli sfiorati, pellicola di Matteo Rovere. E quattro anni dopo Un gioco da ragazze il regista torna a collaborare con il giovane compositore Andrea Farri che, come accennato sopra, crea una partitura che è la voce dell’anima dei personaggi, una voce a volte dura, a volte profondamente tenera, colma d’amore. Ma che sotto sotto vuole giudicare e forse redimere, almeno attraverso le sue note, all’apparenza, consolatorie!
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Scritto da Gianmarco Diana
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Venerdì 16 Marzo 2012 |
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Mokadelic/AA.VV. A.C.A.B. (2012) GDM 4022 12 brani (7 di commento + 5 canzoni) – durata: 45'00"

Dati i tempi che viviamo in Italia c’era una grande attesa per l’uscita nelle sale di A.C.A.B. (All Cops Are Bastards), esordio sul grande schermo per Stefano Sollima, figlio del grande Sergio, alle prese fino ad ora con la regia di alcune fiction TV (tra cui le fortunate La squadra e Romanzo criminale-La serie). Non è questo il luogo deputato a parlare del film, dei suoi contenuti, delle problematiche che affronta e dell’angolazione scelta per farlo; qui su Colonne Sonore preferiamo concentrarci su quella parte fondamentale (e spesso misconosciuta) del cinema, ovvero la Musica che ne accompagna (e spesso definisce) la narrazione.
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Scritto da Roberto Pugliese
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Giovedì 15 Marzo 2012 |
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Bernard Herrmann La porta proibita (Jane Eyre, 1943) Cd Naxos Film Music Classics 8.572718 21 brani – Durata: 67’51”
La porta proibita (molto più noto con il titolo originale Jane Eyre) è il primo vero grande capolavoro di Bernard Herrmann. Insieme ai successivi Il fantasma e la signora Muir e Nelle tenebre della metropoli (Hangover Square), del ’44 e ’45, forma un trittico nero-gotico con il quale il poco più che trentenne compositore, dopo la fulminante prova d’esordio all’insegna di un polistilismo quasi frastornante con Quarto potere (1940) e l’Oscar inaspettatamente vinto nel ’41 con il pirotecnico, faustiano L’oro del demonio, declinava in pieno tutte le grandiose caratteristiche della propria poetica: il retroterra tardoromantico, fino ad ascendenze brahmsiane, l’audacia dell’inventiva melodica e nello stesso tempo la radicale anticonvenzionalità dell’impianto leitmotivico, la potenza delle invenzioni sonore, timbriche all’interno di una struttura “classica”, sontuosamente sinfonica, frastagliata e tormentata, di un’orchestrazione di inaudita complessità e trasudante un’atmosfera cupa, “dark” ma nel contempo vulcanicamente dinamica, instabile, rutilante di colori e irruzioni strumentali.
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Scritto da Massimo Privitera
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Venerdì 09 Marzo 2012 |
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Andrea Guerra Un giorno questo dolore ti sarà utile (2012) Sugar 80331 20983115 14 brani (7 canzoni + 7 di commento) – durata: 40’40”
La classe compositiva di Andrea Guerra e la delicatezza vocale della cantautrice Elisa: in due parole la strepitosa colonna sonora di Un giorno questo dolore ti sarà utile. Il film di Roberto Faenza, interamente girato negli Stati Uniti, tratto dal romanzo omonimo di Peter Cameron, con attori da Oscar, Ellen Burstyn e Marcia Gay Harden, oltre a Peter Gallagher e Lucy Liu, racconta la storia odierna di “un giovane Holden” (Salinger) in una piena e muta ribellione vissuta alle spalle di una New York non da cartolina.
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Scritto da Federico Biella
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Venerdì 02 Marzo 2012 |
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Bruno Nicolai Anda muchacho, spara! (1971) GDM Music ”The Hillside Series” CD 4150 36 brani – durata: 59’ 38’’
 Come Ennio Morricone sta a Sergio Leone, cosi Bruno Nicolai sta a molti degli epigoni del cineasta romano inventore dello spaghetti western. Va però fatta una precisazione: considerare Nicolai un semplice imitatore sarebbe riduttivo ed ingeneroso nei confronti di un musicista che ha lavorato per diverso tempo al fianco del pluripremiato collega e ha dimostrato una certa inclinazione per il genere adottando via via soluzioni melodiche fascinose e raffinate.
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Scritto da Federico Biella
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Giovedì 01 Marzo 2012 |
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Carlo Savina I senza Dio (1972)/ … E intorno a lui fu morte (1968) Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 196 22 brani (17 + 5) - durata: 50' 00"
L’ennesimo capitolo dedicato dalla Digitmovies agli spaghetti western musicati da Carlo Savina comprende due titoli relativi a pellicole minori: I senza Dio ed …E intorno a lui fu morte, entrambi già testimoniati, sebbene limitatamente a pochi brani, nel rarissimo LP Savina’s western ed ora proposti integralmente in un unico CD. Tutti i titoli contenuti in questa vecchia antologia sono stati più o meno recentemente rimasterizzati in digitale in edizioni considerabili definitive. Manca all’appello solo Testa o croce (1968), ma tutto fa pensare che l’attesa non sarà lunga.
