Per me la “Musica per film” è una musica evocatrice di immagini!

giovanni_nuti.jpgPer me la “Musica per film” è una musica evocatrice di immagini!
Intervista esclusiva a Giovanni Nuti

Il ritorno delle interviste sui generis ai compositori italiani del passato e del presente: come domande i titoli più significati della filmografia dell’autore di musica applicata di volta in volta preso in oggetto e come risposte suoi aneddoti e racconti in piena libertà espressiva. Una sorta di intervista-seduta d’analisi della propria carriera cine-musicale. Questa volta il turno di un bravissimo musicista, cantante, pittore e compositore toscano che ha prestato per lo più la sua voce compositiva al celebre fratello, attore, cabarettista e regista fiorentino, Francesco Nuti; e difatti stiamo parlando proprio di Giovanni Nuti (classe 1952).
Laureatosi alla fine degli anni ’70 in Medicina e Chirurgia all´Università degli Studi di Firenze, parallelamente, con Giovanna Marini, inizia lo studio del canto popolare e della polifonia classica. Nel 1981 dà vita al gruppo musicale "Bar Luna", con Lucia Lippi, Marcello Becattini, Massimo Pacciani, Riccardo Galardini e Atos Travaglini e l’anno successivo intraprende l´attività di compositore per il cinema e il teatro, in concomitanza con la professione di medico chirurgo: realizza colonne sonore per i film di Franco Colella, Jan Pierre Durier, Fabrizio Ugo Giordani, Francesco Nuti, Enrico Oldoini, Maurizio Ponzi e Giovanni Veronesi e commenti musicali per il teatro di Mario Rellini.Con le sue colonne sonore riceve parecchi premi e nomination: nel 1986 il Ciak d´Oro per la migliore canzone originale tratta dal film Tutta colpa del paradiso, nel 1987 il Nastro d’Argento per la migliore musica originale per il film Stregati, e la nomination al Premio David di Donatello per la migliore canzone originale per la succitata pellicola. Nel 1990 nomination al Ciak d’Oro per la migliore colonna sonora originale del film Willy Signori e nel 1995 nomination al Ciak d’Oro per la migliore colonna sonora originale del film Occhio Pinocchio.
Giovanni Nuti incamera diversi stili musicali, dal pop al folk, dal gospel al country, dal popolare, nella sua migliore accezione, al jazz, amalgamandoli il più delle volte in una sorta di patch work compositivo di notevole spessore esecutivo, di forte aderenza alle immagini e di grande vita propria slegato da esse. Le sue canzoni, con la sua calda ed avvolgente vocalità, e composizioni per il Cinema sono di quelle che, sia nella loro facilissima orecchiabilità e semplicità incantevole (che non è un difetto bensì un grosso pregio!), rimangono impresse a lungo, anche più dei film a cui sono legate, seppur parliamo di pellicole che hanno lasciato il segno nella storia del Cinema italiano comico dolceamaro e di enorme successo al botteghino. Peccato soltanto per la difficile reperibilità di alcune sue colonne sonore tutt’oggi e della mancata stampa di molte di esse, tra cui, su tutte, la bellissima score di Caruso Pascosky di padre polacco.   
Maggiori info su:
http://www.giovanninuti.it

Colonne Sonore: Madonna che silenzio c'è stasera (Maurizio Ponzi, 1982)

Giovanni Nuti: Sono un cantautore. Ogni storia - quindi ogni film -  può essere racchiusa in una canzone. Senza questo presupposto biografico e stilistico non si comprende la mia carriera di musicista e il mio lavoro di composizione per il cinema. La canzone “Madonna che silenzio c’è stasera” è la colonna sonora di Madonna che silenzio c’è stasera: specularità perfetta.