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Scritto da Massimo Privitera
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Lunedì 27 Febbraio 2012 |
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Bruno Zambrini/AA.VV. Com’è bello far l’amore (2012) EMI/GDM 2095 15 brani (7 canzoni + 8 di commento) – durata: 49’40”
Fausto Brizzi fin dalla sua opera prima come regista, Notte prima degli esami (2006), è stato un grande compilatore di canzoni di strasuccesso per le sue commedie giovanilistiche e non, ed ha stabilito un forte sodalizio con il veterano compositore di tantissime comiche nostrane, Bruno Zambrini (nel suo carnet molti Fantozzi e cinepanettoni, di cui Brizzi è stato uno degli sceneggiatori!). Dopo il citato Notte prima degli esami, il suo seguito Notte prima degli esami - oggi (2007), EX (2009), il dittico Maschi contro femmine (2010) e Femmine contro maschi (2011), ecco giungere la sesta collaborazione cinemusicale tra il 43enne Brizzi e il compositore Zambrini (Francavilla al Mare, 1935) con la commedia in 3D Com’è bello far l’amore (interpreti Fabio De Luigi, Claudia Gerini e Filippo Timi).
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Scritto da Roberto Pugliese
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Venerdì 24 Febbraio 2012 |
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Michael Giacchino Mission: Impossible – Protocollo fantasma (Mission: Impossible – Ghost Protocol, 2011) Colosseum VSD (CVS) 7128.2 22 brani – durata: 76’31”
Il quarto capitolo delle avventure rompicollo dell’agente Ethan Hunt segna anche un significativo ritrovo: quello tra Giacchino e Brad Bird, forse il più creativo e imprendibile regista della squadra-Pixar, e ai cui Gli Incredibili e Ratatouille il compositore di ascendenze abruzzesi ha com’è noto conferito un surplus di adrenalina sinfonica molto “adulta” e cangiante. Forse è questo che spinge Giacchino ad una elaborazione dei materiali molto più sofisticata e complessa che nel precedente M:I 3 di Abrams, che pure non lesinava in eccitazione sonora e trovate strumentali. Ciò che sembra contare soprattutto in questa circostanza, per il musicista, è un’organizzazione ferrea della partitura, più che mai strutturata e ruotante intorno al tema originario della serie, una delle idee più serpentine e incalzanti mai uscite dal genio di Lalo Schifrin e obbligatoriamente perno referenziale per i compositori (Elfman, Zimmer, Giacchino) succedutisi nelle versioni filmiche.
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Scritto da Roberto Pugliese
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Mercoledì 22 Febbraio 2012 |
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Michel Legrand The Music of Michel Legrand (2011) Silva Screen SILCD 1364 Cd 1, 10 brani – durata: 39’05” Cd 2, 10 brani – durata: 52’07”
C’è un altro illustre ottantenne dell’Ottava Arte in questo inizio 2012, oltre a John Williams. Si tratta del parigino Michel Legrand, il quale taglierà il traguardo il 24 febbraio, con alle spalle una carriera di oltre mezzo secolo, che ne ha fatto insieme a Georges Delerue il compositore francese di maggior spicco nel cinema della seconda metà del secolo scorso. Se Delerue, di cui peraltro ricorrerà il 20 marzo il ventennale della scomparsa avvenuta a Los Angeles a 67 anni, era un musicista di eccelsa raffinatezza lirica e cultura classico-barocca, tessitore di atmosfere strumentali intense quanto soffuse, cantore di sentimenti trattenuti ma fortissimi, e in quanto tale alter ego ideale ad esempio per il cinema di François Truffaut, Legrand è stato ed è una personalità incontenibile, uno strepitoso fantasista del suono e della melodia, europea fino al midollo, strumentatore geniale e contaminatore formidabile, imbevuto di jazz (del quale è un protagonista assoluto in Europa), autentico uomo-orchestra oltre che cantante particolarissimo egli stesso (il suo utilizzo dello “scat” non ha nulla da invidiare a quelli di Louis Armstrong o Ella Fitzgerald).
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Scritto da Valentina Alfonsi
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Martedì 21 Febbraio 2012 |
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Teho Teardo Music, film. Music. (2011) Spècula Records 21 brani (19 di commento + 2 canzoni) – Durata: 1h 13' 28''
Le raccolte musicali fungono spesso da veicolo promozionale e arrivano agli ascoltatori come un maneggevole contenitore, meno impegnativo rispetto ai singoli album. Di fronte al lavoro di Teho Teardo si percepisce però non tanto una ricerca di ulteriore popolarità per i brani quanto un desiderio di dare loro una nuova vita, al di là dei film per i quali sono nati.
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