CS: Io Chiara e lo Scuro (Maurizio Ponzi, 1983)

GN: In quegli anni Lucia Lippi (una delle più belle voci della musica leggera italiana: http://www.amazon.it/Guardami-feat-Lucia-Lippi/dp/B00CLDEK8M) ed io abbiamo dato vita ad un gruppo pop, i Bar Luna, con musicisti toscani di grande talento: Marcello Becattini, Massimo Pacciani e Riccardo Galardini. Le colonne sonore dei primi tre film di mio fratello hanno la firma e il suono dei Bar Luna, un suono pop acustico di grande suggestione.

cover_signor_15_palle.jpgCS: Son contento (Maurizio Ponzi, 1983)

GN: Prima da solo, come co-autore di canzoni e musicista, poi con i Bar Luna, ho accompagnato Francesco nella sua attività cabarettistica. Questo film è la trasposizione cinematografica della nascita artistica di mio fratello come attore/autore di cabaret e di teatro comico. Bella la sua canzone “Son contento”, in cui mi cita affettuosamente come amico e fratello, e che fa da “bussola” a tutta la colonna sonora: http://www.youtube.com/watch?v=iGFAjuBSDf4.

CS: Casablanca, Casablanca (Maurizio Ponzi, 1985)

GN: E’ la prima colonna sonora che ho firmato da solo, dopo che il gruppo dei Bar Luna si era sciolto. Eh, l’Africa, l’Africa, il Marocco! Questo film è stato per me la grande occasione di conoscere e amare questa terra, di immergermi nella sua luce e nei suoi profumi. Sono un musicista mediterraneo, le mie radici profonde sono greche, arabe, indiane.

CS: Tutta colpa del paradiso (Francesco Nuti, 1985)

GN: “Lovelorn Man”, ecco, la cifra musicale di questo film, che è stato un grande successo di pubblico, è racchiusa in questa canzone, che scrissi un pomeriggio d’estate nella solitudine e nella quiete della campagna toscana, immaginando le atmosfere blues del Mississippi. Francesco volle che la cantassi io, che fosse la mia voce – per altro così simile alla sua – a raccontare questa storia musicale, che narra di un uomo alla ricerca dell’amore, Romeo che si strugge d’amore.

CS: Stregati (Francesco Nuti, 1986)

GN: Qui devo andare più a fondo. Per me, scrivere una colonna sonora non significa commentare le immagini di un film, ma piuttosto rendere in musica il carattere dei personaggi principali di quel film: sono loro, con le loro azioni, espressioni e dialoghi, che caratterizzano l’anima di una storia, non la trama, ma i personaggi! Stregati mi ha dato la possibilità di esprimere al meglio questo mio stile interpretativo e le mie inclinazioni blues e liriche: ne è venuto fuori un brano come “Rose” – anche questo cantato da me – che mi ha dato la grande soddisfazione di vincere il Nastro d’Argento per la migliore musica originale del film e la Nomination al David di Donatello per la migliore canzone originale del film.
http://www.youtube.com/watch?v=JEVXDB_Bfag

CS: Maramao (Giovanni Veronesi, 1987)

cover_casablanca_casablanca.jpgGN: È stato un gioco felice lavorare con Giovanni Veronesi, con cui per altro avevo già collaborato, come musicista e cantante, in spettacoli al confine tra il concerto e il cabaret. Qui voglio svelare un segreto – spero che Giovanni non me ne voglia – : Veronesi è un cantautore di talento e, quando tutti e due eravamo agli inizi delle nostre carriere artistiche, ci siamo divertiti a mescolare i nostri mondi poetici e musicali.

CS: Caruso Pascosky di padre polacco (Francesco Nuti, 1988)

GN:Giulia non lo sa…”. Scrissi la canzone “Giulia”, proprio dedicando testo e musica al personaggio femminile del film, anzi della sceneggiatura. Già! Perché ho sempre lavorato prima sulla sceneggiatura e solo alla fine sul filmato, per comporre le mie colonne sonore. Come si può capire da questa scelta, il mio lavoro è più letterario o poetico che tecnico, non ho mai creduto che solo un buon arrangiamento, una buona orchestrazione potesse sciogliere il nodo di una musica evocatrice di immagini e sentimenti.

CS: Willy Signori e vengo da lontano (Francesco Nuti, 1989)

cover_donne_con_le_gonne.jpgGN: Francesco mi disse: “Guarda, i due personaggi si affrontano come gli avversari in Duello al sole di  King Vidor”. Pensai allora ad un tema di habanera, ritmo lento e ossessivo, che troviamo anche nella Carmen di Bizet, molto vicino al tango, insomma pensai ad una danza che coniugasse amore e morte, unione e separazione. Il tema si sviluppa soprattutto quando Willy e Lucia si ritrovano in Marocco, nella luce zenitale del mezzogiorno africano. http://www.youtube.com/watch?v=TdNLNpWQQxg

CS: Donne con le gonne (Francesco Nuti, 1991)

GN: Oltre al blues, il mio grande amore è la country music. Per questo film scrissi un Country, con il tema espresso dalla strepitosa armonica di Paolo Ganz, e poi un Gospel cantato da Katie Humble e Carol Cook, due vocalist londinesi che duettavano come due nere del Delta. Questa atmosfera musicale spiazza lo spettatore e l’immagine di una tersa campagna toscana si amplifica, fino a diventare un luogo mitico, fuori del tempo.

CS: Anni novanta (Bruno Colella, 1992)

GN: Fu un momento decisivo della mia vita. Il film, prodotto da Aurelio De Laurentis, è un film a episodi, che mise a dura prova la mia tendenza ad avere una visione unitaria e non “ancellare” della colonna sonora; ma non fu solo questo a farmi capire che cosa volevo dalla musica. Anni Novanta andò benissimo, così bene – almeno dal mio punto di vista - che vennero altre proposte di lavoro, troppe. La musica da film poteva diventare la mia unica professione, con tutti i rischi di un mestiere che si può allontanare dall’ispirazione autentica. Decisi che volevo essere libero, meno ricco, ma più libero.

CS: Occhio Pinocchio (Francesco Nuti, 1994)

GN: Dopo i primi anni della nostra collaborazione, mio fratello Francesco mi chiedeva tutte le volte l’orchestra, la grande orchestra, ma poi lo convincevo sempre con un tema che fosse incisivo anche solo chitarra e voce. Questo film, questo grande film di Francesco Nuti, fu per me l’occasione di fare un omaggio a Ryland Peter "Ry" Cooder, chitarra magica. http://www.youtube.com/watch?v=gtIb-FrR_nw

CS: Il signor 15 palle (Francesco Nuti, 1998)

GN: Orchestrazione e sensualità, l’ironia di un country e di un brano alla Cab Calloway, dal titolo “Gambe strut”, con un testo grammelot italo-inglese, cantato dalla splendida voce di Rossella Ruini. http://www.youtube.com/watch?v=8ZnJ1_OpnoE

CS: Io amo Andrea (Francesco Nuti, 1998)

GN: La cifra musicale di questo film è una canzone, sempre, ancora una canzone, un brano pop dal titolo “The Game of Love”, cantato da Emy Berti. Sono così affezionato a questo mio brano che è stato inserito, con un nuovo arrangiamento, ne Le Note di Cecco: una produzione discografica del 2011, realizzata da me e Marco Baracchino, che raccoglie alcuni dei brani musicali più significativi del cinema di Francesco Nuti. http://www.vinile-myrope.com/lenotedicecco/

giovanni_lucia_ foto_maurizio_di_parigi 1.jpgCS: Teste di cocco (Fabrizio Ugo Giordani, 2000)

GN: Ricordo ancora il divertimento di registrare le voci “scanzonate” di Gianmarco Tognazzi e Alessandro Gassman, che cantano e improvvisano un brano demenziale dal titolo “Muki Muki Me”, musica demenziale e altro testo grammelot, questa volta italo-malaysiano.

CS: Caruso zero in condotta (Francesco Nuti, 2001)

GN: Un tango argentino, ed è tutto.

CS: Quali sono i suoi compositori italiani e stranieri preferiti di musica per film?

GN: Tra quelle che ascolto ancora, preferisco ricordare tre colonne sonore: la musica di Ennio Morricone per The Mission; di  Vangelis per Blade Runner; di Ry Cooder per Paris, Texas.

CS: Cosa significa per lei “musica per immagini”?

GN: Per me “musica per immagini” non significa musica a servizio dell’immagine, ma musica evocatrice di immagini, “giusta” quando tale evocazione corrisponde all’immaginario del film.




 

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